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News ed EventiCultura del ciboVermouth di Torino, è sempre l'ora giusta per berlo

Vermouth di Torino, è sempre l'ora giusta per berlo

Storia, caratteristiche e curiosità sull’iconico vino aromatizzato, nato in Piemonte e amato in tutto il mondo

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Ci sono etichette che vivono da sempre nel nostro immaginario: Martini, Punt E Mes, Carpano, Cocchi, Cinzano... Sono solo alcuni dei marchi più illustri di vermouth, la bevanda alcolica che ha fatto e fa ancora oggi la storia del buon bere italiano. Quelle citate fanno tutte parte del Consorzio che riunisce oltre 40 produttori piemontesi di Vermouth Torino, come definito dal Disciplinare riconosciuto per legge e al vaglio della Commissione Europea.

Come nasce il Vermouth

bicchieri di vermouth e ghiaccio

Vermouth e Piemonte sono legati indissolubilmente sin dal Settecento. Con una lunga tradizione alle spalle, sono stati i distillatori dell’epoca, iscritti all’Università dei confettieri e liquoristi della Città di Torino, a mettere la firma su quella che, inizialmente, era una bevanda medicinale. Grazie alla loro arte, con il tempo il vermouth si è evoluto diventando l’aperitivo conviviale che conosciamo. Messo in bottiglia dall’inizio dell’Ottocento, la prima pubblicità del “vero vino balsamico detto Vermut di Torino” risale al 1833. Mentre tutti abbiamo ancora negli occhi le celebri réclame e, poi, gli spot che - dagli anni Quaranta a oggi - hanno coinvolto grandi nomi dell’advertising, del design e dello star system, da Armando Testa a Charlize Theron.

Cos'è e come si scrive

Sciogliamo un dubbio: si può scrivere vermouth o vermut. Lo prevede il disciplinare e lo stesso marchio del Consorzio riporta entrambe le grafie. L’origine del nome si rifà al termine tedesco Wermut usato per definire l’Artemisia Absinthium, una delle tante componenti di questo aperitivo. E anche la più imprescindibile, coltivata e raccolta in Piemonte. La base è vino bianco, rosato o rosso cui si aggiungono estratti di erbe aromatiche, spezie, fiori, semi, radici, cortecce. Gli infusi, ottenuti in soluzioni idroalcoliche, sono miscelati con zucchero bianco o caramellato, mosto d’uva o miele prima di essere uniti al vino per il successivo affinamento. Come spesso accade per bevande dalla composizione così complessa, sta alla tradizione e all’abilità dei singoli produttori mettere a punto le ricette originali (e spesso segrete!). Tanto che si può tranquillamente affermare che non esista un vermouth uguale all’altro.

La classificazione del Vermouth

Ci sono, comunque, alcune classificazioni standard. La prima è quella del colore: bianco (spesso con note floreali e agrumate), ambrato (ottenuto con l’aggiunta di caramello), rosato o rosso. La quantità di zucchero determina le tipologie Extra Secco o Extra Dry (meno di 30 g di zucchero per litro), Secco o Dry (meno di 50 g) e Dolce, per i vermouth con un tenore di zuccheri pari o superiore a 130 g per litro. Le bottiglie più pregiate si fregiano della dicitura Vermouth di Torino Superiore, hanno un titolo alcolometrico non inferiore a 17% vol., sono realizzate con almeno il 50% di vini piemontesi e aromatizzate con erbe – oltre all’assenzio – di provenienza piemontese.

Un aperitivo intramontabile

diverse bottiglie di vermouth esposte su uno scaffale

Oggi come ieri, le bottiglie iconiche sono schierate alle spalle del bancone nei locali di ogni ordine e grado. Ma non mancano neppure nei nostri mobili bar casalinghi, grazie anche a una riscoperta di questi vini aromatizzati ideali in miscelazione e ottimi in purezza, con qualche cubetto di ghiaccio e una scorzetta di limone.

Liscio o miscelato

Come si diceva, il modo migliore di apprezzare il vermouth resta berlo in purezza per cogliere le infinite sfumature date dalle diverse componenti aromatiche e individuare il vostro preferito. Se amate la mixology, sono infiniti i cocktail pre dinner che vedono protagonista soprattutto il rosso: il Negroni, lo Sbagliato, l’Americano, il Milano Torino, il Manhattan, solo per citarne alcuni. La versione dry resta per sempre legata al Martini Cocktail di James Bond, “agitato, non mescolato”, in cui diventa, se possibile, ancora più secca grazie all’abbinamento con il gin e/o con la vodka. La scelta più adatta per l’estate? I vermouth dolci bianchi ((da provare gli aperitivi apple orange e super Moscato cocktail) e rosa. Da usare per Spritz leggeri con Prosecco, soda, lime e menta. O per long drink dissetanti, perfetti per le sere più calde, in cui abbinarli ad acque toniche “botaniche”, anch’esse ricche di erbe e fiori, e creare bouquet inediti. Perché, parafrasando il claim del Consorzio, è sempre l’ora giusta per un vermouth.

Le ricette con il Vermouth

Il vermouth non è solo il re indiscusso dell'aperitivo, ma anche un alleato in cucina. Grazie al suo profilo aromatico complesso, si presta alla perfezione per sfumare risotti, insaporire sughi, esaltare piatti di pesce e persino arricchire golosi dessert. Scopriamo insieme alcune preparazioni imperdibili per portarlo in tavola.

Garganelli al ragù di prosciutto crudo al Vermouth e zafferano

Garganelli al ragù di prosciutto crudo al vermouth e zafferano

Un primo piatto creativo e irresistibile nella sua semplicità, dove la sapidità del prosciutto crudo incontra l'aroma inconfondibile delle erbe e delle spezie. Per preparare questa delizia, scoprite la ricetta dei garganelli al ragù di prosciutto crudo al Vermouth e zafferano, perfetti per stupire i vostri ospiti con un sugo insolito e profumato.

Risotto al vermouth, capesante e pistacchi, al profumo di limone e vaniglia

Risotto al vermouth, capesante e pistacchi, al profumo di limone e vaniglia

Un'elegante proposta dove i profumi del limone, dell'erba cipollina e del dragoncello si rincorrono armoniosamente, esaltati dalla sfumatura con il vino aromatizzato. Sperimentate la cremosità e la dolcezza del risotto al vermouth, capesante e pistacchi, al profumo di limone e vaniglia.

Mazzancolle al Vermouth con uva e scalogni

Mazzancolle al Vermouth con uva e scalogni

Un secondo di mare dal gusto agrodolce e raffinato, dove i crostacei vengono valorizzati dalle note botaniche e amaricanti della celebre bevanda torinese. Lasciatevi tentare dalle mazzancolle al Vermouth con uva e scalogni, una preparazione originale che dimostra quanto il vermouth sappia esaltare magistralmente anche i sapori del pesce.

Torinomisu, la versione piemontese con gianduia e Vermouth

Semifreddo al caffè monoporzione con sablé al cacao

Un omaggio goloso al capoluogo piemontese che rivisita un dessert iconico sostituendo i classici savoiardi con i grissini inzuppati nel Vermouth rosso. Cimentatevi nella preparazione del Torinomisu, la versione piemontese con gianduia e Vermouth: una vera delizia arricchita da cioccolato gianduia grattugiato e ricotta fresca.

Francesca Romana Mezzadri
Francesca Romana Mezzadri

Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina

Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina

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