Extravergine in crisi: cala la produzione, sale il prezzo

Extravergine in crisi: cala la produzione, sale il prezzo

Il clima, l’attacco delle mosche, l’epidemia batterica si sono accaniti sull’olio extravergine, riducendo la produzione del 50 per cento

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Olive tree cultivation in Spain
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Extravergine in crisi. Secondo il primo assioma della legge di Murphy "se qualcosa può andar male, andrà male". Ma se tutto va male contemporaneamente, c'è veramente poco da scherzare. A farne le spese, grazie a una sciagurata sequenza di eventi, è il nostro olio di oliva. Secondi produttori al mondo, dopo la Spagna, ma primi per qualità del prodotto, nel 2014 vedremo le nostre 300 mila tonnellate di oro verde calare drasticamente. Secondo le previsioni la produzione nazionale si abbasserà del 30%, con picchi del 50% in certe zone del centro.

Ma cosa è accaduto? Laresponsabilità maggiore è del clima. Questa estate l'anticiclone delle Azzorre non è arrivato sul nostro paese, tutti ce ne siamo accorti. Ma se ne è accorta, purtroppo anche la Bactrocera olea, una mosca che da sempre infesta i nostri uliveti, in particolare nella zona umbro-toscana. In una condizione climatica ottimale, con temperature caldo secche, 1 mosca mediamente attacca 1 oliva. Quest'anno ben 20-25 mosche per volta si sono accanite contro 1 solo frutto.

Le contromisure chimico-biologiche messe in atto dagli agricoltori, di solito efficaci, sono  state vanificate dalla pioggia che è aumentata nel periodo del 300% rispetto alla media. I temporali "lavano" le piante trattate e l'umidità conseguente fortifica la mosca. Il risultato è che, in prossimità del momento della raccolta, le olive sono sparite dagli alberi, perché cadute a terra piccole, secche e nere. In alcuni oliveti si stima che le perdite possano aggirarsi intorno al 90%.

65036Se il Centro piange, il Sud non ride. La Puglia, regione leader della produzione di olio, ha visto i suoi alberi attaccati non solo dalla mosca, ma anche del batterio killer Xylella fastidiosa. Si stima che nel Salento un quarto delle piante sia stato colpito dal batterio. In questo caso servono a poco gli interventi curativi. Per bloccare l'epidemia, che porta alla morte delle piante, potrebbe rendersi necessaria l'estirpazione di 1/4 degli ulivi secolari: un'autentico disastro storico-alimentare.   

La Liguria, con il suo profumato olio taggiasco, sembrava averla scampata. Ma a poche settimane dalla raccolta ecco scatenarsi l'alluvione che tanti danni e polemiche ha causato a Genova ed entroterra. Non solo fango e distruzione nella città, le bombe d'acqua si sono abbattute sugli oliveti causando perdite ingenti, anche se ancora non precisamente stimabili.

Le conseguenze di tutto questo? Meno olio di qualità in commercio e prezzi decisamente più alti.

E il consumatore? Deve resistere. Meglio poco, caro, ma buono, senza cedere alla tentazione di condire con prodotti di origine incerta e di scarsa qualità.

Mauro Cominelli
14 ottobre 2014

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