Il 5 febbraio è la giornata nazionale contro lo spreco alimentare

Il 5 febbraio è la giornata nazionale contro lo spreco alimentare

Stop allo spreco del cibo grazie all’iniziativa istituita dal ministero dell’Ambiente e alle nuove linee guida sugli alimenti invenduti

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Businessman throwing trash in garbage can
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Ogni volta che buttiamo cibo nella spazzatura dovremmo pensare agli 840 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame, ai 10 milioni di italiani che secondo l'Istat si alimentano in condizioni di povertà, oltre al costo ambientale che ciò causa al nostro pianeta.

Un tema di grande attualità con Expo alle porte: “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ci costringe a riflettere sui nostri comportamenti e sulle nostre cattive abitudini

È per dare chiare regole anti-spreco che si riunisce oggi a Roma la Consulta Pinpas (Piano Nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare), promossa dal Ministero dell'Ambiente un anno fa. Alla stesura della nuova normativa hanno contribuito oltre 200 protagonisti della filiera agroalimentare, Last Minute Market e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (Distal) dell'Università di Bologna.
Alla consultazione prende parte anche il WWF che, contro lo spreco e il conseguente inquinamento ambientale, sta sviluppando iniziative di sensibilizzazione in collaborazione con GDO e food service.

Le linee guida, già anticipate sul web (clicca qui), servono a “… favorire e incentivare la donazione delle eccedenze e dei prodotti alimentari invenduti lungo la filiera, attraverso la semplificazione, razionalizzazione e armonizzazione del quadro di riferimento - procedurale, fiscale, igienico-sanitario - che disciplina il settore”.

Classifica degli spreconi

Secondo quanto emerge da un'indagine Coldiretti, tre italiani su quattro (73%), anche per effetto della crisi, hanno tagliato gli sprechi in cucina nel 2013. Nonostante ciò, in Italia si buttano ancora 1,19 milioni di tonnellate di alimenti. Una ricerca condotta da Waste Watcher - Knowledge for Expo, osservatorio nato da Last Minute Market con SWG, registra che nel nostro Paese, solo nel 2014, abbiamo sprecato 8,7 miliardi di euro in alimenti. In particolare, ogni famiglia ha gettato nel bidone della spazzatura 6,50 euro alla settimana, pari a circa 330 euro all'anno.
Secondo le persone intervistate in merito, il 63% pensa che i più spreconi siano i giovani, il 22% incolpa quelli di mezza età, mentre solo il 2% dà la responsabilità agli anziani. Inoltre, tutti individuano come grandi polarizzatori del fenomeno mense, supermercati e ristoranti.

Prendiamo esempio dalle nostre nonne

I più virtuosi risultano essere gli anziani. Secondo Andrea Segré, professore di Politica agraria internazionale e comparata all'Università di Bologna, presidente di Last Minute Market e coordinatore del Pinpas, è proprio dalle nostre nonne che dobbiamo prendere esempio, avviando pratiche virtuose tra le pareti domestiche: bisogna fare la spesa senza comprare eccedenze; conservare adeguatamente gli alimenti; sfruttare gli avanzi come ci insegna la tradizione italiana dall'Artusi in poi.

Partecipa anche tu all'esperimento

Tra le diverse iniziative in corso è previsto il monitoraggio scientifico Wastebusters, nel quale verranno selezionate 100 famiglie (chi si vuole candidare può cliccare qui) che avranno a disposizione un'agenda sulla quale registrare tipologia di cibo e grammi sprecati. I risultati saranno presentati il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell'Ambiente.

Anche José Graziano da Silva, direttore della Fao, prende posizione e afferma che ogni singola persona può fare moltissimo per contrastare la fame nel mondo e lo spreco alimentare. Basta pensare che oggi un terzo del cibo venduto viene buttato via e con esso tutta l'acqua, l'energia e gli elementi utilizzati per produrlo: uno spreco insulso che ha conseguenze devastanti sulle risorse naturali.

Sprecare cibo, suolo, energia, risorse, è un lusso che non ci possiamo più permettere.

Monica Pilotto
5 febbraio 2015

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