Basta con il polistirolo al mercato del pesce

Basta con il polistirolo al mercato del pesce

I 10 milioni di cassette di polistirolo utilizzati per il mercato ittico sono dannosi e inquinanti. Il modo per cambiare esiste, ma dobbiamo volerlo tutti

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Cassette di polistirolo al mercato del pesce
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Con la sua abbondanza di pinne lucenti, tranci succosi, molluschi e tentacoli il mercato del pesce rimanda un'immagine di freschezza, bontà e salute amata da ogni buongustaio.

Purtroppo pochi sanno quanto sia anche nemico dell'ambiente. La colpa è di quei 10 milioni di contenitori di polistirolo utilizzati per trasportare ed esporre la merce sui banchi. Un volume di materiale enorme, che una volta impregnato dei liquidi del pesce, non ha nessuna possibilità di riciclo.

La questione è grave e ben nota al Fondo europeo per la pesca che nel 2007 ha lanciato un bando per la non facile individuazione di un materiale alternativo. Ebbene, a oltre 7 anni di distanza, quel materiale finalmente è stato trovato.

Il merito è di un gruppo di progettazione che, a dispetto del nome - Green Evolution - è tutto italiano. Il polimero vincente, che ha sbaragliato la concorrenza di 180 diverse proposte provenienti da svariate nazioni, si chiama Polypla, è di origine vegetale e perfettamente biodegradabile. Brevettato dall'olandese Synbra nessuno, prima di Green Evolution, ne aveva individuato un'applicazione industriale.

Eppure il virtuoso Polypla, un biopolimero di acido polilattico, non solo abbatterebbe i costi dello smaltimento del polistirolo (da 130 a 200 euro a tonnellata), ma potrebbe essere riciclato più volte e, alla fine del suo ciclo vitale, persino utilizzato per alimentare gli impianti a biogas.

Non solo: a queste qualità ecologiche si aggiungerebbero migliori performance del nuovo polimero a contatto con gli alimenti, una più elevata capacità di mantenere il freddo e di trattenere i liquidi durante il trasporto.

Tant'è che ora dalla ricerca si passerà rapidamente alla pratica: tra pochi giorni l'azienda Blu Marine Service consegnerà ai pescatori di San Benedetto del Tronto le prime 200 cassette di Polypla. È certo una piccola cosa rispetto ai 4 container di polistirolo che ogni giorno il porto marchigiano manda allo smaltimento, ma pur sempre un inizio.

Altri accordi intanto sono in via di sviluppo anche grazie al coinvolgimento di Legambiente. Ma molto si dovrà fare a livello di coscienza collettiva. Più saranno i consumatori disposti a scegliere i prodotti anche in base al contenitore utilizzato dai venditori, tanto più l'uso del Polypla si estenderà rapidamente, il volume del polistirolo prodotto potrà sensibilmente diminuire e con esso l'inquinamento da smaltimento. Con tutti gli ottimi riflessi che le nuove abitudini avranno sulla salute dei mari, su quella dei pesci e, a cascata, sulla nostra felicità di consumatori.

Daniela Falsitta,
14 gennaio 2015

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