Reducetariani, quelli che mangiano poca carne ma non la eliminano

Reducetariani, quelli che mangiano poca carne ma non la eliminano

È una nuova moda oppure uno stile di vita consapevole già diffuso e destinato a radicarsi nelle nostre abitudini alimentari?

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Still life of grilled steak with healthy vegetable sides
Sale&Pepe

Se nel tuo regime dietetico hai ridotto la carne senza abolirla sappi che potresti definirti reducetariano, un "quasi vegetariano". In realtà per diventare reducetariani bisogna osservare un protocollo preciso, ma in sostanza il nuovo percorso alimentare sempre più in voga vuol dire mangiare meno carne ma non rinunciarvi completamente, come del resto è consigliato dal buon senso e dalla piramide alimentare.
L’idea è di Brian Kateman (clicca qui), biologo dell’Earth Institute Center for Environmental Sustainability della Columbia University, ente che si occupa di sostenibilità ambientale monitorando costantemente lo stato di salute del pianeta, promuovendo progetti che vanno dalla ricerca di fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo di buone pratiche sociali, alla promozione di un’alimentazione sana, equilibrata e compatibile con l’ambiente.

La filosofia di Brian (e del suo socio) si basa su 3 punti, semplici e chiari: diventare reducetariani fa bene all'ambiente, fa bene alla salute ed è semplice. Il fondatore del Reducetarian Blog (clicca qui) enfatizza l’impatto del consumo di carne sull’ambiente, specificando che ammonterebbe a circa il 20 per cento la produzione di CO2 derivata da questo fattore. È noto inoltre che anche per la salute non si deve eccedere con la carne e infine è semplice diventare reducetariani perché rappresenta una sfida più morbida e sostenibile, meno a rischio di abbandono rispetto alla filosofia più categorica dei vegetariani e dei vegani. Il fatto che tra i vegetariani e i vegani la percentuale di rinuncia sia dell’84 per cento infatti dovrebbe far riflettere e secondo Brian non c’è alcun bisogno di un regime così severo per rispettare l’ambiente e se stessi.

Ai suoi detrattori, Brian Kateman risponde che il valore aggiunto del suo pensiero sta anche nell’aver formulato una sorta di decalogo da seguire sulle modalità con cui consumare la carne. Innanzitutto nel primo mese di riduzione di questo alimento si dovrebbero incrementare i prodotti di origine animale. Inoltre la tipologia di carne acquistata nel percorso reducetariano è importante, con una preferenza per quelle provenienti da animali allevati al pascolo rispetto a quelle ottenute da bestiame allevato in maniera intensiva. Tra i consigli utili c’è quello di non mangiare mai carne in entrambe i pasti, alternandone il consumo, e di destinare sempre e comunque un giorno alla settimana a un regime vegetariano. Nulla vieta poi di seguire queste regole come primo passo verso una scelta diversa, come quella vegetariana o vegana.

Emanuela Di Pasqua
16 marzo 2015

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