Siete golosi? Non è colpa vostra

Siete golosi? Non è colpa vostra

Secondo uno studio pubblicato negli Stati Uniti, l’impulso irrefrenabile a mangiare dolci è una dipendenza dovuta a un “sentiero” cerebrale fuori controllo

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Young man with nose pressed against glass looking at cakes, smiling
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Se siete così golosi da non riuscire a trattenervi davanti a qualsiasi tipo di dolce, non fatevene una colpa. Dipende da quello che si potrebbe chiamare il "sentiero nervoso della golosità", vale a dire la struttura del cervello che spinge a mangiare in modo irrefrenabile tutto ciò che è ricco di zuccheri. Parola di scienziato. Lo conferma una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista "Cell", che rende conto degli studi coordinati dalla dottoressa Kay Tye del Massachusetts Institute of Technology di Boston.

Questo circuito nervoso è stato individuato in laboratorio attraverso esperimenti sui topi, ma promette importanti sviluppi per quanto riguarda l'uomo e potrebbe essere un punto di svolta importante per combattere diabete e obesità. Secondo gli studi pubblicati,  la tendenza a un'irrefrenabile golosità è collegata al sistema cerebrale della ricompensa, che controlla il consumo compulsivo di zucchero, senza però impedire la normale alimentazione necessaria a sopravvivere.

L'invincibile spinta a mangiare i dolci, che spesso viene scambiata per semplice vizio di gola, sembra dunque rispondere alla ricerca di una ricompensa governata da un meccanismo simile a quello della dipendenza dalla droga. Per questo motivo, gli studiosi americani hanno ipotizzato che ci sia un "sentiero" nervoso che collega le due regioni del cervello coinvolte nei comportamenti legati al meccanismo della ricompensa e che "sentiero" possa andare fuori controllo.

Allo scopo di verificare la loro ipotesi, hanno attivato artificialmente questo "sentiero" nervoso nel cervello dei topi, che nel frattempo continuavano a essere ben nutriti. Gli animali venivano messi in condizione di mangiare per un tempo più lungo del normale, liberi di attraversare più volte una porta per entrare in un ambiente nel quale ricevevano zucchero come ricompensa; ebbene, l'attivazione artificiale del "sentiero" nervoso spingeva i topolini superare la porta senza esitare anche quando attraversarla significava ricevere scosse elettriche alle zampe. Inibendo quel "sentiero", si riduceva la ricerca compulsiva dello zucchero, ma non il normale consumo di cibo nei topi affamati.

Questo suggerisce l'ipotesi che a controllare l'alimentazione negli animali affamati sia un circuito nervoso differente da quello della ricompensa. Secondo la responsabile della ricerca, è probabile che i circuiti del cervello si siano evoluti per spingerci ad abbuffarci in momenti di scarsità di cibo. "Nella nostra società il cibo non manca" dice la studiosa "ma non ci siamo ancora adattati a un mondo dove c'è sovrabbondanza di zuccheri".

Alessandro Gnocchi
2 febbraio 2015

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