Cibi etnici: 2015 da record

Cibi etnici: 2015 da record

In Italia aumenta la tendenza all’acquisto di cibi etnici, in totale controtendenza rispetto al resto del mercato alimentare

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Traditional Thali Tray
Sale&Pepe

Si tratta di un vero e proprio boom, l’interesse degli italiani verso la cucina etnica sta crescendo in maniera esponenziale. Questo fenomeno è sicuramente causato dal forte incremento dell’immigrazione, dalla composizione della popolazione sempre più multietnica e dal più generale fenomeno della globalizzazione dei consumi.
Fattori che incidono sensibilmente sulle abitudini degli italiani, diffondendo un comportamento alimentare alternativo a quello tipico del nostro Paese, che stimola una domanda sempre più differenziata e orientata verso cucine extra-nazionali.

Da un’analisi della Coldiretti sul rapporto Coop, emerge che nel 2015 il maggiore incremento degli acquisti è segnato proprio dai prodotti etnici con un aumento record del 18 per cento. Dal 2007 ad oggi sono addirittura raddoppiati, tanto che il 16 per cento degli italiani compra abitualmente prodotti etnici, mentre 1 su 5 frequenta ristoranti internazionali almeno una volta al mese.

Di conseguenza un aumento di prodotti etnici reperibili con facilità e una diffusione sempre maggiore di negozi di alimentari internazionali, non più ghettizzati in specifiche zone delle città abitate massicciamente da comunità multietniche.

Anche tra i giovanissimi è sempre più diffusa l’abitudine di frequentare cucine straniere (kebab, cinese...) in questo caso più per questioni economiche che culturali. Risulta spesso infatti, che l’Italiano scelga il ristorante in base a recensioni o fenomeni di moda, ma difficilmente conosca le ricette dei piatti tradizionali che va ad ordinare.

Oggi risulta più semplice cimentarsi nella preparazione di piatti esotici grazie alla crescente semplicità di reperimento degli ingredienti non appartenenti alla tradizione culinaria italiana. Non ci stupiamo più di vedere la manioca sullo scaffale delle patate al supermercato o il pak chio (cavolo cinese) accanto alle più comuni verze nazionali.
L’integrazione in qualche modo attraversa le nostre tavole.

Francesca Santambrogio
8 settembre 2015

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