Grappa, un’eccellenza tutta italiana

Grappa, un’eccellenza tutta italiana

Il distillato più famoso della penisola è finalmente tutelato dalle contraffazioni per legge: la vera Grappa si può produrre solo in Italia. Scopriamo le garanzie per chi l’acquista, magari come regalo di Natale e come si degusta

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Bianca o bruna, secca o morbida, barricata o con l’aroma di erbe e frutti, non fa differenza: la Grappa è un prodotto italiano al 100%, che si produce solo in nove zone tipiche certificate dall’Igt. A stabilirlo una volta per tutte è stata una legge dello Stato in accordo con le norme comunitarie.

Tricolore per legge
Fino a qualche mese fa operatori di altri Paesi potevano acquistare grandi quantitativi di Grappa allo stato sfuso, ad alta gradazione alcolica, che poi di fatto venivano nuovamente rielaborati nei loro stabilimenti con aggiunte di zucchero, diluizioni con acqua, separazione degli oli aromatici e altre operazioni. Il consumatore di questi prodotti pensava di acquistare Grappa di produzione italiana, quando invece il carattere del prodotto derivava da operazioni produttive effettuate a migliaia di chilometri di distanza dalla zona d’origine.
Da agosto 2016, invece, la Grappa è l’acquavite di vinaccia (ovvero i semi e le bucce dell’uva ottenute con il processo di vinificazione), distillata esclusivamente in Italia e potrà essere imbottigliata fuori dalla zona di produzione, solo se spedita all’estero come prodotto finito. Non saranno quindi più consentite operazioni quali il taglio tra diverse partite, né edulcorazione, diluzione, refrigerazione. Al consumatore sarà quindi garantito che la Grappa che consuma è quella originale del produttore, che non ha subito alcuna trasformazione, nemmeno se imbottigliata fuori dalle nove zone di origine. Esse sono le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, il Trentino, l’Alto Adige, e le sottozone Barolo e Marsala.
Inoltre, la nuova legge stabilisce che la denominazione “Grappa barricata” è utilizzabile solo se il distillato è invecchiato per almeno un anno in botti o tini di legno, di cui almeno sei mesi in barrique. La denominazione “riserva”, si può usare solo in relazione alla Grappa invecchiata in legno per almeno 18 mesi. Insomma, una serie di garanzie per produttori e consumatori contro le contraffazioni.

Distillazione, un processo sostenibile
I primi a utilizzare la tecnica della distillazione sono stati i cinesi nell'800 a.C. trasformando un prodotto fermentato dal riso. In Europa la distillazione è stata introdotta tra il 1.100 e il 1.200, anche se in tutto il mondo già da millenni si conoscevano le tecniche della fermentazione. Per diversi secoli i distillati furono realizzati con sistemi molto empirici senza particolari controlli, pertanto i prodotti che si ottenevano erano molto ordinari. Verso il 1.500 furono eseguiti i primi esperimenti realizzando il processo di distillazione a circuito chiuso e apportando alcune modifiche all’impianto per ottenere un flusso di vapori che potesse arrivare gradualmente alla condensazione.
Nel 1832 venne studiato e realizzato un procedimento di distillazione continua in alternativa al classico procedimento discontinuo della doppia distillazione con due alambicchi. Ancora oggi i moderni impianti sono basati sul principio della distillazione continua. 
Le distillerie giocano un ruolo fondamentale nel riciclo e riutilizzo dei sottoprodotti della vinificazione, garantendo una seconda vita a vinacce e fecce, contribuendo al rispetto dell’ambiente e generando valore aggiunto per la filiera vinicola.

Come degustare la Grappa
Tipica bevanda invernale, la Grappa andrebbe sorseggiata in un ambiente tranquillo e poco rumoroso. Il bicchiere adatto è il cosiddetto “tulipano”. Una volta versato il distillato avvicinare il bicchiere al naso e cercare di avere una prima impressione del prodotto: non inspirare troppo a lungo, per evitare di anestetizzare le papille olfattive. Quindi sorseggiare un po’ di Grappa facendola scorrere sulla lingua per cogliere le varie sfumature dei sapori fondamentali. Deglutendo a piccoli sorsi si farà attenzione a tutte le caratteristiche sfumature e alla persistenza degli aromi che rimane in bocca.

Un’idea per i regali di Natale
Se si è alle prese con i regali per le feste natalizie una bottiglia di distillato “made in Italy” a un amico o parente che apprezza questo tipo di bevande può essere una soluzione apprezzata ed elegante. Si può anche abbinare la bottiglia di Grappa a un libro sul quale trovare utili consigli per apprezzare il noto distillato italiano in maniera inedita. In Assaggi di grappa. Per conoscerla, sceglierla e abbinarla (Trenta Editore 2014, 80 pp.), si possono trovare spunti per fare cocktail miscelati con la Grappa e per cucinare ricette nelle quali, l’ingrediente principale, resta sempre il distillato italiano più famoso al mondo.

Manuela Soressi
dicembre 2016

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