Patatine fritte: tutto quel che c’è da sapere per un consumo attento

Patatine fritte: tutto quel che c'è da sapere per un consumo attento

Invitanti, sfiziose e croccanti: le patatine fritte seducono i palati di tutti. E soprattutto oggi che il mood salutista è di gran moda, i grandi marchi di chips cercano di dare un’immagine più accattivante ai loro prodotti con messaggi ammiccanti e persuasivi sulle confezioni. Nulla da demonizzare, ma se si vuole fare un acquisto consapevole è bene leggere con attenzione anche la lista ingredienti sul retro. Qualche altro segreto ve lo sveliamo noi

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Patatine
Sale&Pepe

Confezioni vintage, che richiamano la tradizione e la naturalità, su cui campeggiano scritte come “cotte a mano” o “artigianali”. Oppure pack accattivanti, che catturano con le immagini di ingredienti stuzzicanti ed esotici. Oggi più che mai, quando si va a fare la spesa, è difficile resistere alle patatine in sacchetto e alle loro tante varianti (in un ipermercato si trovano in media 28 referenze differenti) e non abbandonarsi all’impulso di metterle subito nel carrello. Ma se ci si prende un attimo per leggere cosa c’è scritto sui sacchetti, si possono conoscere informazioni utili per fare una spesa più ragionata. E scoprirne anche delle belle.

Cotte a mano
È un’indicazione che si legge sempre più spesso sui sacchetti delle patatine. Questa dicitura è la traduzione letterale di “hand cooked”, le tipiche patatine inglesi più spesse e croccanti, con la buccia ai bordi delle foglie di patate. Le autentiche patatine cotte a mano britanniche si ottengono con un processo produttivo particolare. Mentre le patatine tradizionali vengono fritte in vasche chiuse, normalmente molto grandi, per le “hand cooked” si usano friggitrici più piccole e aperte, in cui le patatine devono essere mescolate continuamente.

Light
Per poter inserire questa parola sulle etichette occorre che i grassi e le calorie siano ridotti di almeno il 30% rispetto al prodotto normale o alla media dei prodotti. Un paio di anni fa diverse aziende del settore sono state sanzionate dall’Antitrust perché proponevano le loro patatine come “leggere” e con pochi grassi, quando in realtà la riduzione era nell’ordine del 20%.
Le patatine light sono realmente più leggere ma la differenza è così piccola da non giustificarne un maggior consumo: un sacchetto di patatine classiche apporta 500-550 calorie, ossia circa 121-136 calorie a porzione da 25 grammi. Se si opta per le light, si risparmiano solo 20-60 calorie a sacchetto e, quindi, 5-16 calorie a porzione.

Aromatizzate
Al peperoncino o alla cipolla, al pomodoro e basilico o all’aceto, allo zenzero o al lime, gusto barbecue o al rosmarino: le chips ci allettano con gusti sempre più stuzzicanti e invitanti. Meglio sempre dare un’occhiata alla lista degli ingredienti perché in alcuni casi di questi non c’è traccia: vengono usati solo gli aromi, talvolta naturali talaltra sintetici.

Artigianali
Non è una definizione normata per legge e quindi può avere interpretazioni diverse. Ci sono aziende che definiscono prodotte con metodo artigianale le loro chips sottoposte a doppia cottura, in modo da renderle più croccanti. Altre intendono quelle dall’aspetto più rustico e irregolare, che ricordano più da vicino quelle fatte a mano. In tutti i casi si tratta sempre di patatine industriali. E di prodotti premium, venduti a prezzi mediamente superiori del 30% rispetto alla media di mercato.

Vegetable chips
Sono le ultime arrivate: si tratta di patatine di tuberi e radici, come barbabietola, carota, tapioca e pastinaca. Anche qui meglio controllare gli ingredienti, perché in alcuni casi sono fatte con materie prime disidratate e con fecola di patate. Alcune si vantano di essere fritte in olio a bassa temperatura: una cautela che le mantiene più saporite ma che non apporta alcun beneficio nutrizionale.

Manuela Soressi
febbraio 2017

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