Amicomega, la carne con meno grassi saturi

Amicomega, la carne con meno grassi saturi

Carni rosse più sane grazie all’alimentazione degli animali, naturalmente ricca di Omega 3. È il progetto Amicomega, nato in Veneto e che conta già diverse macellerie associate in Toscana e in Umbria

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Carne con meno grassi saturi
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Si avvera il sogno di tutti i carnivori.  Le succulente costate di manzo, i tranci di biancostato marezzati, possono avere meno grassi saturi mentre può essere potenziato il loro livello di i preziosissimi Omega 3, più benefici per la salute.

Il progetto si chiama Amicomega, ed è nato in Veneto qualche anno fa grazie agli studi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroalimentari dell'Università di Pisa. L'obiettivo è quello di ottenere carne di migliore qualità attraverso l'ottimizzazione della composizione dei grassi che contiene.

Tra le accuse più spesso mosse alla carne rossa infatti, c'è proprio quella di essere ricca di grassi saturi, nocivi per l'organismo. Come invertire quindi il rapporto tra i grassi, diminuendo la quantità di quelli "cattivi" a favore di quelli buoni?

Niente manipolazioni genetiche, per carità. "Semplicemente è stata modificata l'alimentazione degli animali" spiega Massimo Marchesin, veterinario, tra i fondatori del progetto, oggi è presidente del Consorzio Amicomega. "Senza somministrare mangimi arricchiti artificialmente. Tornando invece alla natura, cioè privilegiando quei foraggi naturalmente più ricchi di Omega 3, come per esempio i semi di lino".

Ma un'alimentazione così ricca e preziosa non fa aumentare troppo i costi? "Naturalmente incide sul prezzo, anche se non eccessivamente. Bisogna però considerare che la carne che se ne ottiene è di altissima qualità nutrizionale e da un punto di vista organolettico, è ottima. Saporita, tenera e succosa", continua Marchesin. "Gli animali nutriti in modo naturale ed equilibrato sono più sani e necessitano quindi una quantità di farmaci molto inferiore rispetto a quelli normalmente somministrati negli allevamenti.

Il Consorzio di tutela e Promozione della Filiera Amicomega, che ha sede a Villafranca di Verona, definisce i rigorosi protocolli di allevamento e garantisce la tracciabilità della filiera. Raccoglie infatti come membri tutti gli attori coinvolti nel progetto (oltre agli allevatori, i mangimifici, i trasformatori, i commercianti); e al suo interno lavora il Comitato Scientifico del Dipartimento dell'Università di Pisa, che controlla e avvalla scientificamente le scelte del Consorzio stesso.

74075La carne Amicomega viene quindi certificata all'origine e risponde a tutti i requisiti di rintracciabilità. È ora in vendita in una trentina di macellerie in Veneto, Toscana e Umbria, che espongono il marchio qui riprodotto.

Oltre alla carne, il progetto coinvolge 7 allevamenti per la produzione di latte e suoi derivati, anch'essi prodotti nel rispetto dei protocolli definiti dal Consorzio. Per saperne di più leggi qui.

Barbara Galli, 
16 dicembre 2014

 

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