Acidità e delicatezza di questi magnifici frutti sanno valorizzare ogni preparazione di pasticceria: creme, canditi, gelatine, sorbetti e infinite altre specialità
Hanno il profumo della primavera e il colore dell'estate. Ma regalano vibrante piacere anche in autunno e in inverno, perché in Italia la stagione dei limoni dura tutto l'anno. Dalla Lombardia e dalla Liguria fino alla Campania, alla Calabria, alla Sicilia e alla Puglia, i raccolti si susseguono per 12 mesi, assicurando sempre limoni freschi, succosi e polposi, dal vitaminico richiamo. Impossibile farne a meno in cucina, ma è in pasticceria che diventano eccelsi, laddove la persistenza del loro profumo e la dolcezza sfumata della polpa giocano con l'acidità del succo, evitando che marmellate e gelatine, creme e semifreddi, torte e biscotti, caramelle e canditi diventino banalmente zuccherini o, peggio ancora, stucchevoli.
Coltivati in modo intensivo già dal 17esimo secolo, i limoni rispecchiano la biodiversità del nostro Paese. Questa loro estrema varietà è una manna per chi ama la pasticceria, un "gioco" creativo stimolante e non troppo prevedibile: persino nei suoi tre-quattro raccolti annui, la stessa pianta dà frutti molto diversi in cui si modifica il contenuto di succo, muta la finezza della polpa, evolvono i profumi, l'acidità e la dolcezza. Il bianco albedo può diventare più dolciastro o più amaro, la polpa più succosa e più acida, la scorza più sottile o più spessa e profumata.
Sbaglia chi storce il naso davanti alla loro asprezza. Infatti i limoni italiani possono essere decisamente dolci: tutto dipende dal rapporto tra gli acidi citrico e malico, dal tenore in zuccheri semplici e dalla resa in succo.
La nostra versione rivisitata con cocco e marshmellow: una torta soffice e profumata, ideale per chiudere in dolcezza ogni pasto Non è un caso se proprio uno dei più celebri (e copiati) dolci italiani contemporanei è la Delizia al limone, ideato nel 1978 dal pasticciere Carmine Marzuillo. Il motivo di tanto successo, diceva il suo creatore, era un interno "così leggero che non si sente nemmeno. Una vera delizia". Ma irresistibile è anche il modo in cui questo dolce candido con pan di Spagna e crema valorizza e utilizza il limone di Sorrento sotto forma di succo, di Limoncello, di scorza grattugiata, intera, candita, realizzando un'apoteosi di questo agrume così generoso e realmente a spreco zero.
Manuela Soressi,
aggiornato aprile 2026