I giornalisti bevono troppo caffè

I giornalisti bevono troppo caffè

Un sondaggio inglese rivela che sono la categoria più dipendente dalla caffeina. Seguono gli agenti di polizia e gli insegnanti

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Businessman with coffee cup reading newspaper by luggage at hotel room
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Giornalista e caffè: un'accoppiata entrata nell'immaginario collettivo grazie al cinema e alla televisione. Ma si tratta tutt'altro che di una forzatura. Un sondaggio condotto recentemente in Gran Bretagna dall'agenzia Pressat su un campione di diecimila persone ha rivelato che i professionisti dell'informazione rappresentano la categoria più dipendente da caffeina.

L'85% dei giornalisti intervistati dichiara di bere almeno tre tazze di caffè durante il lavoro; mentre il 70% sostiene di non poter proprio fare a meno della dose quotidiana di caffeina per mantenere un buon livello di concentrazione.

"Sembra che bere caffè sul posto di lavoro sia una vera e propria necessità per molti professionisti", fanno notare i ricercatori dell'agenzia inglese. "Quelli che ne consumano di più, arrivando anche fino a 4 tazze al giorno, sono le persone che fanno lavori stressanti. Infatti, dopo i giornalisti, nella classifica dei caffeinomani, vengono gli agenti di polizia e gli insegnanti". A seguire, gli altri posti di questa singolare graduatoria sono occupati da idraulici, operatori di commercio, personale medico e infermieri, dirigenti d'azienda, conduttori di televendite, personale addetto all'assistenza e autisti.

Dando notizia del sondaggio, il quotidiano britannico "The Guardian" ha fatto notare che i giornalisti, se fanno bene il loro mestiere, dovrebbero avere una certa dimestichezza con quanto viene pubblicato circa le ricerche scientifiche; quindi i colleghi dovrebbero conoscere i risultati degli studi sugli effetti del caffè, specialmente per quando riguarda il sistema cardiocircolatorio. E, per fare coscienziosamente il proprio lavoro, il giornale inglese cita in proposito uno studio pubblicato nel dicembre dello scorso anno dall'università americana del South Carolina, secondo il quale la dose giornaliera di caffeina non dovrebbe superare i 200 mg, equivalenti a due tazzine, anche se sarebbe molto meglio rimanere ampiamente al di sotto di tale limite.

Ma la ricerca, che ha indagato anche sulla reale consapevolezza dei rischi da parte degli intervistati, ha appurato che il 62% del campione, pur essendo a conoscenza dei pericoli comportati dall'eccessivo uso di caffè, continua a berne troppo. Dunque non è vero che i giornalisti non fanno bene il loro lavoro. Si informano, eccome: ma poi non ne tengono conto.

Alessandro Gnocchi
22 settembre 2014

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