5 modi per usare gli avanzi di vino

5 modi per usare gli avanzi di vino

Ricette e non solo: ecco cosa fare con gli avanzi del vino, dallo sciroppo al tonico per la pelle, dalle macchie al biocombustibile

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Sale&Pepe

Fino all'ultima goccia: nei brindisi è un must. Ma ci sono volte in cui i brindisi si susseguono - oppure abbiamo voglia di stapparci una bottiglia solo per noi - e allora il vino rimane lì... Recentemente già abbiamo parlato di cosa fare con quello avanzato - era autunno, le mosche imperversavano, e il vino è utile anche in quel senso lì. Adesso, con le feste in ritirata, facciamo il punto - anzi, i punti! - su come utilizzare con creatività e un pizzico di saggezza popolare quel che resta sul fondo delle bottiglie.

169293Primo, fantasia in cucina. La prima idea è naturalmente quella di utilizzare gli avanzi di bacco per scatenare la propria fantasia in cucina - già sappiamo qual è la bevanda giusta per ogni pietanza.  È possibile conservare il vino rimasto qualche giorno, ben tappato, nel frigorifero, e poi curiosare nel ricettario di Sale&Pepe per trovare la ricetta giusta. Per la stagione invernale, e con un po’ di tempo a disposizione, le idee potrebbero arrivare dalla tradizione culinaria piemontese, che in molte ricette propone l’uso del rosso in cottura: un bel brasato (per 4 persone ne bastano 3 bicchieri) per esempio, oppure gli agnolotti con il plin, dove viene utilizzato nel ripieno. Se gli avanzi sono di bianco, potreste provare a cucinare la zuppa sudtirolese, ottimo piatto ricco per le giornate invernali (ne basta un bicchiere) oppure, se il resto è di una bevanda da dessert, ecco la ricetta del tiramisù con ciliegie (anche qui, è sufficiente un bicchiere avanzato).

169299Secondo, una salsa per ogni uso. Se la fretta è parte della routine in cucina, c’è un modo per salvare gli avanzi alcolici e arricchire un piatto semplice cucinato in pochi minuti: preparare una rapida salsa al vino, con cui arricchire una fettina di carne appena saltata in padella. Basterà mettere in un pentolino il bicchiere di nettare rimasto con due cucchiai di zucchero e lasciare che si rapprenda. Versare poi sul piatto caldo e servire rapidamente. Il risultato sarà semplice e gustoso.

Terzo, un regalo per la pelle. I polifenoli contenuti nel vino, nella vite, nell’uva da anni vengono utilizzati in cosmetica per via dei loro portentosi effetti antiossidanti. Aiutano infatti a mantenere la pelle giovane in modo naturale, donando lucentezza e idratazione. Ecco allora l’idea: utilizzate gli avanzi delle etichette preferite al posto del tonico, imbevendolo in un batuffolo di cotone e picchiettandovi il viso, ancor meglio se il vino è rimasto in frigo per poter sfruttare le proprietà decongestionanti del freddo, anche nelle aree più delicate come le occhiaie.

169290Quarto, un aiuto in casa. Il vino macchia e spesso far sparire le chiazze su una tovaglia o su un abito è un’impresa impossibile. Ma il vino è anche un ottimo smacchiatore: per esempio provate a versare sulla macchia di vino rosso, magari finita sul tappeto, un eguale quantitativo di vino bianco e noterete come il vino possa aiutare a sconfiggere… altro vino. Il bianco è un ottimo sgrassatore, da utilizzare al posto di prodotti chimici o dell’aceto per smacchiare le chiazze più ostinate di grasso sui pavimenti (pensate al terrazzo, alla veranda, al garage in cui si accumula lo sporco arrivato dall’esterno).

Quinto, carburante per l’auto. Anche se per il momento non è possibile trovarlo in commercio, ecco cosa ci riserva il futuro: la tecnologia è pronta per fornire carburante per le automobili in versione bio creati con gli scarti dell’uva. Una tonnellata di vinaccia può produrre fino a 400 litri di bioetanolo con cui carburare i propri mezzi (lo ha dimostrato una ricerca scientifica dell’università di Adelaide lo scorso anno). C’è chi lo usa già, per esempio il principe Carlo, che da vero gourmand attento all’ambiente “nutre” la sua Aston Martin già da diverso tempo con il bianco della sua casata mischiato al formaggio tipicamente british da cui ricava bioetanolo. Il risultato? Un “risparmio” in produzione di anidride carbonica dell’85 per cento.

Eva Perasso
15 dicembre 2016
aggiornato gennaio 2018
da Carola Traverso Saibante
Crediti foto Flickr / Daniele Civello 

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