Una ricetta scoperta per caso negli anni Sessanta le ha trasformate in una delizia succosa e piccante, perfetta come spuntino, soprattutto durante maratone in Tv ed eventi sportivi, ideale per un brunch e per un aperitivo
Gli americani adorano le alette di pollo, al forno, fritte, grigliate. Ce ne sono molte varianti, molte ricette, ma le Buffalo Wings sono le più amate e sono il cibo ufficiale di ogni evento sportivo, in particolare il più “sacro”: il Super Bowl, campionato della National Football League.
Forse non tutti sanno che la storia delle alette di pollo piccanti risale a molto prima: per lungo tempo, sebbene le ali fossero considerate una parte poco pregiata del pollo, nelle Isole Britanniche si sono cucinate quelle che Alexis Soyer nel 1854 citerà nel suo libro di cucina “A Shilling Cookery for the People” come devilled bones, “ossi alla diavola”, letteralmente.
Si trattava di un piatto a base di alette di pollo (ma anche costine e ossi di di manzo o agnello) con ancora un po’ di carne attaccata: una volta destinate solamente a fare il brodo, per questa preparazione le alette venivano condite con una pasta molto speziata fatta di burro, pepe di Cayenna, senape, sale e a volte salsa Worcestershire o il tradizionale ketchup ai funghi (originariamente, nelle Isole Britanniche, il ketchup veniva preparato con i funghi come ingrediente principale, anziché con il pomodoro).
Le alette venivano poi grigliate ad alta temperatura (circa 220°) fino a quando diventavano dorate e croccanti. In un menu del 1857 del Clarendon Hotel di Buffalo, all'angolo tra Main Street e South Division Avenue, compaiono alette di pollo fritte, anche se non se ne specifica la ricetta.
Esistono numerose storie sull'origine di queste deliziose alette di pollo, ma quella più diffusa narra che furono servite per la prima volta all'Anchor Bar di Buffalo, nello Stato di New York. Nel 1964, Teressa Bellissimo, proprietaria insieme al marito Frank del bar, ricevette per errore una spedizione di alette di pollo. Non sapendo cosa farne, ebbe l’idea di friggerle in abbondante olio, per renderle croccanti. Dopo averle fritte, le mescolò con una salsa piccante e le servì con una salsa al formaggio erborinato (blue cheese) e bastoncini di sedano, tagliati spessi. Il piatto piacque molto alla clientela e divenne presto un classico del menu del bar con il nome di Buffalo Wings.
Negli anni '70, la fama delle alette di pollo alla Buffalo esplose e si diffuse prima in tutta la città, poi nei bar di tutto lo stato di New York. Fu negli anni '80 e '90 che le Buffalo Wings raggiunsero la popolarità a livello nazionale e divennero uno snack prediletto da servire durante il Super Bowl.
Il primo ristoratore a pubblicizzare le alette di pollo sull'elenco telefonico di Buffalo fu in realtà John M. Young, che nel 1966 aprì un ristorante chiamato "Wings & Things" al 1313 di Jefferson Avenue. Le alette di Young erano intere, impanate, fritte e servite con la sua salsa segreta Mumbo a base di pomodoro: venivano vendute dieci per un dollaro.
Separate le ali di pollo all'altezza dell’articolazione: disponetele una alla volta sul tagliere e apritele, piegandole in modo da spezzare la giuntura. Successivamente, tamponate le ali di pollo con fogli di carta assorbente prima di friggerle in abbondante olio: rimuovere l’umidità in eccesso aiuta a ottenere ali fritte ben croccanti, oltre a impedire schizzi di olio bollente quando vengono tuffate nell’olio.
Nella ricetta dell’Anchor Bar, le ali non venivano condite né infarinate (anche se troverete delle varianti che lo prevedono). Il passo successivo consiste nel condire le ali con una salsa piccante a base di burro fuso: la salsa originale di Frank e Teressa Bellissimo rimane un segreto (anche se oggi è possibile acquistarla presso l'Anchor Bar di Buffalo, New York), ma qui trovate un’ottima sostituta per le vostre Buffalo Wings!
Le ali vengono mescolate nella ciotola fino a quando sono completamente ricoperte dalla salsa. Le ali vengono poi fritte in olio vegetale come quello di arachidi, a una temperatura compresa tra 175 e 190° per 10-12 minuti, e girate per farle dorare uniformemente su tutti i lati.
Le Buffalo Wings originali hanno la pelle croccante all’esterno e polpa tenera all'interno. Vengono servite accompagnate da bastoncini di sedano freschi e una salsa al formaggio erborinato (blue cheese), complementi perfetti per stemperare la piccantezza delle alette. Il loro sapore piccante si sposa perfettamente con un bicchiere di birra ghiacciata.
La si prepara sbriciolando Gorgonzola, Roquefort o altre varietà di formaggio erborinato, mescolandolo con panna acida, maionese, latticello e salsa Worcestershire, e aromatizzandolo con sale, pepe, aglio in polvere, senape in polvere e zucchero.
In genere, l'olio in eccesso dei cibi fritti viene tamponato con carta assorbente, ma questo metodo può far sì che diventi molliccio. Per ottenere alette di pollo alla Buffalo super croccanti, dopo averle fritte, sgocciolatele su una griglia (mettete una teglia sotto, per raccogliere il grasso che cola).
Le alette di pollo alla Buffalo possono essere preparate anche in forno. Disponetele su una teglia e cuocetele per 30-45 minuti a una temperatura compresa tra 220 e 230°. La maggior parte delle ricette consiglia di girare le alette a metà cottura, in modo che cuociano uniformemente.
Le alette di pollo – secondo le diverse ricette – sono davvero versatili: spesso marinate (provate con la birra!), vengono fritte o cotte al forno, talvolta cotte sul BBQ, passate al grill o saltate in padella. Dorate e croccanti, spesso piccanti, sono sempre buonissime. Se vi piace, marinatele per avere una glassa golosa oppure panatele con semi di sesamo o con il panko, per un effetto più crunch.
Francesca Tagliabue
maggio 2026
Lettrice instancabile, appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare
le origini dei piatti e dei loro nomi. Si ritiene molto fortunata perché scrive
per lavoro e per diletto, insieme – Linkedin – Ph. Carlo Casella
Lettrice instancabile, appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare
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