La cucina etnica che fa bene

La cucina etnica che fa bene

Le culture gastronomiche degli stranieri che vivono attorno a noi non sono solo buoni, hanno importanti virtù di prevenzione

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Woman holding flatbread filled with falafel (chick-pea balls)
Sale&Pepe

Le nostre città si popolano di comunità straniere, i mercati si arricchiscono di nuovi ingredienti - ortaggi, spezie, legumi - con forme e colori sconosciuti, accanto alle pizzerie aprono le vetrine di ristoranti e take away dai profumi esotici e dai menu poco comprensibili. Così anche la nostra cultura del cibo si trasforma.

E mentre la LILT, Lega Italiana contro i Tumori, porta avanti Prevenire per nutrire il cambiamento, un progetto di prevenzione attraverso corretti stili di vita, soprattutto la sana alimentazione, e suggerisce alle donne straniere le regole della dieta mediterranea, l'Istituto Clinico Humanitas di Milano si ispira al lavoro compiuto, capovolgendo la prospettiva e individuando i punti di forza della cucina degli altri.

Verdure
Cavolfiori e broccoli, soprattutto, particolarmente indicati per il loro effetto antitumorale, sono molto usati nella cucina cinese (clicca qui). Le varietà che si oggi si trovano nei negozi etnici delle nostre città sono ottimi in stufati, giardiniere e gustosi mix saltati nel wok, e sono particolarmente consistenti e gustosi. Sono perfetti in abbinamento alle carote, ricche di sali minerali e beta-carotene, il precursore della vitamina A, di cui è nota l’importanza per la vista, per la crescita corporea e ossea e per la risposta immunitaria. Ottimo per la salute e per il palato un buon piatto di verdure saltate all'orientale.

Spezie
Patrimonio indiscusso delle cucine etniche, le spezie hanno il grande pregio di insaporire i cibi senza sale e grassi in quantità eccessive. Alcune hanno poi specifiche qualità per la salute. Come la curcuma (clicca qui), molto apprezzata anche dalla medicina auyrvedica, che è un potente antiossidante e combatte la degenerazione dei tessuti, e lo zenzero (clicca qui) dalle note proprietà antinfiammatorie. Quindi ottimo un buon curry indiano (che la curcuma contiene in buone quantità) e un'insalata agrodolce di frutta, aromatizzata con abbondante zenzero, come accade in molti piatti della cucina africana.

Quinoa
L’elevato potere nutritivo di questo alimento (clicca qui), consumato fin dall’antichità dalle popolazioni degli altipiani della cordigliera delle Ande, è ben noto. Non ha glutine e quindi è perfetto per i celiaci, ma è anche una buona fonte di sali minerali, proteine e fibre, che favoriscono il transito dei cibi nell'intestino contribuendo a prevenire le malattie cronico degenerative.

Legumi
Falafel, bignè di fagioli, humus, spaghetti di soia… le cucina etniche sono tutte ricche di piatti forti a base di legumi, ottima fonte di proteine e perfetta alternativa nutrizionale alla carne. Questi alimenti sono spesso trascurati dalla cucina italiana, ma può veramente valere la pena di provare un'insolita specialità per godere dei loro benefici.

Frutta
Quella fresca e quella secca dalle cucine straniere non sono intese solo come fine pasto ma anche come veri e propri ingredienti: le banane sono utilizzate anche come ghiotte chips, la papaia entra in molti antipasti, l’avocado (vedi) è protagonista di salse, cocktail di pesce e insalate ed è un vero superfood per la salute, (come scriviamo su Sale&PepeVeg in edicola dal 31 marzo).

Per seguire le buone regole della prevenzione, vale veramente la pena di fare qualche ghiotta incursione negli store multietnici e negli sfiziosi ristoranti delle nostre città. 

Livia Fagetti
2 aprile 2015

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