Come organizzare il pranzo di Thanksgiving

Come organizzare il pranzo di Thanksgiving

Dalla scelta del tacchino, alla gestione della cottura, alla scelta dei contorni e dei dolci: ecco tutti i dettagli per un perfetto Thanksgiving!

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tavola thanksgiving
Sale&Pepe

Le pentole iniziano a sfregolare, i più organizzati hanno da tempo stilato lista della spesa e redatto un planning dettagliato, i perfezionisti hanno già pensato a come decorare la tavola e naturalmente tutti hanno già prenotato il tacchino! Si avvicina il Thanksgiving, la festa americana che ricorre l’ultimo giovedì di novembre e tradizionalmente è il momento in cui le famiglie si ritrovano attorno alla tavola per – appunto – dire “grazie”. Se l’origine di questa festa è religiosa e risale all’epoca dei Padri Pellegrini, in cui si ringraziava per il raccolto dell’anno appena trascorso, oggi il giorno del ringraziamento è divenuto più laico, ma rimane intatto lo spirito aggregante e la voglia di fare festa con parenti e amici.

Anche in Italia, complici l’apertura di molte bakery e ristoranti d’impronta statunitense nonché la notorietà mediatica del Thanksgiving (immortalato in numerosi film e serie tv), la tradizione del pranzo del ringraziamento inizia a diffondersi e per capire come organizzarlo ci siamo rivolti a un’esperta di cibo dal passaporto americano! Abbiamo parlato infatti con Laurel Evans, conosciuta in rete come “Un’americana in cucina” dal nome del suo blog. Laurel vive in Italia dal 2004 e attraverso il suo blog e i suoi libri di cucina cerca di far conoscere la vera cultura gastronomica statunitense.

Partiamo dall’organizzazione: per arrivare in tempo e non trafelati quanti giorni prima è consigliabile iniziare le preparazioni? Io consiglio sempre di cominciare il giorno prima del pranzo, così non si arriva stressati il giorno della festa.

110717Definito il timing, non possiamo che concentrarci sul vero protagonista del Thanksgiving: il tacchino! Ricordiamo di ordinarlo per tempo perché difficilmente si trovano dal pollivendolo tacchini di grandi dimensioni e calcoliamo circa 500gr di peso per commensale. Attenzione però a non eccedere senza aver prima controllato le dimensioni del proprio forno! I forni delle cucine americane, infatti, sono solitamente più grandi dei nostri e riescono ad alloggiare senza intoppi tacchini da più di 8kg. Laurel ci ha suggerito, anche per controllare meglio la cottura, di “scegliere un tacchino di 5-6 kg, che dovrebbe stare tranquillamente in un forno di dimensioni standard”. 

È necessario trattare la carne del tacchino prima di cuocerla? Consiglio di fare una marinatura “a secco”, ossia massaggiare il tacchino con una miscela di sale e spezie il giorno prima, coprirlo con la pellicola e farlo riposare in frigo per 24 ore prima di infornarlo. In questo modo la carne s’insaporirà bene e avrà anche una consistenza più piacevole.

Ripieno sì, ripieno no, ripieno cotto e servito a parte. Tu cosa preferisci? La tradizione vorrebbe il ripieno dentro il tacchino, ma i tempi di cottura aumentano molto con questo metodo. Per questo, quando preparo io il tacchino, cucino da parte il ripieno che servo come un contorno. [Ndr. Esistono infinite varianti del ripieno per il tacchino, molte hanno una base di pane e carne di maiale, ma potete davvero sbizzarrirvi con la fantasia scegliendo di profumarlo con gli aromi che preferite e aggiungendo prugne, castagne, agrumi, tutti ingredienti che ben si abbinano alla carne del tacchino.]

La cottura del tacchino è sicuramente è la fase più delicata e difficile da gestire. Possiamo “dimenticarci” del tacchino una volta infornato o va seguito passo dopo passo? Esiste un trucco per verificarne la cottura e come essere certi che sia la carne del tacchino che il ripieno siano cotti? Il tacchino va seguito, non lo puoi assolutamente “dimenticare” in forno. Andrebbe bagnato ogni mezz’ora con una miscela di brodo e burro per renderlo morbido e succulento. Per verificare la cottura andrebbe inserito un termometro per la carne nel punto più spesso della coscia (vicino all’osso ma senza toccarlo). Il tacchino è pronto quando il termometro segna 72°C, mediamente ci vogliono circa 3 ore di cottura per un tacchino di 5kg.

Quali sono gli altri piatti che non possono mancare sulla tavola di Thanksgiving? Ad accompagnare il tacchino è necessario che ci siano tanti contorni! I miei preferiti sono i cavoletti di Bruxelles che preparo al forno con nocciole tostate e sciroppo d’acero e il cornbread, un pane di mais facile da preparare che è un tipico piatto americano degli stati del Sud.

Sulla tavola del Thanksgiving inoltre non possono mancare i dolci e di solito è una parata delle tradizionali torte statunitensi: apple pie o la torta di zucca che dopo i fasti di Halloween resta tra gli ingrediente più importanti nella cucina delle feste americane. La mia preferita però è la torta di noci pecan e sciroppo d’acero, il suo gusto è proprio l’essenza dell’autunno.

Qualunque sia la dimensione del tacchino, è quasi impossibile finirlo tutto! Tu come utilizzi gli avanzi? A parte il famoso panino con tacchino, un grande classico per riutilizzare il tacchino, io preparo dei fagottini mescolando la carne cotta e tritata con verdure e latte. Faccio cuocere questo composto e lo uso per farcire dei fagottini di pasta sfoglia che metto in forno. Semplici e d’effetto, praticamente perfetti!

Claudia Minnella
Novembre 2017

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