L’uovo sodo e altri 5 piatti semplici che si sbagliano sempre

L'uovo sodo e altri 5 piatti semplici che si sbagliano sempre

Aglio e olio, uovo fritto, ma anche scaloppina o pasta al pomodoro. Per non parlare delle uova sode o della banale bistecca. Ci sono una serie di piatti noti, semplici e buonissimi, dove però è facile sbagliare. Ecco gli errori da evitare.

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E’ un classico: più una cosa è semplice e più è facile sottovalutarla. Ci sono piatti che paiono privi di qualsiasi possibile inghippo. Un esempio? Le vedure al forno: sbattile nella teglia, accendi il gas e pronto! E invece no, ci sono ben 7 errori in agguato... E che dire della passata di pomodoro? Vanno rispettati 6 passaggi-chiave... Facili sì, dunque, ma non scontati.

Ecco qui altri sei piatti buonissimi, veloci e accessibilissimi che possono essere una vera specialità come un completo fallimento. E anzi, normalmente sono la cartina di tornasole per capire se uno (o una) in cucina ci azzecca veramente.

La prima regola è quella della qualità degli ingredienti che, proprio perché sono pochi e proprio perché la mano d’opera è limitata, diventano i veri protagonisti.

162201Aglio, olio e peperoncino
Sono il piatto delle cene improvvisate per antonomasia e in questo must delle spaghettate di mezzanotte con amici sono fondamentalmente due le possibili insidie: bruciare l’aglio e non ottenere la giusta umidità. L'aglio va messo 'in camicia', ossia lo spicchio con la pelle schiacciato sul fondo della padella. Il peperoncino, se secco, meglio aggiungerlo dopo. Umidità significa che gli spaghetti non risultino troppo affogati nell’olio né troppo asciutti. La piccantezza invece è soggettiva e non c’è una regola. Infine, anche se sembra superfluo precisarlo, gli spaghetti devono essere al dente, rigorosamente, più ancora che in altri sughi o situazioni.

L’uovo sodo
Ha fama di essere la ricetta più semplice del mondo: è quella dell'uovo sodo. Eppure quante volte vi è capitato di rovinarlo: tuorlo olivastro, frantumazione del suddetto, impossibilità di sbucciare l’uovo o ancora uovo troppo crudo. Intanto, la freschezza è fondamentale e per verificarla basta immergere l’uovo in una bacinella riempita con acqua fredda: se va a fondo adagiandosi orizzontalmente è fresco, se si posiziona in verticale e parte della punta galleggia vuol dire che è meno fresco. Infine, se galleggia sulla superficie dell’acqua è sicuramente datato ed è meglio evitarlo. A questo punto dopo aver riempito il pentolino con acqua abbondante sarebbe consigliato aggiungere un pizzico di sale che serve a far sì che non si rompa con il sobbollire. L’uovo va immerso in acqua fredda, assicurandosi che ne sia interamente coperto dall’acqua. Dopo 8-9 minuti dal momento della bollitura, l’uovo va ritirato e immediatamente immerso in acqua fredda, in modo che il tuorlo non diventi verde e che sia più facile da pulire (se cuoce 3 minuti è alla cocque, se cuoce 6 minuti è barzotto). C'è anche chi immerge l'uovo direttamente nell'acqua bollente e chi invece lo mette a freddo e quando l'acuqa bolle bene spegne il gas e lo lascia immerso un quarto d'ora. Per noi, quello fornito è il metodo più sicuro.

L'uovo fritto
Tutto incomincia facendo sciogliere una noce di burro in una piccola padella antiaderente, meglio se in pietra. Quando il burro diventa liquido rompere subito l’uovo, cercando di spostare il tuorlo al centro il più possibile con l’aiuto di una spatolina. La giusta cottura deve osservare questo protocollo: deve risultare croccante sotto, ma non bruciato, mentre il tuorlo deve rimanere morbido per non perdere il gusto e le proprietà nutritive. Per garantirvi il risultato, potete fare così: tenere il rosso a parte e aggiungerlo in padella solo dopo che il bianco è già quasi completamente fritto. Meglio una spolverata di sale soltanto sul rosso e appena si toglie dalla padella anche una manciata di parmigiano ci può stare.

162203La cotoletta
Piccola, grande, declinata in mille varianti: la cotoletta è un must nell'immaginario di molti adulti e di quasi tutti i bambini. La primogenitura spetta alla cucina milanese, anche se gli austriaci la considerano una variante della loro Wiener Schnitzel. La preparazione prevede di lavorare a crema le uova in una larga terrina con l'aggiunta di poco sale. Opzionale aggiungere il formaggio grattugiato e un pizzico di pepe. Battere leggermente le fettine e subito passarle nella crema d’uova e poi nel pangrattato che deve essere finissimo (c'è anche chi, in primis, le infarina). A questo punto, due le opzioni: olio (tanto) o burro (impareggiabile). La padella deve essere larga e  ben calda, le cotolette vanno aggiunte poche alla volta. Se avete usato la carne di pollo, il segreto è ritirare i petti appena dorati, per evitare che induriscano, fermo restando che debbano essere ben cotti.

Pasta al pomodoro fresco
Anche questa è una ricetta considerata facile, veloce e alla portata di tutti. Sì, ma si tenga ben presente che i pomodori vanno giusto sbollentati per 30 secondi in acqua leggermente salata per poi sgocciolarli con il mestolo forato, sbucciarli, tagliarli a metà, privarli dei semi e tagliare la polpa a dadi. Ottimo un tocco di origano (anche secco) o foglie di basilico (rigorosamente fresche) e l’aglio non va fatto appassire nella padella per più di 4-5 minuti, altrimenti c’è il rischio che si bruci. Le linguine, questa la pasta ideale, vanno rigorosamente scolate al dente e versate nella padella dove ci sono l’aglio e i pomodori per almeno un minuto.

Bistecca
Questo è l’ultimo classico dei piatti buoni e facili che però può essere pieno di insidie e non è così inusuale crollare proprio su una bistecca. Innanzitutto è fondamentale scegliere il taglio adatto, l’origine e la frollatura ideale, da cui dipendono ovviamente tenerezza e gusto. Il colore della carne rossa è importante: deve essere intenso e la presenza di grasso chiaro e compatto è indice di qualità. L’odore è un altro indizio importante e il primo sbaglio da evitare è quello di salare la carne quando è ancora cruda, perchè il sale rischia di rendere asciutta, dura e stopposa la nostra bistecca. Fondamentale inoltre è che sia a temperatura ambiente prima della cottura, perché se è fredda di frigo - soprattutto se è spessa - rimarrà calda esternamente e fredda dentro. Come pentole vanno bene la griglia, la piastra o la bistecchiera, l’importante è che siano roventi e possibilmente di ferro o di ghisa. La cottura non avviene metà da un lato e metà dall'altro. La bistecca va cotta bene da un lato e quando i bordi sono già ben abbrustoliti si gira: il tempo di permanenza sul lato B sarà inferiore. E’ bene infine non mangiare la bistecca appena cotta, ma aspettare giusto il tempo che i succhi si possano ridistribuire tra le fibre.

Emanuela Di Pasqua,
aprile 2017
aggiornato da Carola Traverso Saibante
giugno 2018

photo credits: Wikipedia

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