Non solo mela: i frutti della salute nel resto del mondo

Non solo mela: i frutti della salute nel resto del mondo

Amaranto, melanzana rossa, melone amaro indiano, citronella, patate dolci: Paese che vai, frutto che trovi. In ogni angolo del mondo vi sono ingredienti che aiutano a stare bene, proprio come la nostra famosa mela del proverbio…

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Un frutto al giorno per vivere bene Un frutto al giorno per vivere bene
Semi di amaranto Semi di amaranto
Melanzane africane con harissa Melanzane africane con harissa
Semi e olio di argan Semi e olio di argan
Melone amaro indiano Melone amaro indiano
Citronella Citronella
Semi di okra freschi Semi di okra freschi
Noce bunya australiana Noce bunya australiana
Foglie di taro delle Fiji Foglie di taro delle Fiji

Non solo la mela aiuta a stare bene: certo in Italia è questo il frutto che viene collegato per antonomasia alla buona salute, ma nelle tradizioni agronomiche di tutto il mondo vi sono altrettanti vegetali – per noi esotici e spesso poco noti – che vantano grandi proprietà anti-età, protettori di cuore e arterie, portatori di buona salute del sangue, della pelle, delle ossa.

Sulla mela non abbiamo dubbi: gli scienziati della Washington State University lo scorso anno hanno scoperto che i loro composti non digeribili aiutano a prevenire l’obesità; un secondo studio americano di qualche tempo fa aveva dimostrato come le donne che seguono la dieta di una mela al dì in soli sei mesi vantino livelli di colesterolo cattivo più bassi di un quarto; ricercatori dell'università dell’Illinois rincaravano la dose scoprendo che le fibre solubili contenute nelle mele avrebbero spiccate capacità antinfiammatorie; mentre l'università di Oxford si era presa la briga di misurare quante vite verrebbero salvate mangiando una mela al giorno, decretando che tra infarti e ictus si potrebbero evitare ben 8.500 morti all’anno.

Nel resto del mondo, l'elenco dei prodotti della terra indigeni alternativi alla mela e portatori di buona salute è però molto lungo, e il famoso proverbio potrebbe essere declinato con decine di nomi diversi. Il magazine Food Tank ne ha selezionato ben 25 (clicca qui) provenienti da tutti i continenti, ecco i più interessanti e curiosi.

Frutti d'Africa – L'amaranto, chiamato anche spinacio africano, viene consumato sia come verdura in foglia sia come cereale. È noto per le sue proprietà poiché è ricco di vitamine, proteine e minerali. La melanzana rossa africana è una delle più importanti fonti di sostentamento per la popolazione che abita la savana, perché è altamente nutritiva e in grado di crescere in assoluta siccità. L'argan, i cui frutti vengono usati per estrarre un olio prezioso e famoso in tutto il mondo, ha grandi proprietà curative, per il corpo e per pelle e capelli.

Frutti d'Asia – Il melone amaro è cucinato in tutta l'Asia, condito abbondantemente con le spezie. Viene usato come una normale verdura di accompagnamento ai piatti, e negli anni molti studi hanno scoperto le sue proprietà curative per esempio contro la psoriasi e il diabete. Il frutto del gelso del Pamir, le alte montagne del Tajikistan, si consuma fresco, in confettura, in sciroppo. Viene essiccato e usato dalla popolazione nei periodi in cui il cibo scarseggia, come fonte primaria di nutrimento. La citronella è un'erba usata in tutte le cucine asiatiche: è stato dimostrato come i minerali e le vitamine essenziali in essa contenuti aiutino a prevenire le malattie del cuore e a proteggere i vasi sanguigni. Anche i semi di okra sono altamente nutritivi: in India e Pakistan vengono usati comunemente nelle zuppe come fonte proteica.

Frutti d'America – Lo yacòn assomiglia molto alla nostra mela, è un frutto dolce che proviene dal Perù e si mangia sbucciato. Viene usato per combattere la sete nelle aree dove la siccità è più pressante, per via del suo alto contenuto di acqua e di inulina, un dolcificante naturale dai poteri antibatterici. Il guayabo dell'Uruguay, frutto di cui si mangiano anche i fiori, usato per marmellate e liquori, è riconosciuto per le sue proprietà anti-invecchiamento grazie ai minerali e agli antiossidanti contenuti. Il papalo è invece un'erba aromatica che ricorda la rucola e il coriandolo molto diffusa in Messico, che aiuta la salute del fegato, e viene usata per combattere i disturbi intestinali.

Frutti d'Oceania e Australia – La noce bunya australiana era uno dei cibi prediletti dagli aborigeni il cui gusto somiglia alle nostre castagne, venivano nascoste anche sottoterra per mesi per renderle più saporite. La kumara o patata dolce è tipica delle isole del Pacifico ed è usata per il suo alto contenuto di fibre, vitamine, proteine, calcio e ferro. Il rourou è invece una pianta verde dalle enormi foglie che somiglia allo spinacio, tipico delle Fiji. Ricche di vitamine, vengono mangiate oppure usate per confezionare cibi che vi vengono avvolti intorno in cottura.

Frutti d'Europa – Anche in Europa, dove le mele sono molto diffuse, vi sono valide alternative salutari: si va dalle arance portoghesi di Ermelo, particolarmente dolci e dalla buccia molto sottile, oggi presidio Slow Food, all'italiano carciofo di Perinaldo, Liguria di Ponente, violetto, particolarmente ricco in acido folico e ferro, fino alla rapa di Målselvnepe, Norvegia, perfetta sia cruda, sia in minestre e stufati, ricca di vitamina C e potassio.

Eva Perasso
02 febbraio 2015

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