Kawaii cooking, piccoli video per pasti minuscoli

Kawaii cooking, piccoli video per pasti minuscoli

È un nuovo trend virale in rete: confezionare e poi filmare piccoli pasti dove le porzioni, gli elettrodomestici, le stoviglie sono versione mini, come pasti da bambola

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Giggling at a tea party
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Un piattino di spaghetti al ragù, peso della pasta circa 5 grammi. Oppure delle mini porzioni di sushi, grandi quanto un'unghia, o ancora crepes in miniatura con una lacrima di cioccolata, uova strapazzate dove con un rosso si servono circa 20 persone, e avanti così per mille ricette diverse di tutte le cucine del mondo, incluso un pranzo completo del Ringraziamento. L'arte giapponese del kawaii cooking spopola e trova adepti e fan in tutto il globo.

Ma di cosa si tratta? Kawaii in giapponese significa carino e piccolo, e la cucina kawaii è letteralmente l'arte di cucinare portate in miniatura, come se il commensale da servire fosse una bambolina. Non a caso gli chef esperti in cucina kawaii usano spesso stoviglie rubate alle bambole, scelte tra quelle di una volta, fabbricate in ferro, acciaio, rame, o comunque in materiali diversi dalla plastica, che possano reggere il calore della cottura. Per la cottura, si utilizzano fornetti giocattolo riadattati e riscaldati da mini piastre elettriche, o ancora il calore di una candela da compleanno, sapientemente inserita nei finti piani cottura da bambole. Il risultato? Tutto da gustare: le ricette infatti sono vere, gli ingredienti e i loro quiantitativi sono studiati e provati più volte alla ricerca del perfetto equilibrio e sapore, e anche la presentazione dei piatti gioca un ruolo fondamentale.

Il successo di questa cucina in miniatura è globale: l'arte del kawaii cooking è partita in Giappone ma si sta ormai diffondendo in tutto il mondo e sono nati canali YouTube interamente dedicati, come quello di AkameruKawaii (clicca qui), dove vengono spiegate passo passo diverse ricette, dai pancake ai muffin al cioccolato, dai sandwich al tacchino alle lasagne al sugo. Non resta che... guardare i video, procurarsi l'occorrente e mettersi alla prova. Meglio però non arrivare alla degustazione con un grande appetito.

Eva Perasso
3 marzo 2015

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