I superfood fanno ripartire la spesa degli italiani

I superfood fanno ripartire la spesa degli italiani

Avocado, zenzero, olio di lino, semi di lino, semi di zucca, germe di grano, quinoa, mirtillo rosso, grano saraceno e curcuma: sono questi i 10 alimenti salutistici di cui gli italiani hanno aumentato maggiormente gli acquisti nell’ultimo anno.

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Sale&Pepe

Riparte con energia e all’insegna del benessere, dei superfood e della qualità il carrello della spesa degli italiani. Lo dice il Rapporto Coop Italia, l’accurata ricerca pubblicata ogni anno dalla catena di supermercati italiani che analizza le principali tendenze di consumo in Italia. Dopo anni di crisi e rinunce, dal primo semestre del 2017, i consumi di generi alimentari sono a tornati a crescere sia in valore assoluto sia in rapporto alla spesa complessiva. Secondo la ricerca, sono le esigenze salutistiche a muovere maggiormente gli acquisti: nel carrello della spesa finiscono più vegetali e meno carni (specialmente quelle rosse), meno zucchero e grassi, più semi e superfood. Insomma, i nostri connazionali sembrano aver riscoperto il piacere della “buona” tavola, quella che oltre ad accondiscendere il palato, fa bene anche e soprattutto alla salute.

Un nuovo approccio “olistico” al benessere
“Dimmi ciò mangi e ti dirò chi sei”, la celebre frase del gastronomo e maître à penser francese Jean Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826) oggi è più che mai di attualità. Lo dimostra la ricerca di uno stile di vita “healthy”, che condiziona sempre di più gli atti di acquisto: di fronte a uno scaffale del supermercato, sempre più consumatori sono in grado di leggere e interpretare con maggiore attenzione le etichette e a ricercare prodotti alimentari che, oltre alle promesse pubblicitarie, siano davvero in grado di fornire benefici al corpo e alla mente. Negli ultimi dieci anni, infatti, il nostro
rapporto con il cibo si è nettamente modificato. In primis, la diffusione delle conoscenze salutiste e l’attenzione all’ambiente, la consapevolezza del legame tra l’alimentazione e il rischio di gravi patologie (diabete, obesità celiachia, ipertensione, ecc.), ma anche la scoperta di sapori nuovi e il riadattamento di materie prime antiche – si pensi al successo dei cereali antichi –, non da ultimo l’ingresso delle tecnologie nei processi di produzione e la “globalizzazione” delle culture alimentari: sono tutti elementi che hanno contribuito al ripensamento delle scelte alimentari dei nostri connazionali, sempre più ispirati a tavola dai principi della “nutraceutica”, la nuova scienza che studia le proprietà terapeutiche o preventive di alcuni alimenti.

La carica dei supercibi
Questa “rivoluzione” nello stile di vita e a ricaduta nelle diete alimentari vede sempre più protagonisti tutta una serie di alimenti “nuovi” – perché provenienti da Paesi lontani ma che i commerci internazionali hanno reso disponibili anche nei negozi sottocasa – o “riscoperti” – cibi caduti in disuso nella nostra quotidianità, si pensi per esempio ad alcune varietà di legumi come i lupini, efficacissimi per contrastare il diabete secondo le ricerche più recenti –, tutti dunque accumunati dal fatto di contenere “specialissime” proprietà nutrizionali o micronutrienti. Stiamo parlando dei cosiddetti super alimenti o superfood che hanno caratterizzato tutti i nuovi lanci di prodotti alimentari nel 2016 e anche nel 2017, entrando a gamba tesa in cima alla lista della spesa. Rientrano infatti sotto questo “cappello” tutta una serie di alimenti: semi e legumi, grani antichi, vegetali come la quinoa e l’amaranto, spezie o tuberi come lo zenzero e la curcuma, altri frutti speciali dai poteri antiossidanti, come i berries (dalle bacche di goji ai più tradizionali frutti di bosco) ma anche frutti esotici come il baobab e il maqui, piuttosto che novel food come le alghe. Stando ai dati raccolti nel rapporto Coop, 1 italiano su 3 vede i superfood come sostituti dei farmaci. Salutari ma gustosi (un binomio imprescindibile, dove però la componente di benessere è preponderante su quella edonistica), gli alimenti “terapeutici” valgono il 10% degli acquisti e crescono con un ritmo doppio rispetto a quello degli altri prodotti alimentari. Nello specifico, la top ten degli alimenti vegetali best seller nel 2016-17 è questa: avocado (la spesa per comprarlo è aumentata in un anno del 78%), zenzero (+72%), olio di lino (+52%), semi di lino (+44%), germe di grano (+41%), quinoa (+39%), mirtillo rosso (+30%), grano saraceno (+23%) e curcuma (+22%). In parallelo è cresciuta l’attenzione per le componenti nutrizionali ed alimentari dei prodotti acquistati. Nella percezione degli italiani, le fibre sono al primo posto fra le sostanze ritenute più sane, tanto che l’81% le colloca ai primi tre posti di questa speciale classifica. Seguono le proteine vegetali, considerate una valida e più salutare alternativa alle proteine animali, oltre che dispensatrici di un apporto nutrizionale imprescindibile nei regimi alimentari “veg”, osssia vegetariani e vegani, sempre più di moda. Insomma, oggi sempre più sembrerebbe che a suggerire la lista della spesa, più che i “consigli per gli acquisti” della pubblicità facciano effetto i consigli del medico o del naturopata. E forse anche quelli delle vecchie nonne, che con una mela al giorno – anzi un tocchetto di zenzero e polvere di curcuma – non ci si levi davvero il medico di torno…

Manuela Soressi
gennaio 2018

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