Saranno le alghe il cibo del futuro

Saranno le alghe il cibo del futuro

Ricche di proteine, le alghe sono un alimento fondamentale per i popoli asiatici. Oggi stanno conquistando anche le tavole del mondo occidentale

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Seaweed Farming in Zanzibar. Tanzania. Africa
Sale&Pepe

Utilizzare le alghe per sfamare l'umanità significa realizzare un tipo di alimentazione sostenibile.
Si prevede che nel 2050 le persone da nutrire saranno circa 3,5 miliardi e la terra non sarà più sufficiente. Secondo futurologi e scienziati saremo costretti a ripensare a ciò che mangeremo e bisogna cercare già da ora le eventuali soluzioni alternative. 

I detrattori dell'alimentazione a base di insetti - sebbene tanto incensata in questi ultimi tempi, risulta essere ancora scarsamente gradita ai più -  saranno felici di scoprire che le alghe diventeranno una risorsa fondamentale per l'umanità futura. Come prima cosa è necessario cancellare dall'immaginario collettivo l'idea che abbiamo delle alghe: molli, viscide, puzzolenti. In realtà la verdura del mare ha tanti aspetti positivi e notevoli proprietà nutritive: ricca di proteine, sali minerali e vitamine è in grado di sostituire completamente carne e latticini. Inoltre è rispettosa dell'ambiente, non ne altera l'equilibrio perché non necessita di pesticidi o concimi chimici, è OGM free e rispetta la terra coltivabile. 

Nei mari del mondo esistono oltre 10mila tipi di alghe e molte di queste potrebbero essere coltivate negli oceani per nutrire uomini e animali.
Una ricerca della Wageningen University nei Paesi Bassi, specializzata in studi agrari, ha stimato che una coltivazione di alghe di 180mila chilometri quadrati - approssimativamente l'estensione dello Stato di Washington - sarebbe in grado di fornire proteine all'intera popolazione mondiale. E gli scienziati della Sheffield Hallam University, nel Regno Unito, hanno stabilito che granelli di alghe possono sostituire il sale nel pane, nei formaggi, nei salumi e negli alimenti industriali.

Tanti chef famosi e start-up nel campo alimentare hanno raccolto la sfida e stanno utilizzando le alghe come ingredienti principali per preparazioni gourmand. Il successo sembra essere assicurato.
67409Lo dimostra Lisette Kreischer, olandese di Rotterdam, creatrice con il socio Mark Kulsdom di The Dutch Weed Burger
Lisette è diventata famosa grazie al suo hamburger alle alghe davvero speciale, da lei definito “un orgasmo di sapori”. 
Il Guardian le ha persino dedicato un articolo. 

“ La carne come unica fonte di proteine non è più sostenibile” sostiene Lisette, “La terra coltivabile e l'acqua dolce sono risorse sempre più scarse. Le alghe, invece, crescono spontanee nel mare e sono ricche di proteine”.  Lisette Kreischer e il suo team, coadiuvati dagli esperti della Wageningen University, hanno messo a punto un tipo di coltivazione sostenibile e nei suoi hamburger la carne è stata completamente sostituita con le alghe. Il risultato? I suoi Weed Burger sono così gustosi, salutari e sostenibili che sanno catturare anche i palati più fini e oggi si possono trovare in diversi ristoranti sparsi in tutta Olanda. 

Oltre all'hamburger di Lisette stanno furoreggiando birre artigianali (Marshall Wharf Brewing Co) e chips a base di alghe marine (Halo di Ocean Mike Shim).
67407Nel nostro Paese sono da poco arrivati sul mercato i medaglioni alle alghe arame e wakame. Proposti come secondo leggero e gustoso, sono una valida alternativa alla solita fettina. In più si cuociono in padella o nel forno in soli 5 minuti (Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food). 

Insomma, tutto contribuisce a farci pensare che presto dovremo imparare a conoscere e a portare sulle nostre tavole arame, agar-agar, kombu, wakame, nori, spirulina, hiziki, alimenti salutari, ricchi di vitamine B1, B2, B12 e C e di sali minerali. 

Monica Pilotto
7 novembre 2014

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