JRE Italia e San Patrignano insieme con 12 cene

JRE Italia e San Patrignano insieme con 12 cene

Un anno di alta cucina a sostegno della Comunità di San Patrignano: è il nuovo progetto firmato dall’Associazione che raccoglie i migliori giovani ristoratori italiani, il cui ricavato sarà destinato alla gestione di questa realtà di recupero dove il cibo è vita.

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Il mondo JRE Italia, l’Associazione che raccoglie i migliori giovani ristoratori italiani, incontra quello della Comunità di San Patrignano, impegnata nell’aiuto di ragazze e ragazzi con problemi di dipendenza. Comunità conosciutissima quella di Sanpa che è cresciuta in modo galoppante da quando, 40 anni or sono, è nata. Proprio intorno a una tavola. E non a caso i giovani e talentuosi Chef di JRE Italia, sezione nostrana della storica associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, si riuniscono in un congresso annuale ospitato proprio da San Patrignano.

180527Una cena al mese

Da gennaio 2020 partirà il progetto “INSIEME – JRE per San Patrignano”: 12 chef JRE per altrettante cene nei rispettivi locali, il cui ricavato sarà destinato alla gestione quotidiana della Comunità di San Patrignano. Una cena ogni ultima settimana del mese, durante la quale gli chef coinvolti proporranno un menù speciale e metteranno a disposizione il ristorante, il proprio tempo e la propria abilità.

Ultimo, ma non per ultimo, l’iniziativa prevede la partecipazione di almeno un ragazzo della comunità, che racconterà la sua storia, prova provata di come il cibo e la terra possano aiutare a tornare alla vita e insegnamento di quanto la cucina possa diventare mezzo di cultura, unione e sensibilizzazione.

180521Vite umane e vite per il vino

L’interesse del mondo enogastronomico per questa comunità di recupero, ormai divenuta iconica in tutto il mondo, del resto non stupisce. Da tempo Sanpa accosta il proprio nome a importanti progetti che riguardano la cultura del cibo e della terra.

Tra le tante attività nate sotto l’egida di San Patrignano va citata doverosamente Vite, agriturismo e ristorante ormai storico ricavato all’interno di un luminoso edificio che guarda dall’alto l’Adriatico. Tanto che ormai Vite, nomen omen che riprende la pianta della vite, ma anche le vite umane che coinvolge il progetto, è divenuto luogo per stage formativi con realtà che si muovono nell’ambito del “cibo sociale”.

Prodotti buoni dalla terra

Senza trascurare tutto il cibo e il vino prodotto dalla Comunità che produce in autonomia cose buonissime, dal vino all’olio, dai formaggi alle carni e ai salumi, al pane e ai prodotti da forno, ai mieli.

Una storia di successo sociale e anche imprenditoriale, scandito dall’entrata dei Moratti che hanno aperto a questa realtà le porte della grande industria e del mondo che conta, che fa di San Patrignano una comunità sui generis. Tanto da firmare un progetto di alta cucina in collaborazione con JRE Italia.

180536Cibo buono

Intorno al cibo buono gravitano altre associazioni che fanno capo a Sanpa: qui infatti trovano spazio tante realtà italiane e straniere che, attraverso la produzione di cibo, aiutano i ragazzi a lasciarsi alle spalle storie di emarginazione.

Tra le associazioni straniere, oltre a quelle già conosciute provenienti da Colombia, Laos, Messico, Afghanistan e Thailandia, ce ne sono due israeliane, la Shekulo Tov, che produce caramelle e dolciumi, e la cantina Cremisan, un progetto di integrazione in terra palestinese che, in collaborazione con l’enologo Riccardo Cotarella, produce vini.

Un po’ impresa sociale e un po’ grande famiglia

Si legge sul sito che “San Patrignano è una casa, una grande famiglia che da 40 anni offre aiuto a giovani con problemi di tossicodipendenza. Fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, da allora ha accolto oltre 26.000 persone donando loro una casa, assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare e di imparare un mestiere, di cambiare vita e rientrare a pieno titolo nella società. Il tutto gratuitamente, senza oneri né per lo Stato né per le famiglie.

Dei fondi necessari per gestire San Patrignano, la metà deriva dai proventi realizzati attraverso beni e servizi di San Patrignano. Il resto proviene da donatori privati o aziende che credono nel valore sociale del centro”. Insomma il modello di recupero passa attraverso un percorso educativo e Sanpa può essere considerato un modello di impresa sociale. Il problema poi è andarsene per questi ragazzi, ma questo è un altro discorso. E spesso non è nemmeno detto che se ne vadano.

Crescita personale

“Questa collaborazione rappresenta per noi JRE non solo l’occasione di fornire un supporto concreto nei confronti di una realtà così importante, che ogni giorno porta avanti questa difficile missione – spiega Luca Marchini, presidente JRE Italia – ma anche un’opportunità di crescita personale. Conoscere la Comunità di San Patrignano, avere la possibilità di vedere e vivere da vicino un mondo”.

”L’amicizia che ci lega ai Jeunes Restaurateur è di lunga data – sottolinea Roberto Bezzi, Presidente Comunità di San Patrignano - Sono stati i primi ad essere entrati nella cucina della comunità dove insieme abbiamo scoperto di appartenere a valori affini. È infatti intorno alla tavola che è nata San Patrignano”. E non bisogna dimenticarlo.

Emanuela Di Pasqua,
dicembre 2019

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