Perché le patate sono un super alimento (con qualche accorgimento)

Perché le patate sono un super alimento (con qualche accorgimento)

Buone, poco costose, sazianti, ricche di nutrienti. Ma anche potenzialmente pericolose per l’ipertensione. E poi versatili, poco caloriche e tante altre cose. Un alimento da conoscere bene nei suoi pregi (molti) e anche nei suoi difetti.

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patate
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Sono buone e si possono declinare in molti modi. Quelle al forno poi, si pensi per esempio a quando si cucinano con i funghi, hanno un pregio ineguagliabile: quello di assorbire tanto e tanto bene il gusto dell’alimento con cui vengono cucinate da superarlo in bontà. Insomma, sono eclettiche, mediamente poco caloriche (se cucinate al modo giusto), gustosissime e hanno il super potere di togliere la fame. Il che non è poco. Ma qualche difetto lo hanno pure loro, anche se possono essere definite a ragione un super food.

Un articolo dell’Huffington Post le definisce infatti super food family (clicca qui). E sottolinea come da tanto tempo siano il cibo preferito dei bambini e come ogni anno vengano consumate trasversalmente in tutto il globo da circa un miliardo di persone. Le patate sono infatti il quarto prodotto agricolo più diffuso dopo il riso, il grano e il mais che fanno parte della cucina mondiale.  

Insomma, le patate sono un super alimento, ma non hanno solo vantaggi e dipende anche dalle varietà. Mondial, Sifra, Monnalisa, Vivaldi, Primura, Almera, Agata, Liseta, novelle, americane, a pasta gialla o bianca: sono una moltitudine le patate che compongono il corposo esercito di questa categoria e per ogni specie c’è un uso ideale. Le varietà sono moltissime e le proprietà non esattamente identiche. Ma secondo due recenti studi che si sono occupati del consumo di patate, esiste un potenziale svantaggio e un vantaggio in questo alimento.

Nel primo studio (clicca qui), pubblicato sul British Medical Journal e condotto su un campione di più di 187mila persone seguite per più di 20 anni, gli scienziati del Brigham and Women’s Hospital hanno osservato che un elevato consumo di patate bollite o sotto forma di purè o al forno o fritte era associato a un aumento del rischio di ipertensione. Mentre sostituendo una porzione al giorno di patate (bollite, in purè o al forno) con una di verdure, il rischio si riduceva. Sotto accusa ci sarebbe l’amido contenuto nelle patate e il loro alto indice glicemico, che si traduce in un aumento del livello di zuccheri nel sangue. I risultati suggeriscono inoltre che le donne che mangiano regolarmente patate possono avere un aumento del rischio di ipertensione più alto degli uomini.

Nel secondo studio (clicca qui), pubblicato su Nutrition & Diabetes, condotto su ragazzi normopeso, si è invece riscontrato che la purè di patate, in quantità libera, abbinata a una porzione fissa di carne, introduce il 30- 40% di calorie in meno rispetto ad alimenti equivalenti come la pasta, il riso, le patate prefritte cotte al forno o le patate fritte. Del resto la possibilità che le patate mangiate al posto di altri alimenti amidacei possano aiutare a contenere le calorie non stupisce affatto, anche perché le patate bollite hanno elevata capacità saziante.

Poiché le patate, oltre ai carboidrati e al potassio, apportano anche vitamine del gruppo B e la C, fibra e polifenoli, possono entrare a pieno diritto in una dieta equilibrata, se consumate al posto di altri alimenti amidacei e privilegiando preparazioni con moderate quantità di sale e grassi (ed eventualmente consumandole anche con la buccia). Le linee guida dell’ex INRAN prevedono per la precisione una porzione da 200 grammi, 1-2 volte alla settimana, di questo alimento. In generale comunque, a parte l’effetto collaterale dell’ipetensione (ancora da approfondire), hanno moltissimi poteri.

Riducono le infiammazioni, migliorano le funzioni cerebrali grazie alle elevate quantità di rame e ferro, riducono i calcoli renali grazie a nutrienti contenuti nella buccia come rame, manganese, potassio e vitamine B, aiutano a mantenere l’intestino in buona salute grazie alle fibre. Le calorie, come è noto, sono basse: si va dalle 85 delle patate bollite, alle 148 delle patate arrosto e infine alle 188 delle patate fritte. Mentre quelle fritte in busta sfuggono a ogni classificazione e sarebbero quasi da percepire come non-patate. Infatti regalano la bellezza di 507 calorie, ma non portano ipertensione. Insomma, praticamente non sono patate.

Emanuela Di Pasqua
12 settembre 2016

photo credits: 

Flickr/ Nick Saltmarsh (clicca qui)

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