Dieta gluten free: per gli atleti non c’è differenza

Dieta gluten free: per gli atleti non c'è differenza

Sei un atleta e scegli una dieta priva di glutine? Non cambierà nulla e tenderai a soffrire di disturbi digestivi e intestinali quanto un collega che consuma glutine. Parola dei ricercatori australiani.

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Molti nuovi prodotti (che in realtà hanno origini antichissime) sono stati lanciati con nuovo vigore dalle mode recenti, che li hanno ammantati di un inedito appeal, mentre l’interesse crescente verso le farine gluten free degli early adopter hanno contribuito a creare un trend che si alimenta di convinzioni giuste, ma anche di etichette suggestive e modaiole. Per esempio chi soffre di celiachia deve assolutamente evitare il glutine, ma non esiste alcuna evidenza scientifica che chi non soffre di questa patologia stia meglio se rinuncia al glutine.


Lo dimostra una ricerca australiana (clicca qui), che si concentra sugli sportivi e la giusta dieta, smontando convinzioni modaiole. Precedentemente un sondaggio australiano parlava di una percentuale del 41 per cento, tra i mille atleti intervistati, che seguiva una dieta libera dal glutine (ma solo il 13 per cento aveva ricevuto una diagnosi di celiachia), nella convinzione di migliorare le prestazioni atletiche e soprattutto di migliorare il proprio stato di salute. Problemi digestivi, dissenteria, crampi, gonfiore e vari disturbi frequenti tra chi pratica attività agonistica, nella convinzione di chi dice no al glutine, diminuirebbero proprio scegliendo farine alternative. Ma così non è. Questo piccolo studio, sempre australiano, sostanzialmente sostiene che non vi è alcune differenza, in termini di benessere fisico e prestazioni, tra chi mangia gluten free e chi no.

 

Lo studio si è concentrato infatti sulle condizioni di salute di un piccolo campione di agonisti, alcuni dei quali seguivano una dieta senza glutine (pur non essendo celiaci), mentre altri consumavano glutine normalmente. I ricercatori, costituiti da un team misto dell’Università della Tasmania, in Australia e del Canadian Pacific Institute, hanno realizzato lo studio in doppio cieco, ovvero facendo riferimento a un campione randomizzato di cui non conoscevano le abitudini dietetiche e senza dunque sapere quali erano gli atleti gluten free e quali no.


Gli scienziati hanno poi testato le condizioni di salute del campione di atleti sulla base di alcuni marcatori biochimici presenti nel sangue in grado di rivelare lo stato di infiammazione intestinale. Alla fine del trial, e incrociando tutte le informazioni di cui disponevano i ricercatori, non è emersa alcuna differenza sostanziale, anche se gli scienziati invitano ovviamente a ripetere l’esperimento su un campione più largo e in tempi più lunghi.


Emanuela Di Pasqua,

22 gennaio 2016

 

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