Ceci, i più amati dagli italiani

Ceci, i più amati dagli italiani

Il consumo di ceci nel 2015 è cresciuto dell’11 per cento e aumenta anche quello di legumi secchi: con le nuove tendenze alimentari cambiano anche gli stili di vita

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Evviva i ceci! Sarà lo charme della tradizione contadina. Saranno le irresistibili e fascinose interpretazioni della cucina orientale. Sarà il trend vegetariano che oggi scuote anche l'animo dei più saldi sostenitori di un'alimentazione sostanzialmente carnivora. Sarà l'alto valore nutrizionale a fronte di un prezzo accessibile.

O sarà, banalmente, perché sono buoni, facili e versatili. Sarà tutto questo e tanto altro: fatto sta che i ceci sono cresciuti nell'interesse degli italiani. Secondo Coldiretti, le agili scatolette che li propongono sui banchi di mercati e supermercati nel 2015 hanno registrato un incremento nella spesa degli Italiani dell'11%.

È un'interessante inversione di tendenza, significativa nell'ambito di un nuovo indirizzo della nostra alimentazione, che tende a privilegiare alimenti salutari. E ci vede, una volta tanto, in linea con il trend internazionale. Il 2016 è, infatti, l'Anno internazionale dei legumi (clicca qui), promosso dall'ONU per stimolarne il consumo e la coltivazione. Come ricorda la Fao, i legumi sono un'ottima fonte di energie e proteine per l'organismo, risorsa tradizionale ora da rivalutare per combattere la malnutrizione nei paesi più poveri. E - viene da aggiungere - ottima alternativa contro i danni derivati dall'ipernutrizione in molti Paesi ricchi.

In più la coltivazione dei legumi ha ottimi impatti sull'ambiente, come il miglioramento della fertilità del suolo, la riduzione dell'effetto serra e un contributo alla biodiversità. Con i ceci la nostra tavola si sta arricchendo di piselli, lenticchie e fave, tanto che anche il consumo di legumi secchi è salito del 5%. È cresciuta e si è arricchita anhe la nostra produzione nazionale (10 % negli ultimi 10 anni), con un interessante risvolto nei settori della ricerca e della scoperta di antiche varietà, come il cece di Merella del Piemonte, il cece del solco dritto di Valentano nel Lazio o il cece nero del Fortore. Privilegiare sulla nostra tavola queste varietà significa sostenere l’agricoltura di nicchia, ma anche garantirsi l’acquisto di un prodotto coltivato con la cura necessaria a mantenerne intatte tutte le qualità nutrizionali. Ora basta imparare a preparare o riscoprire le ricette di hommuspasta e cecipanelle, cuscus vegetariano, vellutata e farinata per fare dei ceci i golosi protagonisti delle nostre tavole. Con tutto vantaggio della salute, dell’ambiente e soprattutto del palato.

Livia Fagetti
26 gennaio 2016

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