Combattere la ‘ndrangheta a colpi di arance

Combattere la 'ndrangheta a colpi di arance

L’iniziativa di una cooperativa sociale per sottrarre gli agricoltori calabresi alla schiavitù della mafia

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Provate per un attimo a cambiare vita e a immedesimarvi in quella di un coltivatore della Locride. Una vita che in Calabria riguarda tante persone trattandosi di una regione a forte impronta agricola. Provate adesso a pensare di prendere 5 centesimi di euro per ogni chilo di arance prodotte (tanto sono pagati i produttori dai grossisti) e con questa lauta somma dover pagare la manodopera, le macchine, i concimi. E sempre con questa somma riuscire a mettere in tasca qualcosa per vivere. E’ possibile? La risposta è no, non ci si riesce. L’unico modo per farcela è sottopagare manodopera immigrata, associarsi alle cosche mafiose e appellarsi a vari altri espedienti uno più illegale dell’altro.

Dalla volontà di cambiare questa situazione e di dare una via d’uscita ai coltivatori calabresi nasce Goel Bio (www.goel.coop/bio), emanazione della Goel (fondata nel 2008), una cooperativa sociale agricola che riunisce i produttori che si oppongono alla ’ndrangheta e che fino a oggi lo hanno fatto anche a costo di gravi danneggiamenti, ricatti e intimidazioni. Qual è la formula magica di Goel Bio? Un prezzo equo: 40 centesimi al chilo. E una filiera trasparente, a forte connotazione etica, che salta i passaggi inutili.

Come spiega Vincenzo Linarello, presidente del consorzio di coopertive Goel, sulle pagine di Avvenire: “abbiamo garantito ai nostri soci un prezzo giusto, che permette a tutti di sostenersi. Perché l’etica non può accontentarsi di essere giusta. Deve anche essere conveniente da un punto di vista economico. Solo così, infatti, è possibile sottrarre consenso alla ’ndrangheta”.

Per avvicinare i consumatori all’iniziativa, Goel e la catena di distribuzione EcorNaturaSì hanno firmato un accordo che prevede la distribuzione dei prodotti freschi (arance, clementine, bergamotto, cipolla rossa e peperoncino) e confezionati (olio extravergine di oliva, marmellate e vellutata di cipolla rossa) nei supermercati Naturasì e CuoreBio (oltre 400 punti vendita in tutta Italia). Non solo. Anche Enel Cuore sta entrando nel progetto, cofinanziando un nuovo centro di confezionamento di agrumi.

Ma il risultato più importante è l’atteggiamento degli agricoltori stessi: “ è entusiasmante”, spiega il presidente di Goel, “incontrare numerosi titolari di aziende agricole che si interrogano sulla scelta da fare; uomini che finora hanno accettato di convivere con la 'ndrangheta per paura, oggi sono combattuti”.

Cristiana Cassé
18 febbraio 2015

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