C’è una spia nel carrello (che ci dice come siamo)

C’è una spia nel carrello (che ci dice come siamo)

Più cibo pronto, più prodotti “green” e più alimenti “made in Italy”. Ma anche più verdura, sushi, acque aromatizzate, salumi e carne. E meno pesce e prodotti veg. Così è cambiata la spesa degli italiani nell’ultimo anno secondo il Rapporto Coop 2019

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Il cibo resta un’autentica passione per gli italiani: anche se devono tirare la cinghia causa crisi, infatti, il budget destinato all’alimentare “tiene” (14,2% della spesa familiare, due punti percentuali più della media europea) così come il gusto resta il fattore trainante nella scelta del cibo per 78 italiani su 100. Invece, il cucinare piace un po’ meno. Il tempo passato ai fornelli si è ridotto drasticamente: 37 minuti medi al giorno contro i 60 di vent’anni fa. In parallelo sono aumentati gli acquisti di cibi pronti (dalle insalate in busta ai piatti cucinati) e di pentole elettriche (instant pot) per la cottura rapida. E poi sempre più spesso si mangia fuori casa (36% della spesa per il cibo). Ma soprattutto si diffonde l’abitudine di ordinare pranzo o cena al telefono o da web e app per farseli consegnare direttamente a casa, come fa più di un italiano su quattro. A fotografare le abitudini degli italiani è stata l’edizione 2019 del Rapporto Coop, che scandaglia l’evoluzione del nostro paese, sia in termini di consumi che di stili di vita e di atteggiamenti sociali. Un osservatorio che, anno dopo anno, è diventato una bussola importante per capire come sta cambiando l’Italia proprio a partire dal carrello del supermercato e dall’articolazione delle spese delle famiglie.

Il sushi è lo sprinter tra i piatti “veloci”
Veloce e proteico: sono queste le tre caratteristiche del cibo preferito dagli italiani nell’ultimo anno. La ricerca di un difficile equilibrio tra vita privata e grande carico di lavoro (400 ore l’anno più dei tedeschi), ambito da un italiano su due, spinge a preferire alimenti pronti in poco tempo e con poca fatica. E così in un anno le vendite di “instant food” sono aumentate del 9,3% arrivando a 1,6 miliardi di euro. E anche l’offerta è aumentata: dai carpacci di carne o pesce alla pizza, dalla pasta ripiena alle polpette, dalle insalate di pasta alla polenta, dalla frutta pronta alla frutta secca sgusciata, non c’è che l’imbarazzo della scelta. A svettare su tutte queste proposte è il sushi: il 42% di chi fa la spesa al super lo acquista abitualmente quando va a fare la spesa.

Il menu si risolve in un solo piatto. Unico
Il pasto all’italiana, con portate ben scandite dall’antipasto al dolce? Archiviato per i giorni di festa. Nella vita quotidiana vince il piatto unico, meglio se pronto, inteso anche in senso più ampio (dai primi o secondi piatti pronti alla frutta e verdura di quarta gamma) e senza preclusioni verso le soluzioni-pasto più moderne, rappresentate dalle barrette sostitutive, dagli snack dolci o salati. Tutte categorie di prodotti con vendite in crescita, spesso a due cifre. Anche sul fronte delle bevande qualcosa sta cambiando. Rimaniamo il paese del vino, continuiamo ad amare le “bollicine” (e così compriamo sempre più spumanti e prosecco), ma siamo sempre più “beer lover”: ne abbiamo comprati 7 milioni di ettolitri in 6 mesi.

Italiano? E’ sempre meglio 
L’italianità è un altro tema chiave segnalato dal Rapporto Coop. Metà degli italiani quando deve fare spesa si fa guidare dai valori del “made in Italy” e della filiera. E questi attributi arrivano a contare di più persino del sapore e del prezzo. Il 78% dei consumatori è rassicurato dai prodotti con origine 100% italiana, le cui vendite nel 2018 sono cresciute del 4,8% rispetto all’anno precedente. Un altro 42% ritiene che una filiera controllata/sicura sia sinonimo di prodotti di qualità. Dunque, l’area della sicurezza è quella preponderante nella scelta di cosa acquistare e consumare, e vale più del doppio rispetto a piacere e gratificazione (20%).

Gourmet sempre, salutisti sempre di più
C’è un’altra tendenza di fondo che ci sta accompagnando da alcuni anni: è il salutismo, che guida la spesa alimentare del 27% degli italiani. Per il 71% degli italiani nutrirsi con cibo di qualità è l’abitudine iù importante per coltivare il proprio benessere. E quest’attitudine si esprime in tanti modi diversi. Tra quelli emersi nell’ultimo anno, il primo è la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre a scapito di quelli che apportano soprattutto grassi e carboidrati. Infatti l’alimento che ha visto aumentare di più gli acquisti è stata la verdura (+8%) e anche la frutta è stata acquistata più che nel 2017 (+2,2%). Il secondo fenomeno dell’anno è il boom delle acque aromatizzate (+164,7% le vendite a valore) che si accompagna al parallelo crollo delle bibite gassate. Prosegue, poi, l’avanzata della frutta secca (+4,1%). E poi c’è la “santificazione” delle proteine, collegate a forma fisica, performance e tonicità. Nel carrello della spesa si sono più salumi (+2,9%), più formaggi (+1,5%), più latticini (+1,1%) e anche più carne che, dopo anni di crisi, è tornata a crescere (+3,5%). Anche nel 2019 continua l’aumento delle vendite di carne (soprattutto confezionata (+13,2%) mentre crollano quelle di prodotti sostitutivi, come wurstel vegetali, piatti pronti surgelati veg, tofu, seitan e crocchette vegetali.

Anche in Italia arriva l’”effetto Greta”
La novità più recente è l’ecologismo concreto, ossia l’adozione di scelte e di stili di consumo che sono attenti alla sostenibilità ambientale, che nel caso del cibo guida la spesa del 22% degli italiani. Dalla crescita della mobilità condivisa (adottata da 4 italiani su 10) alla preferenza per capi di abbigliamento prodotti in modo sostenibile (1 italiano su quattro) per finire con l’attenzione a cercare sulle etichette indicazioni, bollini e informazioni sulla sostenibilità (un italiano su due). E questa sensibilità green è ancora maggiore nei giovani, che rientrano a pieno titolo nella definizione di “generazione Greta”, e negli over 40enni, i cosidetti “perennials”, che sono molto più green dei millenials. Eppure questo desiderio di acquisti “ecologici” non è ancora del tutto soddisfatto da quello che si trova in commercio. Solo il 16,4% delle aziende propone prodotti ecologici e così il 14% dei consumatori ritiene difficoltoso fare una spesa “green”.

Manuela Soressi
ottobre 2019

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