La creatività aiuta l’ambiente

La creatività aiuta l’ambiente

Molte imprese italiane realizzano nuovi prodotti eco compatibili, il Giappone punta sullo studio del meteo

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Non inquinare. Evitare gli sprechi. Riutilizzare gli avanzi. Alimentare il verde urbano. Diminuire le emissioni nocive. Riciclare… La tutela dell’ambiente è frutto di un’attenzione quotidiana, basata su azioni individuali consapevoli, ma si sostenta anche con la diffusione di nuovi prodotti "buoni", realizzati da imprese industriali sensibili. L’innovazione e la creatività Made in Italy è in mostra nel Padiglione Coldiretti di Expo2015.

Ci sono gli agridetersivi, prodotti solo con ortaggi (come alloro, ortica, limone, rosmarino, aceto, sambuco o carota), vestiti interamente naturali, cosmetici a base di olio di oliva, latte d’asina e –addirittura! – spumante. C’è un prato grande come un tappeto, già pronto solo da innaffiare dopo averlo sistemato su una terrazza o in un giardinetto. C’è poi una curiosa start up lucana che è riuscita a riutilizzare il più comune dei rifiuti domestici, i fondi del caffè, per coltivare funghi commestibili.

Dalla particolarità mediterranea al pensiero strutturato nipponico. Un nuovo modo di affrontare il problema viene dal Giappone: osservando il meteo si possono ridurre gli sprechi alimentari. Si stima che nell’Isola del Sol Levante ogni anno vadano buttate almeno 17 tonnellate di cibo (i Giapponesi hanno parametri molto rigorosi in fatto di scadenza degli alimenti). L’idea nella sua originalità è estremamente banale: temperatura, umidità e condizioni atmosferiche influenzano i consumi.

Con buone proiezioni sull’andamento del meteo si possono regolare le produzioni in modo che le merci non vadano buttate. Il progetto pilota include prodotti come tofu, pane, latte, “mentsuyu” (base per zuppe). Se secondo le previsioni per il giorno successivo le tempereture saranno alte e il clima afoso, le aziende attive produrranno più bevanda e prodotti che di norma si preferiscono nei giorni caldi, come l’hiyayakko, il tofu freddo. In caso contrario la produzione andrà ridotta. L’idea è interessante, i risultati dell’esperimento ancora da verificare.

Una cosa è certa: la tutela dell’ambiente e la riduzione degli sprechi, se ci sarà, sarà frutto di una nuova creatività intelligente. Individuale e collettiva.

Livia Fagetti
21 maggio 2015





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