Dal toast alle bruschette, il classico lievitato natalizio diventa la base di ricette creative e stuzzicanti che reinterpretano la tradizione in chiave sapida
A colazione, a fine pasto, dopocena: è sempre il momento giusto per una fetta di panettone. Ormai, tutti ne abbiamo a casa più d’uno già settimane se non mesi prima di Natale. Li scegliamo e, spesso, li riceviamo in regalo. Così, tra specialità artigianali e grandi brand, a volte sono persino troppi!
Tanto che per molti è diventata una golosa abitudine utilizzare il soffice lievitato come base per altre preparazioni dolci, dai dessert al cucchiaio come trifle e tiramisu a vere e proprie torte (nella foto in alto, il pasticcio con caramello) con tanto di creme e farciture. Più insolito, ma ultimamente un vero e proprio trend, l’abbinamento salato che, forse, prende spunto dall’utilizzo in cucina del pan brioche morbido, leggermente zuccherino e spesso servito come accompagnamento a raffinati antipasti.
Così, anche il panettone si presta più che volentieri a fare da spalla aI pâté, al sapido salmone affumicato, a salumi pregiati come il culatello o il prosciutto crudo, più rustici come salame e cotto.
Il panettone tradizionale nella sua versione più classica ha una dolcezza non troppo marcata ed è quindi la scelta giusta per renderlo protagonista di finger food, antipasti e stuzzichini. I canditi a qualcuno possono sembrare fino troppo “estremi” e quindi si può optare per una versione che non li preveda. Ma non rinunciate all’uvetta! Che tra l’altro è spesso impiegata in cucina in primi piatti, ricette di pesce e contorni. Com’è ovvio, sono da scartare i panettoni arricchiti con glasse, creme, cioccolato, fin troppo dolci per essere reinterpretati in veste sapida.
Nelle preparazioni salate, il panettone è la base con cui realizzare sandwich, bruschette, crostoni e crostini (nella foto di apertura del post, quelli della nostra ricetta con burro al rosmarino e aglio). In tutti questi casi, il taglio deve essere regolare. Il modo migliore per ottenerlo è affettare il panettone in orizzontale.
Dalle fette così ottenute si potranno ricavare facilmente spicchi triangolari o altre forme a piacere, senza avere troppo scarto. A proposito, se volete riutilizzare lo scarto, riducetelo in briciole e fatene un crumble per guarnire insalate, zuppe o dessert al cucchiaio.
Se poi, come spesso capita, invece di partire da un panettone intero ne avete a disposizione una metà avanzata, tagliate spicchi spessi e regolari e ricavate tocchetti da usare per crostoni e bruschette.
In tutti i casi, il panettone va scaldato, per esaltarne la fragranza. Per esempio in forno: se il consiglio è sempre valido anche per la degustazione al naturale, nel caso delle ricette salate il passaggio sarà un po’ più prolungato, per donare una leggera croccantezza. A questo scopo si possono usare anche il tostapane a molle o la tostiera, magari proteggendo le piastre con carta da forno, per evitare che uvetta e canditi si attacchino e brucino. Golosità massima, infine, rosolando il panettone in padella, con burro spumeggiante, “copiando” la tecnica dei french toast.
Partiamo dunque proprio dai toast: quelli di panettone si preparano imbottendo due fette non troppo spesse con fontina e prosciutto cotto, poi basta un passaggio in piastra per gustare une vera specialità che, in versione mignon, stupisce gli ospiti invitati a un happy hour casalingo. Del resto, già qualche anno fa fece scalpore l’exploit del pluripremiato chef danese René Rezdepi che, su Instagram, presentò il suo “toasted sandwich” di panettone e formaggio francese Comté con un post talmente virale che – si disse – provocò un aumento di vendite del dolce natalizio italiano all’estero.
In questa veste i ripieni possono essere i più vari: noi vi suggeriamo il toast al prosciutto crudo con fichi secchi (foto in alto), oppure una versione vagamente anni Ottanta con speck, brie e salsa rosa o quella più robusta con un salume spalmabile, come ciausculo o vetricina piccante, e un formaggio fresco e cremoso come la crescenza. Effetto toast, ma cottura su una vera e propria griglia, per i crostoni con ananas, panna acida e prosciutto tagliato a fette spesse, da provare anche con il cotto affumicato di Praga.
Un po’ più elaborata ma dall’effetto wow garantito la ricetta dei club sandwich con roast beef e salsa tartara (foto in alto), riccamente farciti e deliziosi per un brunch o per un “party degli avanzi”, il classico invito agli amici che si fa, tra Natale e Capodanno, per scambiarsi gli auguri e... far fuori quel che resta di pranzi e cene di festa! Stessa logica per le barchette con pâté all’arancia, guarnite con dadini di gelatina. Le bruschettine con composta di cipolla rossa e ribes, infine, sono guarnite da ciuffi di fresco mascarpone: con un richiamo alle creme che completano i dolci natalizi, la tradizione si reinventa, sempre all’insegna della bontà.
Francesca Romana Mezzadri
dicembre 2025
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina