Seguici su Facebook Seguici su Instagram
News ed EventiBenessereSalsa di soia: fa bene o male? Benefici, dosi e usi in cucina

Salsa di soia: fa bene o male? Benefici, dosi e usi in cucina

Condimento amato ma controverso: scopriamo calorie, benefici e la giusta quantità giornaliera. Come sceglierla e consumarla in cinque ricette

Condividi

La salsa di soia è uno degli ingredienti base della cucina giapponese e asiatica.
Nel paese del Sol Levante si avverte il suo profumo ovunque: dalle strade ai ristoranti è il condimento per eccellenza per moltissime pietanze e si presta benissimo alle marinature (estremamente diffuse nella tradizione gastronomica nipponica). Ormai è ricercata e diffusa anche nella cucina occidentale, seppur l'elevato quantitativo di sale sembri rappresentare uno dei suoi più grandi limiti. Ma cerchiamo di capire più a fondo le sue caratteristiche e come sceglierla e utilizzarla in cucina.

I valori nutrizionali

Una mano versa con un bricchetto tipico della salsa di soia in una ciotolina

La salsa di soia è il prodotto della naturale fermentazione dei semi di soia. Gli ingredienti di base sono quattro: semi di soia, frumento e sale. Nella variante cinese invece il frumento non viene generalmente utilizzato. Ma quali sono i valori nutrizionali della soia? 100 millilitri di salsa contengono 10 grammi di proteine, circa 4 grammi di carboidrati e da 0,6 a 1,7 grammi di zuccheri per un totale di circa 60/70 kcal. Raddoppiano invece nelle versioni dolci

Quanto sale contiene? La dose giornaliera da non superare

Alla domanda “è vero che la salsa di soia è troppo salata?”, la risposta è “dipende”. Considerando che il suo contenuto di sodio è elevato, si sconsiglia l’assunzione a soggetti che seguono un regime ipocalorico. Se ci si attiene invece alle linee guida dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non ci sono controindicazioni per un individuo in salute. Proviamo a fare un breve calcolo: la salsa di soia contiene circa 17 grammi di sale su 100 ml di prodotto, e il consumo totale di sale nell’intera giornata non dovrebbe superare i 5 grammi –, bisogna quindi fare attenzione a non andare oltre i 20 ml al giorno (che corrispondono a 4-5 cucchiaini da tè). Allo stesso tempo, però, è da tenere sotto controllo anche la quantità di sale nascosto negli altri alimenti che consumiamo, perché altrimenti si finisce per superare il limite giornaliero. Via libera quindi a procedimenti come le marinature, che permettono di insaporire le pietanze con una piccola quantità di salsa e quindi anche di sale.

Guida all’acquisto: quale scegliere?

In commercio esistono varie tipologie di salsa di soia con caratteristiche differenti. Le più conosciute sono: il Tamari e lo Shoyu (a cui viene aggiunto il frumento durante la preparazione), entrambe di colore marrone e dalla consistenza più o meno densa. Per la scelta è bene fare attenzione agli eccipienti, come alcool, acidificanti e sostanze che possono essere dannose alla salute. Meglio scegliere le versioni biologiche, un po’ più costose, ma con un occhio in più alla salute e alla naturalità degli ingredienti.

Come usarla in cucina

Tempura di alghe nori con salsa di soiaTempura di alghe nori con salsa di soia

Molto più di un semplice condimento, la salsa di soia è un vero acceleratore di gusto. La sua fermentazione prolungata libera acido glutammico naturale, che attiva l'umami ed esalta i sapori degli ingredienti. In cottura accelera la reazione di Maillard (regalandoci la classica crosticina dorata e aromatica su tofu, verdure e carni), mentre nelle marinature ammorbidisce le fibre e veicola gli aromi in profondità. Di seguito le 5 ricette che la redazione di Sale&Pepe ha selezionato per voi.

Elisa Nata

Iscriviti alla newsletter di sale&pepe

Iscriviti ora!

Abbina il tuo piatto a