In Val d’Itria, tra pane, trulli e ulivi

In Val d'Itria, tra pane, trulli e ulivi

Il bianco candido dei trulli e delle burrate accompagnano nel viaggio immersi nella Val d’Itria.

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Ai margini dell’Altopiano delle Murge, che corre parallelo alla costa adriatica pugliese, i borghi candidi costruiti sulle colline di roccia calcarea sono circondati da spettacolari distese di ulivi. Con le enormi chiome e i tronchi scultorei dalle fogge fantastiche ombreggiano la terra rossa della Val d’Itria.

6401La terra dei trulli. Il nome, Itria, pare provenire dal culto bizantino della Madonna Odegitria, “colei che indica la via”. Ma non è una strada e nemmeno una valle: da Noci a Ceglie Messapica, toccando le province di Bari, Brindisi e Taranto, ciò che collega le splendide Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ostuni è un continuo e panoramico saliscendi tra altopiani ricoperti di macchia mediterranea che diffondono i loro intensi profumi.

All’ombra dei vicoli
Il rincorrersi dei muretti di pietra disegna campi ordinati, al centro dei quali si erge immancabile un grande fico ombroso dai succosi frutti: freschi o essiccati un tempo assicuravano energia alle famiglie dei coltivatori. Lì accanto, ecco il cono di un piccolo trullo o il susseguirsi di più coni addossati l’uno agli altri, sotto i quali dimorava la famiglia. 

Tra le stesse colline, di tanto in tanto, troneggia una masseria, massiccia residenza fortificata di grandi proprietari terrieri. E talvolta l’abitato si intensifica fino a raggiungere il centro di qualche cittadina.

Il selciato allora si copre di liscissime e lucide chianche, le lastre di pietra calcarea pugliese che, con spessore ridotto, pavimentano anche gli interni dei trulli, mentre il candore della calce sui muri si fa abbacinante. Unico conforto per gli occhi, il reticolo di strette viuzze riparate dal sole che termina solo a ridosso della valle, dando spazio a vedute sconfinate sui campi.

6409Così accade a Ostuni, la “bianca tra le bianche”. Edificata su tre colli a partire dal VII secolo, ogni sua finestra si apre a una diversa altezza offrendo uno scorcio originale, finché, raggiunta la Concattedrale, gotica e dal magnifico rosone, un arco inquadra l’azzurro del mare.

Tre soste di fascino e gusto

Proseguendo lungo la Val d’Itria, si giunge a Locorotondo, che “svetta” a 410 metri sul livello del mare. Con la forma circolare del nucleo più antico, fondato intorno all’anno mille partendo da un agglomerato di semplici casupole di contadini, è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.

Di nobili natali è Martina Franca, la più barocca di tutte, con i suoi fregi quasi rococò, le ricche facciate, prima fra tutte quella della maestosa basilica di San Martino. Ad Alberobello i trulli “invadono” il centro storico, trasformandolo in uno spettacolo unico al mondo.

Poco più a nord, ecco Noci. Un tempo i suoi boschi ricoprivano gran parte del territorio.Oggi è una rinomata meta gastronomica. Dove comprare pane, taralli, focacce e friselle cotti a legna e fare spesa nei caseifici specializzati in burrate e mozzarelle. Da accompagnare con un buon bicchiere di robusto Primitivo.

a cura di Daniela Falsitta, foto e testi Studio Spagoni+Mulas, ricette Piero Saponari del ristorante “Il Briale” dell’Abate Masseria Resort di Noci (Ba)

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