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Alla riscoperta dell’ortica: come usarla in cucina

Alla riscoperta dell’ortica: come usarla in cucina

Perché e come raccogliere e consumare l’ortica, bruciante di primavera!

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donna raccoglie ortica
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Libera e bella, forte e delicata, dal sapore inconfondibile con una scia dolce: è l’ortica, una pianta povera e ricchissima di qualità salutari.

Verde smagliante di clorifilla, minerali (moltissimo ferro, ma anche rame e zinco), l’ortica è piena di nutrienti e proprietà medicinali, efficaci in particolare su fegato, milza e sangue. Esercita infatti un’azione disintossicante, diuretica e alcalinizzante, cioè favorisce l’eliminazione dei residui acidi dall’organismo. Perfetta, dunque, per rinnovare il nostro organismo dopo la stagione invernale.

E ancora: il succo, per esempio, ha proprietà emostatiche (perfetta per chi la mestruazioni abbondanti per esempio); è una pianta lattogena (raccomandata dunque durante l’allattamento), digestiva e stimolante della peristalsi intestinale e perfino il suo bruciore può essere salutare, soprattutto per chi soffre di reumatismi o gotta. E si potrebbe andare avanti…

Ma quando si raccoglie, l’ortica? E soprattutto: come??? Beh, la stagione giusta è proprio la primavera, prima che i suoi fusti s’induriscano. Non solo: il suo tempo balsamico – ossia quando i principi attivi che contiene sono al massimo della loro potenza – è il mese di aprile. Sappiamo che gli antichi greci, che ne erano ghiotti, usavano infatti coglierla prima dell’arrivo delle rondini…

Certo, bisogna raccoglierla armati di guanti di gomma o da giardiniere. Tagliare le cimette e casomai le foglie sottostanti più tenere, stare all’occhio ai parassiti. Mantenete i guanti anche per maneggiarla durante le fasi di lavaggio e pulizia. Se però la lasciate in ammollo qualche ora, l’ortica non vi brucerà più. E infatti un trucco è: raccoglietela in una giornata di pioggia abbondante!

Dopo averla lavata si può poi anche essiccare, semplicemente appendendola a testa in giù (in questo caso, ovviamente, non vanno staccate le foglie dai rami), per poi conservarle in sacchetti di carta o vasetti in vetro.

Una volta essiccata o cotta avrete risolto il problema dell’ortica, e cioè che urtica, appunto (per autodifesa, nei confronti degli animali selvatici!). Consumata cruda e fresca, comunque, è al top delle sue proprietà salutari. Come fare dunque? Quando raccolte, nel giro di 12 ore circa le ortiche perdono le proprietà irritanti: conservarle dunque in frigo, nella carta assorbente, dove possono rimanere in forma per uno o due giorni. A quel punto, si può aggiungere l’ortica a una bella insalata (tritandola fine come la rucola), o spruzzarla sulle pietanze a mo’ di prezzemolo.

In tema di bevande, con l’ortica fresca si possono preparare e cocktail! Abbinando ad altri ingredienti come limone, mele o cetrioli, anche la vitaminizzazione e la rimineralizzazione sono più che mai assicurate! Con le foglie d’ortica secca, invece, si potranno preparare infusi, da bere più volte al giorno per tre settimane se si vuole procedere con la depurazione.

Passiamo ai semi-liquidi, e in primis: minestre e vellutate, che sono un classico modo di valorizzare il sapore dell’ortica. Per esempio aggiungendo patate, e/o orzo, e insaporendola – perché no? – con il coriandolo fresco. Per tutte le altre ricette la prima cosa da fare è: sbollentare l’ortica. E poi si può fare il pesto, proprio come quello di basilico, con aglio, olio, pinoli, parmigiano e sale, aggiungendo però magari un po’ di succo di limone. E poi le ortiche sono buonissime per fare un risotto, come ripieno per i ravioli o per i cannelloni, oppure come contorno (simil-spinaci), o ancora per preparare torte salate e frittate dal sapore particolare e con una marcia in più!

Carola Traverso Saibante
aprile 2017

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