Sale&Pepe: scopri il numero di gennaio 2017

Sale&Pepe: scopri il numero di gennaio 2017

Trovi in edicola la nuova edizione di Sale&Pepe con tante idee per il buffet di Capodanno, carpacci scenografici non solo di carne, piatti al tartufo per cominciare con stile

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Sale&Pepe

57647Quando la temperatura scende e il cielo si fa grigio viene voglia di rifocillarsi in un caffè accogliente e bere una bevanda calda, magari una golosa cioccolata. Migliaia di persone l’hanno fatto prima di voi.
Torino 1763. Apre, davanti al santuario della Consolata, un piccolo locale dall’arredo spartano, dove vengono serviti cedrata, limonata ma anche tè, caffè e cioccolata. Sono proprio questi due ingredienti che, mescolati a latte e sciroppo, danno vita a una bevanda di gran moda: la bavareisa.

Nell’Ottocento il locale si trasforma, prendendo l’aspetto che conserva tuttora. A decretarne il successo non è solo la posizione strategica o l’abbellimento, ma soprattutto una bevanda, evoluzione di quella settecentesca, servita in un bicchiere dal quale eredita il nome (che sarà lo stesso del locale): il bicerin. Il servizio prevedeva tre varianti: “pur e fiur”, caffè e latte (il nostro cappuccino), “pur e barba”, con caffè e cioccolata e “un pù d’tut”, con tutti e tre gli ingredienti, la versione più apprezzata.

Ancora oggi un giro a Torino merita l’assaggio di un bicerin (ricetta segretissima) proprio nel locale che l’ha visto nascere, dove Cavour con uno sguardo al giornale e uno al portone del Santuario, attendeva l’uscita della famiglia reale dalla messa. Al bicerin oltre alla bontà va anche riconosciuto il suo essere democratico: il prezzo, molto economico, consentiva a tutti di consumarlo, così nel piccolo locale si ritrovavano gomito a gomito dame e popolani.

Milano 1800. Di fronte al teatro alla Scala erano stati aperti i primi caffè: in uno di questi, il Caffè dei Virtuosi, lavorava come cameriere Domenico Barbaglia, poco più che ventenne. Un giorno ebbe un’idea, mescolare caffè, panna e cioccolata per creare una nuova bevanda che ebbe subito successo. Ai clienti che domandavano come si chiamava quella bontà il giovane rispondeva: “è una barbagliata, l’ho inventata io”. Iniziò così la storia di Domenico Barbaja (si fece correggere il cognome per renderlo più accattivante), che da cameriere divenne uno degli uomini più influenti del mondo dello spettacolo. Intelligente e spregiudicato, grande fiuto per il talento musicale, tirannico e generoso, a lui si deve la celebrità di musicisti come Rossini, Bellini e Donizetti. Ma in principio fu una barbagliata: ancora oggi la cioccolata dei milanesi.

di Laura Maragliano

135083Oltre a Bicerin torinese e Barbajada milanese, su Sale&Pepe in edicola dal 20 dicembre 2016 potrai trovare:

PASTA FINGER FOOD per il buffet di Capodanno
CARPACCI scenografici, non solo di carne
LAMBRUSCO E ZAMPONE, la tradizione che si fa chic
TARTUFO, per cominciare con stile


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