Estate, stagione di tavolate con gli amici, pranzi e cene all’aperto, cibi freschi e leggeri... Già, ma con quale vino accompagnarli? Non sempre è facile azzeccare il giusto abbinamento con ortaggi e insalate, salse leggere, formaggi freschi, pesce crudo, carni fredde e compagnia. Per questo abbiamo selezionato 5 proposte... non scontate! Etichette e tipologie insolite che abbiamo pensato di sposare a ricette adatte alle giornate più calde, ragionando su varietà e temperature.
Certo, quando si parla di spumanti d’Oltralpe il riferimento immediato è a quelli prodotti nella pregiata zona vitivinicola, circa 150 chilometri a nord est di Parigi, il cui cuore è la città di Reims. Ma il metodo champenoise, quello che noi chiamiamo metodo classico, è utilizzato per vinificare anche in altre zone della Francia. Il risultato sono gli spumanti denominati Crémant che, come suggerisce il nome, sono accomunati da una spuma fine e vellutata, per certi versi più morbida degli Champagne. Tra i Crémant ci sono anche delle Aoc (denominazione che corrisponde all’italiana Doc). Tra queste il Crémant de Bourgogne come il Levert Frères Blanc de Blanc, 100% Chardonnay.
Vino elegante, ne apprezziamo i sentori fruttati di mele cotogne e mele verdi che lo rendono speciale con gli antipasti estivi più ricercati. Gli accenti agrumati suggeriscono di abbinarlo a pesce e frutti di mare. Ma amiamo soprattutto le note di brioche burrosa (così francesi!) che invitano a un accostamento con la pasticceria dolce, ma anche salata.
Il cuneese, con le fertili colline delle Langhe, è conosciuto in tutto il mondo come terra di eccellenza del Barolo e del Barbaresco, nobili espressioni del Nebbiolo, il vitigno piemontese per antonomasia. Se i grandi rossi non hanno certo bisogno di presentazioni, altrettanto prestigio riscuotono le varietà a bacca bianca, dall’Arneis al Cortese, dall’Erbaluce al Timorasso. Accanto a queste uve autoctone non mancano gli “internazionali” come lo Chardonnay, ben interpretato dall’azienda Ca’ del Baio con il suo Luna d’Agosto. Il nome scelto per questa etichetta è legato alla vendemmia precoce, nelle prime settimane di settembre, che fa sì che le uve conservino tutto il profumo del sole d’estate.
Interpreta il celebre vitigno con una versione piacevolissima da sorseggiare all’ora dell’aperitivo. A tavola, poi, sposa felicemente le carni bianche, le verdure di stagione, il pesce al forno e anche i formaggi freschi, dai tomini alla robiola, tipici piemontesi.
Il Friuli è tra le regioni vitivinicole più rinomate del Paese. Da qui arrivano vini eccellenti che tutti ben conosciamo, come il celeberrimo Refosco dal Peduncolo Rosso, i Sauvignon e i Pinot più profumati, la Malvasia (secca) tanto amata anche nella vicina Istria. Referenze che rientrano in una Doc che ha appena festeggiato i 50 anni: è il Consorzio Friuli Aquileia, una denominazione contenuta per dimensioni (450 ettari), ma grande per identità, che si estende su una fascia pianeggiante nella provincia di Udine fortemente vocata all’enoturismo tra degustazioni in cantina, accoglienza in azienda e un territorio ricco di attrattive: dalla suggestiva laguna di Grado fino alla magnifica città fortificata di Palmanova e ai siti archeologici di Aquileia, con i meravigliosi mosaici. Proprio da qui arriva la Malvasia Bio Vini Puntin, espressione di uno dei vitigni simbolo della Doc.
Fiori bianchi, agrumi, frutta e spiccata mineralità e sapidità: sono le caratteristiche gustative che rendono questa bella Malvasia compagna ideale per tutti i piatti di pesce e crostacei, i risotti di mare, le verdure di stagione.
Piccole cantine italiane che lavorano eticamente: è la filosofia del vino naturale, il movimento sempre più diffuso che parla di qualità e sostenibilità in azienda e nel bicchiere. Un mondo abbracciato da Sfusobuono, il brand che ha sposato la rivoluzione della bag in box, il “vino in cartone” 2.0. All’interno delle scatole – studiate per entrare tranquillamente in frigo - sono racchiuse buste da 3 litri (ovvero, 4 bottiglie) dotate di rubinetto per spillare fino all’ultima goccia. I vini si mantengono inalterati fino a 30 giorni dall’apertura. Tra le decine di varietà, selezionate in tutto il Paese, spiccano rosati piacevoli e beverini, da uve a bacca rossa vinificate con macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea e zero additivi. Novità la pouch, ovvero la sola busta, da 1,5 litri. Si chiama Ehilà Rosé, si infila nello zaino per una scampagnata o si “tuffa” in piscina, dove galleggia insieme agli ospiti del più divertente dei pool party!
Il vino “casual” si presta alle situazioni informali e invita al relax. Gli abbinamenti pop più indovinati sono le insalate di mare e i crudi di pesce, la pizza e i finger food da spiaggia, come taralli e mozzarelline.
L’Alto Adige è, per antonomasia, luogo d’elezione di grandi vini bianchi ma, naturalmente, sa esprimere anche ottimi rossi. A cominciare dalla Schiava, senza dubbio il vitigno autoctono a bacca nera più conosciuto insieme al Lagrein. Tra le varietà che meglio si sono adattate al terroir del Südtirol spicca il Pinot Nero che la Cantina Valle Isarco – Kellerei Eisacktal ha inserito nella linea premium Aristos. Da uve raccolte esclusivamente a mano, in un piccolo paesino nel sud della valle, maturato in tonneaux e barrique (due tipi di botte) e con 10 anni di invecchiamento, è un vino importante che, tuttavia, seduce con una sua freschezza e profumi intensi di frutti rossi, liquirizia e leggerissima affumicatura.
Per apprezzare al meglio un bouquet così ricco, la temperatura di servizio consigliata sarebbe di 14-16°. Ma nella stagione calda, sopporta tranquillamente un paio di gradi in meno: basta una mezz’ora in frigo per apprezzarne comunque tutte le sfumature in abbinamento a piatti giusti per l’estate, magari trascorsa in montagna, come i primi di terra e le carni bianche, dal coniglio al pollame.
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina