Spreco alimentare: sperpero o risorsa?

Spreco alimentare: sperpero o risorsa?

Pane, frutta e piatti cucinati: gli avanzi di cibo tra scarto e progetti “buoni”

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Pane
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Sono circa 200 i quintali di pane buttato ogni giorno a Roma. Tredicimila in tutt'Italia. Questo il risultato più eclatante di un'inchiesta pubblicata oggi su Repubblica e raccontata questa sera a Fischia il vento (programma di Gad Lerner in onda alle 20.30 su La Effe, Sky canale 39 e sul sito Repubblicatv). Ancora più sconvolgente l'assurdo paradosso legislativo evidenziato nell'articolo, che impedisce di utilizzare lo scarto quotidiano per rifornire mense sempre più affollate in tempi di crisi. Infatti la Circolare del Ministero della Salute del 20 marzo 2003 vieta di smaltire l'invenduto. Nel momento in cui il panificatore, nel suo giro notturno, rifornisce i supermercati e recupera filoni e pagnotte avanzate dal giorno prima, queste diventano a norma di legge spazzatura. I produttori hanno accettato condizioni dettate dalla grande distribuzione (i ripiani devono essere riforniti fino all'ultimo minuto d'apertura!), e panificano molto di più di quello che viene venduto, assumendosi anche i costi delle rimanenze. Si produce più del necessario, ma quello che avanza non può essere riutilizzato. 

La soluzione? La Legge del buon Samaritano offre un buon escamotage, perché permette di ritirare la merce invenduta o il cibo cucinato e non consumato e di consegnarlo entro poche ore agli enti benefici, purché sia preso quando è ancora dal distributore prima che diventi effettivamente rifiuto; spesso, però, mancano le risorse per recuperare e distribuire le eccedenze. Ma le eccezioni virtuose non mancano.

Una collaborazione tra Edenred (l'azienda dei Ticket Restaurant per intenderci) e Banco Alimentare promuove a Milano Siticibo, un progetto che permette di riutilizzare alimenti avanzati dalla ristorazione organizzata. Lo scorso anno sono stati recuperate dalla Ristorazione Organizzata 309 tonnellate di pane e frutta e 790.912 piatti pronti. Altra valida iniziativa quella messa in atto dalla Tirrenia che con Qui Foundation dona alle Famiglie bisognose i pasti invenduti a bordo delle navi della compagnia. 

Il progetto più innovativo è di tre ingegneri informatici che hanno ideato un social per combattere lo spreco. Su NDH  si possono condividere merci e cibo. Oggetti e abiti che non si usano più o cibo avanzato (magari prima di una partenza per le vacanze) trovano la loro second life grazie a questo network che mette in contatto chi ha gli avanzi e chi i bisogni. Per combattere lo spreco con un attualissimo click!

di Livia Fagetti
23 aprile 2014

Photo credit: Scott S. Warren/National Geographic Society/Corbis


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tag: pane
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