Tramezzino. Adesso è in voga quello etnico

Tramezzino. Adesso è in voga quello etnico

E’ un classicone italiano, il cui nome fu inventato da Gabriele D’Annunzio ed è il cibo preferito per i pranzi veloci. Ma in realtà lo si può declinare in molti modi, prendendo spunto da alcune ricette di tramezzini o panini etnici con un’infinità di varianti.

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Il primo fu servito 90 anni fa al caffè Mulassano di Torino. Da lì in poi il nostro tramezzino ne ha fatta di strada ed è diventato internazionale, gourmet, eclettico. Nella versione più semplice il tramezzino viene preparato con prosciutto, formaggio, pomodoro e insalata. Senza dimenticare ovviamente di spalmare la fetta di pane con un velo di maionese. Ma nei bar e locali più creativi e raffinati lo si può trovare al tartufo, all'aragosta, addirittura con la bagna cauda, al lardo caldo o alla lingua in salsa verde. 

Il tramezzino è in divenire per definizione e la sua qualità è la possibilità di diventare internazionale, nel senso che, volendo, dentro a quelle due fette di pan carrè metti veramente ciò che vuoi. Prendendo spunto dal mondo intero. In questo caso i tramezzini, da pasto veloce e semplice, possono diventare di volta in volta ricercati, multietnici, sfiziosi, gourmet e possono ambire a divenire protagonisti di rinfreschi ambiziosi. Magari in piena estate e magari in uno spazio esterno o anche solo in un ambiente adatto.

Un primo spunto potrebbe essere il cosiddetto smushi, un mix tra smørrebrød e sushi, rigorosamente nippodanese. Il primo, specialità danese, letteralmente "pane e burro", è una sorta di panino o tramezzino "scomposto", in auge dalle parti di Copenaghen ed è una fetta di pane sulla quale giacciono le guarnizioni, mentre il secondo, il sushi, non ha più bisogno di presentazioni. L'unione tra i due dà origine chiaramente allo smooshi. Da assaggiare.

Altra idea è quella del tramezzino vietnamita, prendendo spunto dal banh mi. Il nome di questo sandwich proviene proprio dal pane, un impasto leggero a crosta sottile simile a una baguette, diretta conseguenza della dominazione francese. In questo caso può essere sostituito dal pane da tramezzino, lasciando invariato il ripieno che prevede, tra le molte varianti, quasi sempre il coriandolo, le carotine sott’aceto e il pâté vietnamita di fegato di maiale.

In Inghilterra invece c’è il chip butty, sandwich di pane a fette con le patatine fritte, che volendo potrebbe essere declinato come tramezzino, così come potrebbe essere trasformato in tramezzino il barros luco cileno, sandwich con manzo e formaggio fuso. E perché non tramezzizzare anche il bauru brasiliano, tramezzino carioca composto da mozzarella, roast beef, pomodori e cetrioli sott’aceto.

Carne, avocado, formaggio fuso e salsa piccante per il cemita messicano, che deve il suo nome proprio al pane ricoperto di sesamo che può essere però sostituito. Altro panino declinabile a tramezzino può essere il chivito, con manzo churrasco, maionese, olive, formaggio e pomodori oppure il cuban cubano, riempiendo il tradizionale tramezzino con prosciutto, arrosto di maiale, emmental, cetriolini e mostarda. Inoltre lo si può fare alla greca: basta chiudere tra due fette di pane carré la freschezza della salsa tzatziki (yogurt greco, cetriolo, menta, limone e aglio), aggiungere dei pomodori saporiti e arricchire il tutto con degli straccetti di fesa di tacchino. E infine, anche se in questo caso si può dire lo famo strano più che etnico, c’è il tramezzino mimosa: erba cipollina, pane nero, gorgonzola, mascarpone e uova. E ancora alla frutta: pesche e lamponi per un dessert sempre a tema. Very cool!

Emanuela Di Pasqua,
agosto 2017

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