Ristoranti stellati che costano poco (o quasi)

Ristoranti stellati che costano poco (o quasi)

Non sempre l’eccellenza gastronomica comporta prezzi alle stelle. In Italia e in tutto il mondo ecco alcuni ristoranti stellati a accessibili.

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Davide_oldani
Sale&Pepe

In Italia uno dei più fervidi sostenitori dell'abbinamento stelle Michelin e accessibilità economica è considerato Davide Oldani, che con il suo D'O (clicca qui) è stato uno dei pionieri di questo concetto di qualità. Ma in realtà il Bel Paese vanta parecchi ristoranti stellati per nulla cari e anche nel resto mondo ne esistono. Ce ne sono in Italia, in Giappone, a Londra, a Barcellona e persino a Hong Kong. Fanno parte dell’eccellenza gastronomica e hanno una o talvolta anche due stelle. Eppure offrono menù assolutamente accessibili. Basta stare attenti al vino, scegliere tra primo e secondo e cogliere le offerte (perché anche gli stellati le contemplano).

London calling
Iniziamo da Londra, certo non famosa per essere una capitale cheap (e tanto meno in tempi di Brexit). Qui ne troviamo uno che si chiama Hands and Flowers (Marlow) (clicca qui), ha ben due stelle Michelin e a pranzo due portate si pagano 15 sterline. Tre portate, 19,50 sterline.

New York, New York
Il Laut (che vuol dire «mare») (clicca qui) della Grande Mela, ristorante malese tra i primi a essersi aggiudicato una stella, consente di gustare Noodles, roti (il pane tipico) e piatti di pesce speziati o agrodolci a meno di 30 dollari.

Parigi val bene una cena
Anche nella raffinata capitale francese si possono avere le stelle senza sacrificare troppo il portfogli. Succede al Septime (clicca qui) dove un pranzo costa 30 euro e una cena 65 (ma prevede sette portate). Sotto l’egida dello chef Bertrand Grébaut le Septime sta diventando sempre più famoso e tra i cosiddetti gastro-bistrot si distingue per molte cose. Non ultimo il prezzo.

La carissima Tokyo
Sorprende che persino a Tokyo, da sempre considerata una delle città più care al mondo, esista un ristorantino stellato dal nome Nakajima (clicca qui) dove mangiare a 8 dollari. La tariffa è riservata al pranzo e prevede piatti tipici del Kansai.

Barcelona
Nella città del divertimento e della giovinezza si distingue il Nectari (clicca qui), la cui fama po precede. Anche in questo caso occorre scegliere il pranzo, decisamente più conveniente. La cucina è spagnola e c’è una grande attenzione ai prodotti locali. In tutti i casi volendo si può stare molto bassi con i prezzi, oscillando tra i 30 euro del pranzo e i 50 della sera. Che a volte si riescono a spendere nella più anonima delle osterie.

L’esercito degli italiani
Nella patria del cibo gli stellati a buon prezzo abbondano. Si va da Il Papavero di Eboli (clicca qui), dove si possono gustare i piatti dello chef Fabio Pesticcio a non più di 40 euro (per quattro portate), al ristorante D’O di Cornaredo (Milano), dove un menu degustazione firmato da Davide Oldani da 3 portate costa circa 32 euro. E fino a poco tempo fa c’era persino il menu a 12 euro. Nella lista dei cheap ma buonissimi c’è anche l’Oasis, Sapori Antichi (clicca qui). Situato in Vallesaccarda, sulle alture irpine, prevede il pranzo solo primi, il business lunch e il menu a sole tre portate. Con prezzi che vanno dai 19 euro ai 45. Nel novero degli stellati a buon prezzo è spesso citato anche l’Agrodolce (clicca qui), a Oneglia (Imperia), che prospetta un business lunch a 20 euro, un menu degustazione da 5 portate a 35 euro e uno attorno ai 40 euro per 3 portate alla carta. Chiudono la classifica due piemontesi, il San Marco di Canelli (Asti) (clicca qui) e il Gardenia di Caluso (Torino) (clicca qui), il primo con prodotti piemontesi tipici delle meravigliose Langhe proposti nel menu degustazione tra i 45 e i 55 euro, il secondo vegetariano con un’ampia gamma di offerte per il cosiddetto business lunch (dai 15 ai 30 euro). Infine in Toscana, graie a un progetto dal nome Chef Assieme, un gruppo di ristoranti di livello altissimo e medio-alto propone menu a prezzo fisso ed economico. 

Emanuela Di Pasqua,
16 dicembre 2016

photo credits: Wikipedia

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