Consigli per l’acquisto, suggerimenti di cottura e cinque preparazioni golose per scoprire la sua potenzialità in cucina
Sicuramente conoscete il cocco. Probabilmente avete assaggiato l’acqua e il latte di cocco. Quindi ora, per completare la “coconut experience”, vi manca solo l’olio di cocco. Vale la pena di provarlo se cercate un’alternativa vegana (e “golosa”) al burro, in particolare in pasticceria, e se volete dare un tocco esotico a tante ricette salate. Ecco perché.
L’olio di cocco si ricava dalla polpa della noce di cocco (Cocos nucifera), che viene essiccata, pressata (meglio se a freddo, a temperatura controllata non superiore ai 49°) e, a seconda del processo, raffinata o meno. Sulle confezioni trovate:
Un aspetto interessante è che l’olio di cocco ha un’alta resa: in molte preparazioni da pasticceria potete usarne anche il 20–30% in meno rispetto al burro, sfruttando anche il suo sapore leggermente dolce e nocciolato e la lunga conservabilità (irrancidisce con difficoltà).
L’olio di cocco è apprezzato come sostituto di grassi animali e vegetali tipici della dieta mediterranea. Si presta a molte ricette, sia dolci sia salate.
Se vi state avvicinando all’olio di cocco per la prima volta scegliete un olio spremuto a freddo, senza profumazioni né additivi: deve essere 100% olio di cocco, meglio se certificato bio.
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Quando lo comprate al supermercato, l’olio di cocco è solido; sopra i 24–26° diventa liquido. Questa consistenza si deve all’alta quantità di acidi grassi saturi, che lo rendono poco indicato come “olio miracoloso” per la salute, ma molto utile in cosmesi per le sue proprietà lenitive ed emollienti.
Nell’industria cosmetica è usato soprattutto nei prodotti per pelle e capelli, e si presta anche a trattamenti homemade: maschere nutrienti, struccante, crema per mani e corpo, scrub. I suoi utilizzi, però, sono molteplici: alcuni lo impiegano anche per lucidare mobili in legno o scarpe in pelle (con parsimonia, per non ungere).
Se volete approfondire il rapporto tra cocco, benessere e utilizzi trovate altri spunti nel nostro articolo cocco: ecco come usarlo e perché fa bene.
A cura della Redazione
Foto apertura Canva