Seguici su Facebook Seguici su Instagram
Tecniche di BaseCome FareMarinature, il segreto per insaporire e ammorbidire

Marinature, il segreto per insaporire e ammorbidire

Dalle carni ai pesci, dalle verdure ai formaggi, una tecnica antica capace di trasformare un piatto, rendendo speciale anche l’ingrediente più semplice

Condividi

Che cos’hanno in comune una grigliata mista, una ceviche di pesce e un pollo al curry? Pur diversissime tra loro, tutte e tre queste preparazioni prevedono un riposo in un composto aromatico. In altre parole, una marinatura. Come questa avvenga, poi, è un altro discorso. Ampissimo. A seconda infatti del tipo di alimento e del fatto che vada poi cotto o consumato crudo, si apre un ventaglio di possibilità che sarebbe presuntuoso pretendere di esaurire in un solo articolo. Più umilmente, ci limiteremo qui a indicare i principi di una tecnica antica quasi quanto l’uomo.

Che cos’è una marinatura

ingredienti per una marinatura

La marinatura è una tecnica di preparazione dei cibi. Alla sua base troviamo una miscela liquida o semiliquida - anche se non mancano quelle a secco, che trattiamo a parte - in cui si immerge un alimento generalmente crudo per un tempo variabile prima della cottura o del consumo. La sua composizione cambia in base all’ingrediente e all’obiettivo, ma la struttura di base è quasi sempre la stessa: una componente acida, una grassa e una aromatica.

La componente acida

Che si tratti di vino, aceto, succo di agrumi, yogurt o birra, la componente acida è quella che agisce sulla struttura dell’alimento. Denaturando parzialmente le proteine delle carni, dei pesci e di crostacei o molluschi, ne ammorbidisce le fibre e favorisce la penetrazione degli aromi. A meno che la ricetta non si fondi proprio sulla sua presenza, facendone il protagonista del piatto, usate l’ingrediente acido con moderazione. In certo casi, un eccesso di acidità - così come un tempo di riposo troppo lungo - produce l’effetto opposto, rendendo stopposa o gommosa la materia prima.

La componente grassa

L’olio extravergine d’oliva così come i grassi - in forma liquida - in genere servono sia a fare da veicolo agli aromi liposolubili - vedi l’aglio, le erbe e le spezie, terza componente della marinatura - sia a formare una pellicola protettiva che in cottura favorisce la doratura e limita la perdita di succhi.

La componente aromatica

È questo il campo più libero. Qui più che negli altri campi molto dipende dall’alimento che desiderate marinare e il motivo per cui lo mettete a riposo. Erbe fresche o secche, spezie, aglio, cipolla, scorze di agrumi, pepe, zenzero o peperoncino sono solo alcuni degli ingredienti possibili, combinabili e associabili in infiniti modi, tra loro o con gli altri componenti.

A cosa serve marinare i cibi?

Cominciamo con il dire che non tutti i cibi hanno bisogno di una marinatura e che non sempre questa viene fatta per la stessa ragione. Prima di iniziare, conviene dunque capire che cosa volete ottenere.

  • Per insaporire. La marinatura è in grado di portare gli aromi molto più in profondità di quanto avviene quando i cibi sono spolverizzati - in cottura o da cotti - con sale e spezie. In particolare, fa la differenza nel caso di grossi tagli di carne, con i pesci interi o con le verdure destinate alla griglia.
  • Per ammorbidire. Come già accennato, l’acidità rompe le fibre muscolari dei tagli più duri della carne così come la polpa più coriacea di certi frutti di mare, rendendoli poi più teneri dopo la cottura. Pur non sostituendo una cottura lenta, la prepara e migliora il risultato finale.
  • Per proteggere. Nel caso di cotture ad alta temperatura come quella alla griglia, brace o nel forno caldo, la marinatura si rivela provvidenziale perché forma uno strato esterno che riduce la perdita di umidità e rallenta la carbonizzazione superficiale.
  • Per profumare. Anche brevi marinature di poche decine di minuti sono in grado di lasciare il segno. Soprattutto in prodotti dalla struttura delicata come sono i pesci o certe verdure.

Marinature per le carni

La carne è l’ingrediente che probabilmente trae maggiore vantaggio dalla marinatura e insieme è quello in cui i tempi variano maggiormente. Un petto di pollo, per esempio, può avere bisogno di 30 minuti così come di 2 o addirittura 4 ore di riposo. Tempi già importanti che si allungano ulteriormente nel caso per esempio di una costata di manzo - un chilo di carne può stare in marinatura anche per 24 ore - di un cosciotto d’agnello o di una spalla di maiale, che toccano anche le 48 ore di riposo in frigo.

Pollame e maiale

lime, salsa di soia, zucchero, aglio e menta per una marinata

Carni bianche e suine reagiscono bene a marinature a base lattica - yogurt, latticello, panna acida - che ammorbidiscono senza aggredire. Ottime per cotture al forno, sulla griglia e allo spiedo, sono alla base anche di preparazioni in tegame come il pollo al curry. Gli aromi consigliati sono i più vari: aglio, rosmarino e limone per le preparazioni più classiche, paprica, cumino o curry per le varianti speziate. Da non sottovalutare anche le versioni agrodolci, come quella alla salsa di soia, menta, lime e zucchero (foto sopra).

Manzo, agnello e selvaggina

Olio, aglio, mirto e ginepro

Carni rosse e nere hanno bisogno di marinature più strutturate, come quelle a base di vino rosso, aceto balsamico o succhi di frutta. Il vino, in particolare, ha un’azione combinata, dato che l’alcol penetra nelle fibre portando con sé anche il suo carico di tannini e aromi. Questo tipo di marinatura è particolarmente adatta alle cotture alla brace, al forno o brasate. Mirto, ginepro e aglio (foto sopra) saranno ottimi per l’agnello, così come un mix di alloro, timo, rosmarino e scorza d’arancia. Pepe nero in grani e chiodi di garofano si prestano bene, tra gli altri, alla selvaggina.

Carni da griglia e spiedini

Per tagli sottili e spiedini misti, una marinatura breve (1-2 ore) a base di olio, salsa di soia, miele e aglio garantisce una glassa superficiale che caramellizza bene sulla brace senza bruciare.

Marinature per il pesce

Dalla struttura molto più delicata della carne, il pesce reagisce rapidamente all’acidità e non ha bisogno di tempi lunghi di riposo nel composto aromatico. Spesso 30 minuti sono più che sufficienti. Nel caso di permanenze più lunghe parliamo di preparazioni che usano la marinatura per “cuocere” ingredienti crudi come nel caso della già citata ceviche peruviana o delle nostrane acciughe marinate. Le cotture che richiedono la marinatura del pesce sono sia quelle ad alta temperatura - che rischierebbero di asciugarlo eccessivamente - come la griglia o la piastra.

Agrumate o speziate

Arancia, limone e scalogno per una marinatura

La base consigliata è composta generalmente da olio extravergine d’oliva, succo di limone, di arancia o di altro agrume e aglio (oppure scalogno come nella foto sopra). A questi potrete aggiungere aneto e senape di Digione - per esempio per il salmone - prezzemolo, capperi e scorza di limone - per i pesci bianchi come il branzino o l’orata - così come zenzero, salsa di soia e olio di sesamo per dare una nota esotica a tonno o pesce spada.

Marinature per i molluschi

Per i molluschi, la marinatura richiede ancora piu attenzione: la loro consistenza tenera li rende particolarmente sensibili agli ingredienti acidi, che vanno dosati con misura per non alterarne la texture. Calamari, seppie e polpo si prestano bene a marinature brevi prima della cottura, soprattutto se destinati alla griglia o alla piastra, con una base di olio extravergine d'oliva, limone ed erbe come prezzemolo, timo o maggiorana.

Marinature per i crostacei

Gamberi, mazzancolle, scampi e astice rispondono molto bene alla marinatura, ma con tempi se possibile ancora più brevi rispetto al pesce: 15-20 minuti in genere possono bastare. Oltre, la polpa potrebbe diventare gommosa. Le cotture ideali sono la griglia e la piastra a fuoco alto, dove la marinatura contribuisce alla caramellizzazione superficiale. Per i crostacei interi o di grandi dimensioni potrà aiutarvi praticare qualche incisione sul guscio prima di marinare: accelera la penetrazione degli aromi. Per marinare i crostacei una base possibile comprende olio extravergine d’oliva, aglio tritato, succo di limone o di lime e pepe. Altri aromi che funzionano bene sono peperoncino fresco, prezzemolo, paprica affumicata, erba cipollina. La variante orientale prevede qui cocco, lime e coriandolo.

Marinature per gli ortaggi

Con gli ortaggi la marinatura serve a cambiarne il carattere, specie soprattutto in vista della griglia o della cottura al forno ad alta temperatura, dove c’è sempre il rischio che si secchino. Zucchine, melanzane, peperoni, cipolle, funghi e radicchio rispondono bene a marinature semplici in olio extravergine d’oliva, aceto di vino o succo di limone, aglio, erbe. I tempi sono brevi: 30 minuti bastano per gli ortaggi a fette sottili mentre un’ora andrà riservata a quelli più spessi come le melanzane tagliate a rondelle. Per ortaggi destinati alla griglia o alla brace, l’aggiunta di un cucchiaino di miele o di zucchero di canna alla marinatura favorisce la caramellizzazione superficiale. Guardando a Est, il miso diluito in olio e sake, funziona particolarmente bene con melanzane e funghi shiitake.

La marinatura a secco

Detta anche dry rub, la marinatura a secco si distingue da quella liquida perché si basa esclusivamente su ingredienti asciutti: sale grosso o in fiocchi, zucchero, spezie macinate, erbe aromatiche essiccate e scorze di agrumi. Sfregata direttamente sulla superficie del pesce o della carne, agisce per osmosi estraendo parte dei liquidi e favorendo al tempo stesso la penetrazione degli aromi. È particolarmente indicata per tagli destinati a cotture intense come il barbecue o la griglia, dove forma una crosticina saporita e leggermente caramellata.

Carni rosse, bianche e pesci

Tra le combinazioni più classiche: paprica affumicata, cumino, aglio in polvere e pepe nero per carni rosse e costine, semi di finocchio, scorza di limone e pepe rosa per pesci grassi come il salmone, rosmarino, salvia, timo e sale aromatizzato per il pollame. I tempi variano da 1 a 12 ore in frigo, a seconda dello spessore del pezzo. Ciò che conta è coprire uniformemente la superficie e lasciar riposare senza sigillare ermeticamente, così da permettere alla marinatura di lavorare senza ristagni di umidità.

Il sale nella marinatura: sì o no?

Non esiste una regola unica sull’aggiunta del sale nella marinatura. Tanto dipende da che cosa si sta marinando e per quanto tempo. Il rischio noto è che il sale, richiamando i liquidi per osmosi, finisca col disidratare l’alimento invece di ammorbidirlo. In linea di principio questo è possibile, ma all’atto pratico le cose possono andare diversamente. Per le carni, per esempio, il sale aggiunto alla marinatura - o applicato direttamente prima di marinarla o come dry rub - in un primo momento estrae i succhi, ma trascorso un tempo di almeno 40-60 minuti (meglio ancora qualche ora) quegli stessi succhi vengono riassorbiti, portando con sé il sale in profondità. E la carne, anziché più secca, risulta più saporita. Per tagli grandi destinati a cotture lunghe, dunque, salare in anticipo è quasi sempre un vantaggio.

Pesci e ortaggi delicati

Per il pesce e i crostacei sarebbe invece meglio andarci cauti. Le proteine del pesce sono più delicate, reagiscono rapidamente e i tempi di marinatura sono già brevi. Unire sale in una marinatura che dura 30 minuti può effettivamente asciugare la superficie. Meglio salare solo poco prima della cottura o direttamente in padella. Per gli ortaggi dipende dall’obiettivo: se desiderate estrarre l’acqua dalle verdure e nel contempo insaporirle in profondità, sarà utile l’aggiunta del sale. Se invece preferite mantenerle croccanti, meglio che aspettiate.

Gli errori da evitare con le marinate

Come con tutte le tecniche, anche con le marinate si può incappare in errori o disattenzioni che possono compromettere l’intero piatto. E vanificare una paziente attesa. Ecco un elenco dei principali scivoloni possibili.

  • Marinare fuori dal frigo. Soprattutto per carni e pesci, la marinatura va sempre fatta in frigorifero. A temperatura ambiente proliferano i batteri, non certo i compagni migliori per i prodotti di origine animale crudi.
  • Usare contenitori di metallo. L’acidità della marinata reagisce con alluminio e ferro, cedendo sapori metallici all’alimento. Usate sempre vetro, ceramica o sacchetti alimentari sigillati. Evitando anche la plastica, che non va d’accordo con prodotti blandamente corrosivi.
  • Esagerare con l’acidità. Come anticipato a inizio articolo, troppo limone o aceto, o tempi troppo lunghi, denaturano le proteine in superficie rendendo polpe e carni stoppose. Il principio vale soprattutto con pesce e crostacei.
  • Riutilizzare la marinatura cruda come salsa. Contiene succhi dell’alimento crudo e, quindi, è potenzialmente contaminata. Se volete utilizzarla come condimento o aggiungerla in pentola, fatelo solo se prevedete una cottura prolungata.
  • Non asciugare l’alimento prima di cuocerlo. Un eccesso di liquido sulla superficie impedisce la reazione di Maillard (la doratura). Prima di mettere gli alimenti marinati sulla griglia o in padella, allora, tamponateli sempre con carta da cucina.
  • Salare troppo presto. L’abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo. Il sale nella marinata estrae i liquidi dall’alimento per osmosi. In particolare nel caso dei pesci, se li salate troppo presto rischiate di asciugarli e seccarli.
  • Marinare per troppo poco tempo. L’errore opposto: una marinatura di 10 minuti su un taglio importante di carne non sortisce quasi effetto e finireste con l’avere buttato condimento per niente. I tempi minimi vanno rispettati tanto quanto quelli massimi.

Le ricette marinate

Di terra o di mare, i piatti che prevedono una marinatura per i loro ingredienti sono davvero tanti. Di seguito una selezione di idee il più possibile variegata - in alcuni casi anche poco ortodossa, con modalità un po’ particolari - per insaporire o ammorbidire carni, pesci, verdure e perfino formaggi.

Carni bianche e rosse

Carpaccio di vitello marinato con verdurine
  • Nel carpaccio di vitello marinato con verdurine (nella foto) la carne tagliata a striscioline riposa in frigo per 20 minuti dopo essere stata condita con olio, sale, pepe, aglio a fettine e un po’ del liquido rilasciato dagli ortaggi che la accompagnano. A loro volta marinati, questa volta con succo di lime e sale.
  • L’anatra marinata all’arancia riposa per una notte in frigo, avvolta dalla pellicola, dopo essere stata farcita con una arancia e strofinata con la scorza grattugiata dell’agrume mescolata con olio extravergine d’oliva.
  • Per preparare il riso pilaf con pollo al curry, il petto di pollo a tocchetti va prima massaggiato con sale e curry, poi fatto marinare per 2 ore in una ciotola con lo yogurt.
  • Ricetta greca, il kleftiko è preparato massaggiando un cosciotto di agnello con un mix a base di scorza di limone, aglio, origano, olio, succo di limone, sale e pepe. Avvolto nella pellicola, va riposa in frigo per un’ora o, meglio ancora, per una notte.
  • La sella di coniglio all’arancia e semi di finocchio vuole che la carne sia fatta marinare al fresco per un’oretta con salvia, succo e scorza di limone, semi di finocchio, sale, pepe e olio. Poi, passa in tegame per la cottura con olio, capperi e scalogni.

Pesci e crostacei

Filetti di sgombro marinati
  • Per preparare lo sgombro croccante al pecorino con peperoni al balsamico (foto sopra) il pesce va fatto riposare prima per almeno 30 minuti con poco olio, aceto balsamico, aglio, alloro e sale. Poi, spennellato di senape e coperto da una panure ai pistacchi, viene cotto alla piastra.
  • Gli stecchi con salmone e pompelmo lasciano riposare il pesce crudo a striscioline per 30 minuti in una marinata preparata con il succo dell’agrume mescolato con olio, aneto, cipollotto, sale e pepe.
  • Nel sashimi all’italiana, le finissime fettine di filetto di spada riposano per 5 minuti dopo essere stati spruzzati di succo di limone e spolverizzati di sale.
  • Grande classico, le acciughe marinate sono semplicissime e deliziose, preparate lasciando marinare i filetti di pesce crudo nel succo di limone per 4 ore in frigo. Per completarle, una salsina preparata emulsionando altro succo con olio, sale, pepe e prezzemolo tritato.
ceviche di astice e mango
  • La ceviche di astice e mango (nella foto) è preparata con la polpa del pregiato crostaceo fatta marinare in frigo con succo di lime, limone e arancia, peperoncino tritato e sale.
  • Un frullato di mela e sedano compone l’inedita marinata del branzino con centrifuga di mela verde. Immerso nel composto, vi riposa per 3 ore prima di essere servito con una insalatina di fave e una crema di bufala.
  • Prima di essere impanati e fritti, i gamberi a farfalla ai semi di sesamo riposano per 20 minuti con un composto preparato con pepe macinato, sherry, salsa di soia, la farina e sale.
  • L’insalata di pasta al tonno acquista più gusto grazie al riposo del suo condimento in frigo per un’ora. Lo compongono una grattugiata di carote crude e il pesce conservato sott’olio. Per insaporirli, succo e scorza di limone, sale, pepe, aglio tritato e olio.

Ortaggi e formaggi

Insalata di avocado, piselli e cipolla marinata

Camilla Marini

Iscriviti alla newsletter di sale&pepe

Iscriviti ora!
TAG: #marinata

Abbina il tuo piatto a