Bruno Serato, the power of pasta

Bruno Serato, the power of pasta

Intervista allo chef Bruno Serato, amato dalle celebrity americane a cui ha svelato l’autentica cucina italiana. E da migliaia di bambini poveri per i quali prepara ogni giorno un piatto di pasta

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Fino a 10 anni fa Bruno Serato era la perfetta incarnazione dell’American dream: a 25 anni mette 200 dollari in tasca e lascia San Bonifacio, nel Veronese, per andare a fare il lavapiatti in California. In breve diventa cameriere, poi direttore di ristorante e infine chef patron dell’Anaheim White House.

Una strepitosa storia di successo all’americana, insomma, non lontana da tante altre a cui ci hanno abituato. Ma in un pomeriggio del 2005 la vita di Serato prende una direzione del tutto speciale: con la mamma Caterina decide di visitare il Boys and Girls Club, un doposcuola per bambini in difficoltà, e scopre che tanti di loro vivono nelle stanze senza cucina di vecchi motel, quindi non possono avere un pasto caldo la sera. “Ma perché non gli prepari tu un piatto di pastasciutta?”, chiede la mamma.

Da allora Bruno inizia a preparare spaghetti per questi bambini e non smette più. Tanto che lo scorso marzo ha festeggiato il traguardo di un milione di piatti di pasta donati. Lo abbiamo incontrato al Barilla World Championship 2016, dove era l’ospite d’onore alla finale tra i giovani Talent Chef, che si sono sfidati con le loro personalissime interpretazioni dello spaghetto n.5, il formato iconico di Barilla. Ne abbiamo approfittato per parlare di pasta. E del suo potere.


124291 Qual è il piatto di pasta preferito dai “suoi” bambini?

Gli spaghetti al pomodoro. E lo sono anche per me, perché non c’è niente di più bello che vedere la faccia di un bambino sporca di sugo di pomodoro.


La pasta può essere un modo per far mangiare la verdura ai bambini?

Certo, io uso un trucco: metto nel mixer pomodoro e verdura (persino i broccoli!) e il sugo rimane rosso. Lo consiglio a tutte le mamme che hanno problemi con i bimbi.


Quanta pasta prepara ogni giorno?

Almeno 60 kg e 40 litri di salsa di pomodoro, per 2000 bambini. La cucino al ristorante, poi alle 4 del pomeriggio arrivano i pulmini e la portano in 30 centri di 15 città nell’Orange County, nel sud della California.


È un modello esportabile?

Certo e funziona già a Chicago e New York grazie a Barilla. Ho chiesto ai fratelli Barilla di aiutarmi a sfamare i bambini poveri dei Boys and Girls Club e oggi il Barilla Restaurant di Brooklyn sfama 250 bimbi, mentre a Chicago è l’Academia Barilla a fare lo stesso. Con la pasta possiamo sfamare il mondo.


Ci sono iniziative anche in Italia?

In Italia stiamo lanciando Power of Pasta: raccogliamo pasta, riso e cous cous negli istituti alberghieri per i bisognosi. Come ambasciatore dell’iniziativa ho chiamato Fabio Lamborghini, nipote di Ferruccio.


Altri progetti benefici?

Due anni fa è partito Welcome Home per aiutare le famiglie che vivono in motel e baracche delle aree degradate a trasferirsi in una vera casa. Nel giro di 3 anni abbiamo spostato 95 famiglie e il miglioramento psicologico per i bambini è tale che sono spesso diventati i migliori della classe. L’ultimo progetto mira a introdurre i teenager nel mondo ristorazione. E ovviamente la prima cosa che insegniamo a chi vuole diventare chef è come cucinare la pasta!

Enza Dalessandri
22 giugno 2016


BRUNO SERATO
Emigrato a 25 anni negli Stati Uniti, inizia come lavapiatti in un ristorante californiano e oggi è il patron dell’Anaheim White House, amato da rockstar, celebrities, politici. Ma il successo non gli fa dimenticare le umili origini: da 10 anni cucina ogni sera un piatto di pasta per 2000 bambini poveri, impegno per cui è entrato nella top ten degli eroi CNN nel 2011, è diventato Americano dell’Anno nel 2012 e cavaliere della Repubblica italiana sempre nel 2012. Oggi promuove diverse iniziative benefiche attraverso la fondazione Caterina’s Club, intitolata all’amatissima madre.
Info: Anaheim White House, Caterina’s Club

 

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