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News ed EventiConsigli praticiCucinare la carne con la frutta: gli abbinamenti giusti

Cucinare la carne con la frutta: gli abbinamenti giusti

Dall’anatra all’arancia all’arrosto con le prugne o il filetto ai mirtilli, i ricettari sono ricchi di incontri golosi e curiosi. Da prendere come esempio per sperimentazioni adatte a tutti i palati

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Cuciniamo la carne con la frutta con molta più naturalezza e frequenza di quanto crediamo. Non si tratta di una stravaganza esotica né del risultato di chissà quale sperimentazione da cucina creativa. Basta pensare all’anatra all’arancia, al maiale con le mele o all’arrosto di Natale farcito con prugne e castagne: piatti che, prima o poi, tutti abbiamo preparato o almeno mangiato. Ampliando gli orizzonti, sono svariate le pietanze entrate nelle nostre abitudini e provenienti, per esempio, dalla cucina del Nord Europa, dal Magreb o dall’Oriente. Dalle polpette svedesi con salsa ai mirtilli alla tajine marocchina con prugne e mandorle o il pollo in agrodolce cinese con l’ananas, c’è un mondo di abbinamenti con la frutta ampiamente accettati e apprezzati dai nostri palati, pronti per essere riproposti anche nelle nostre cucine.

Quali carni si abbinano meglio alla frutta

Le carni grasse - maiale e anatra in testa - sono quelle che traggono probabilmente il maggiore beneficio dalla presenza della frutta. L’acidità e la dolcezza dei frutti ne bilanciano infatti i grassi in modo naturale. Questo non toglie che anche altre carni apprezzino l’accostamento con prodotti zuccherini e aciduli. È il caso per esempio della selvaggina, che con il suo profilo aromatico intenso trova nei frutti rossi e nelle bacche un contrappunto efficace.

Carni bianche, manzo e agnello

Le carni bianche sono più neutre e accettano una gamma ancora più ampia di abbinamenti. Con pollo e tacchino saranno adatti sia i frutti acidi sia quelli dolci. Più delicati sono invece i casi di manzo e agnello. Il primo apprezza la frutta, ma la preferisce più come salsa o riduzione che come ingrediente in cottura. Il secondo tende a preferire frutti acidi e varietà esotiche, pur non disdegnando prugne, albicocche o fichi secchi come avviene, per esempio, nella cucina magrebina.

Quale frutta si abbina meglio alla carne?

mele, pere, uva, cachi, castagne

Versatile com’è, la carne di maiale incontra con successo la frutta sia nelle cotture lunghe sia in quelle sprint. Nelle prime va d’accordo sia con le classiche mele e pere - che ne bilanciano la grassezza - sia con le prugne, nella versione fresca quanto in quella secca. Un altro incontro fortunato è quello con le ciliegie - ottime in padella - mentre le castagne, con la loro dolcezza amidacea, sono un grande classico da arrosto. L’uva o la melagrana sono altre possibili compagne di viaggio, sia sotto forma di succo - da aggiungere in cottura - sia in chicchi, per completare con dolcezza e freschezza gli ultimi minuti di cottura di un arrosto.

Frutta acidula, secca e di bosco

melagrana

L’anatra va d’accordo con frutti dal carattere deciso. Con la sua acidità che ne asciuga il grasso, l’arancia è l’abbinamento più celebre, come insegna la francesissima canard à l’orange, ma anche frutti estivi come le pesche, le ciliegie e i fichi, quelli di bosco o autunno invernali come la melagrana danno buoni risultati. La selvaggina viene perlopiù abbinata ai frutti più aciduli, sia alle bacche come more, mirtilli e ribes sia alla melagrana. Tutti prodotti in grado di ammorbidirne il retrogusto selvatico senza coprirne il carattere.

Prugne, castagne e uva passa

Nelle cotture lunghe come i brasati si comporteranno bene anche le prugne secche. Sono un abbinamento tradizionale almeno quanto le castagne, ideali nei piatti autunnali. Passando alle carni bianche, il pollo e il tacchino sposano con successo pesche e albicocche in estate, datteri e uva passa nelle cotture speziate, pere e castagne al forno. Come insegna la tradizione mediterranea e nordafricana, l’agnello predilige la melagrana, le prugne e le albicocche secche. Il manzo apprezza i frutti rossi in riduzione o come salsa, difficilmente come ingrediente dominante.

Frutta fresca o essiccata: questione di succo

mele rosse

La frutta fresca porta acidità, succo e leggerezza. Sciogliendosi in cottura, rilascia i suoi liquidi nel fondo e crea salse naturalmente dense e profumate. In linea di massima andrebbe aggiunta tardi, ossia negli ultimi 15-20 minuti per i frutti più sodi come mele e pere o negli ultimi 5-10 per quelli più delicati come ciliegie e uva. Contrariamente, rischierebbe di disfarsi, perdendo colore e sapore.

Frutta secca per le cotture lunghe

La frutta essiccata come prugne, albicocche, datteri, uvetta e fichi secchi durante la cottura si reidrata assorbendo il liquido di cottura, diventando parte integrante del piatto. Per questo motivo conviene aggiungerla all’inizio o a metà cottura. Sarà la scelta ideale per brasati e stufati lunghi, dove il tempo di cottura la integra completamente nel fondo. Le castagne seguono una logica a se stante, dato che non portano acidità ma dolcezza amidacea e consistenza. Precotte, compaiono perlopiù nei ripieni o nei contorni, spadellate a parte con gli altri ingredienti che accompagnano il piatto di carne.

Meglio la frutta di stagione o quella esotica?

frutta esotica

Seguire le stagioni è un buon principio anche quando si tratta di scegliere la frutta. Così, in autunno mele, pere, cotogne, uva, castagne e melagrana incontreranno con soddisfazione reciproca la selvaggina e le carni robuste in genere. In estate invece pesche, albicocche, ciliegie e prugne fresche sposano con successo carni più leggere e cotture rapide. La frutta esotica - mango, ananas, papaya - appartiene a una tradizione diversa, ma non per questo è meno interessante.

Frutta che ammorbidisce le fibre

Senza aprire qui il vasto capitolo delle preparazioni in agrodolce, ricordiamo che prodotti come l’ananas e la papaya contengono enzimi proteolitici - rispettivamente bromelina e papaina - capaci di ammorbidire le fibre muscolari della carne, rivelandosi provvidenziali in particolare nelle marinature. Dal canto suo, il mango aggiunge dolcezza profumata che si abbina bene con le spezie.

Le cotture più indicate con la frutta

Padellata di maiale e mele alla senape

Le cotture lunghe e umide come brasati e stufati sono quelle che si abbinano meglio alla frutta essiccata. Albicocche, prugne e fichi secchi hanno il tempo di integrarsi completamente nel fondo, rendendolo naturalmente dolce e profumato. La cottura in padella è più adatta alla frutta fresca come elemento di finitura. Dalla scaloppina di maiale con mele saltate nel burro al petto d’anatra con riduzione di ciliegie, nei piatti veloci la frutta ha la possibilità di mantenere la propria identità e consistenza. Negli arrosti la frutta viene disposta attorno alla carne fin dall’inizio e cuoce lentamente nei succhi della carne, caramellandosi fino a diventare una salsa naturale.

Maiale con mele e prugne

Poi ci sono i ripieni. Inserita nella cavità di un volatile, aggiunta alla farcia di un rotolo o di una tasca o all’interno di un involtino, la frutta cuoce nei succhi della carne stessa, cedendo aromi e dolcezza dall’interno verso l’esterno. In questi casi la protagonista è la frutta essiccata o mista - prugne, albicocche, castagne, uvetta, fichi secchi - di grande effetto anche dal punto di vista estetico, al momento del taglio. Infine, non va dimenticata la marinatura. Dal succo di limone e di altri agrumi alla polpa di ananas e papaya, la frutta è utile anche per ammorbidire e insaporire la carne prima della cottura. Magari non finendo nel piatto, ma facendosi comunque sentire nel risultato finale.

Le ricette di carne e frutta

Tra i piatti che abbinano carne e frutta gli arrosti sono probabilmente quelli più scenografici. Non mancano però anche le lunghe cotture in casseruola o le più veloci in padella. Ecco qualche esempio che abbina il sapore alla bellezza della presentazione.

Arrosto di vitello con cranberries e noci
  • Nell’arrosto di vitello con cranberries e noci (foto sopra) la frutta disidratata sposa sia quella secca sia quella fresca. Le noci tritate finiscono nel ripieno, mentre il ribes fresco, scottato velocemente in padella, compone la guarnizione.
  • Nel petto d’anatra arrosto con le pesche la frutta privata dei noccioli e tagliata a fettine raggiunge la carne in padella a fine cottura, con qualche rametto di timo.
  • L’arrosto di maiale al vino rosso e mirtilli cuoce in forno con parte dei frutti di bosco. L’altra parte completa il sughetto di accompagnamento, preparato con il fondo di cottura della carne.
  • L’arrosto di tacchino alla senape con castagne è un classico esempio di frutta usata sia nel ripieno sia nel contorno. Le castagne bollite raggiungono sia il prosciutto nella farcia del rotolo sia la salsa nel servizio.

Succo, acini e chicchi 

Arrosto di maiale alla melagrana
  • L’arrosto di maiale alla melagrana (foto sopra) usa il succo del coloratissimo frutto in cottura insieme allo sciroppo d’acero. I grani interi decorano infine il piatto al momento del servizio.
  • Dadini di pera saltati in padella compongono con il foie gras il ripieno dell’arrosto di vitello con salsa al Porto, servito con un contorno composto da altre pere, mele annurche e giuggiole cotte al forno.
  • L’arrosto di vitello con uva cuoce in padella bagnato con il succo della frutta spremuta, raggiunto negli ultimi minuti da altri acini interi.
  • Farcito con zenzero, timo e dragoncello, il cappone arrosto agli agrumi cuoce in forno insieme al succo di arance, pompelmi e limone. Come accompagnamento, kumquat caramellati in padella con lo zucchero e poi sfumato con il rum.

Rotoli, lonza e petto

Arrosto arrotolato con fichi, crudo e mandorle
  • L’arrosto arrotolato con fichi, crudo e mandorle (foto sopra) è preparato avvolgendo la lonza su una base di prosciutto frutta fresca e frutta secca. Dopo una prima rosolatura sul fuoco e un’altra mezz’ora in forno, viene raggiunto per gli ultimi 10 minuti di cottura da altri fichi e mandorle.
  • Nel tacchino arrosto con funghi e lamponi la fesa arrotolata cotta in casseruola a fuoco dolce si arricchisce di prodotti del bosco, uniti nella farcia quanto al fondo di cottura.
Lonza arrosto in salsa di ciliegie
  • La lonza arrosto con salsa di ciliegie (foto sopra) cuoce in forno con ortaggi e guanciale, bagnata con vino rosso e brodo. La frutta la raggiunge in seguito, cotta a parte nel fondo di cottura portato a ebollizione con il Porto.
  • Il petto d’anatra ai fichi con morbido di patate cuoce in padella con erbe aromatiche e aglio. Ad accompagnarlo, un rustico purè profumato al limone e la frutta cotta in padella con il Cognac.
Tajine di anatra allo zafferano con i fichi
  • Nella tajine di anatra allo zafferano con i fichi (foto sopra) la carne tagliata a pezzi cuoce per oltre un’ora sul fuoco, coperta, insieme alla frutta secca, agli scalogni e alle spezie. La raggiungono poi le patate e il miele.
Camilla Marini
Camilla Marini

Giornalista, scrive di cucina e alimentazione da quando fa questo mestiere, passando dalle ricette alla storia dei piatti e dei loro ingredienti. Culturalmente onnivora, ama mangiare e le persone che mangiano. E si diverte a capirle attraverso il cibo che mettono in tavola. Nata in Friuli, vive e lavora a Milano.

Giornalista, scrive di cucina e alimentazione da quando fa questo mestiere, passando dalle ricette alla storia dei piatti e dei loro ingredienti. Culturalmente onnivora, ama mangiare e le persone che mangiano. E si diverte a capirle attraverso il cibo che mettono in tavola. Nata in Friuli, vive e lavora a Milano.

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