Api in pericolo: adottale!

Api in pericolo: adottale!

Le api sono in grave pericolo. La Giornata Mondiale delle Api è l’occasione per parlarne e per scoprire tante iniziative che possono aiutare a preservare questi preziosi insetti

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vasetti di miele
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L'allarme è stato lanciato un decennio fa quando si è cominciato a notare in molti Paesi l'improvviso e inspiegabile spopolamento di intere colonie di api. E con la giornata mondiale delle api dell'Onu si torna giustamente parlarne.

Tra il 2007 e il 2014, nel mondo si è registrato un calo del 30% di insetti negli alveari ed è una tendenza che non è diminuita in questi ultimi anni.

Adesso secondo i dati delle Nazioni Unite si stima che nell'arco di 30 anni la loro popolazione mondiale si è ridotta del 70%. Mentre in Italia si sono persi 200 mila alveari in 5 anni. E in Europa 1 specie di api su 3 è in via di estinzione 1.

Questo fenomeno preoccupa direttamente gli apicoltori che producono il miele e, con loro, tutta la catena della produzione alimentare, poiché il 70% delle piante esistenti sulla terra dipende dalla impollinazione delle api. Per fare un esempio di quanto può incidere economicamente, basti pensare che, in certe zone, la produzione di caffè è diminuita del 50%. 

Le proiezioni sul prossimo decennio parlano di ipotesi allarmanti. 

I pericoli per le api

Secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN)  quasi il 10% degli impollinatori selvatici europei sono a rischio estinzione.

A mettere in pericolo le api a livello mondiale concorrono tanti fattori: la rarefazione della biodiversità e le monocolture intensive, le malattie infettive e batteriche, le malattie da fungo, i parassiti, come il temibile varroa destructor, che agisce direttamente sull'alveare, i predatori e, non ultimo, l'avvelenamento da pesticidi e da trattamenti agricoli.

All'interno di questo scenario molte sono le attività per preservare questi preziosi insetti. Dalle scelte nelle politiche ambientali: dal 2018 l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo di pesticidi neonicotinoidi, che stavano decimando gli alveari europei. Alle iniziative private per sensibilizzare e custodire il patrimonio apicolo.

Mille api adottate per ogni anno di vita dell'azienda è l'idea di Monini, produttrice di olio extravergine d'oliva di Spoleto. Il progetto fa parte del “Piano di Sostenibilità 2020 – 2030”: per il proprio centenario Monini dà “famiglia” a 100 mila api dell’hinterland milanese, grazie alla collaborazione con l’azienda agricola biologica Terrafiena di Carugate. 

Per esempio Castello di Meleto, nel cuore del Chianti, lancia il progetto Nel nome
dell’Ape. L'obiettivo è triplicare la presenza delle api attraverso il sistema dell'affido a tempo dei suoi alveari biologici. Chi diventa custode di un’arnia, ne avrà cura a distanza e sarà coinvolto nella crescita passo dopo passo. Su ogni arnia presa in custodia con una donazione di 350 euro, chi ha adottato avrà il suo nome apposto sulla casetta e riceverà 1 kg di miele all'anno, per 5 anni di affido.

Actimel, in contemporanea con l'uscita del suo nuovo probiotico al miele 100% italiano, ha adottato un apiario supportando più di 180.000 api italiane insieme a 3Bee, una startup agri-tech che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per il
benessere delle api. E lancia l’iniziativa di sensibilizzazione dei consumatori, invitandoli a supportare e ampliare l’apiario Actimel 100% italiano, adottando delle arnie o piantando dei fiori in casa. 

Barbara Roncarolo
maggio 2020
credits photo: PollyDot 

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