Aceto balsamico, la difesa del nome

Aceto balsamico, la difesa del nome

E’ iniziata la battaglia legale del Consorzio dell’aceto balsamico di Modena Igp per tutelare il prodotto dalle imitazioni

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aceto balsamico Sale&Pepe
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L' aceto balsamico di Modena Igp è uno dei principali prodotti agroalimentari del mondo, con oltre il 90 % di export, commercializzato in 120 Paesi. La produzione ufficiale di aceto balsamico di Modena Igp è di 90 milioni di litri all’anno con un fatturato che supera in partenza i 400 milioni: numeri  paragonabili a quelli dell’aceto contraffatto.

Dopo la costituzione, nei mesi scorsi, del Consorzio di Tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp, già operativo da molti anni per la regolamentazione della produzione del prodotto, ma diventato ora finalmente un ente ufficiale riconosciuto dal Ministero e dalla Ue, la sfida ora è difendere il vero “balsamico” dalle imitazioni.

Secondo il Consorzio, è proprio il termine “balsamico” a venire abusato: è un termine comune ma non generico e andrebbe quindi utilizzato solo per l’Igp di Modena e per il Tradizionale; non per altri aceti che non ne hanno le specifiche caratteristiche. È quindi necessaria una rilettura della normativa in vigore, volta non solo a tutelare il prodotto ma anche a non confondere il consumatore. In questa sfida il Consorzio ha dalla sua parte un illustre precedente: nel 2007 fu deciso che nella categoria dei formaggi il termine “grana” può essere associato solo a “padano”. Una questione molto simile a questa dell’aceto balsamico. (Fonte: food24.ilsole24ore.com)

di Barbara Galli

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