Il caro bollette impazza. Il carrello della spesa costa sempre di più. Ma adottare strategie di risparmio si può. Iniziando proprio ai fornelli, utilizzando bene fuochi e forno, scegliendo pentole e cotture, senza sprecare ingredienti né energia
Una volta, quando si diceva cucina economica si pensava alle stufe in ghisa, alimentate a legna, usate dalle nostre nonne e, prima ancora, dalle loro mamme. Ma i tempi sono cambiati e oggi la locuzione assume un significato del tutto diverso e più letterale, ovvero cucinare con un occhio sempre più attento al risparmio in termini di energia e di materie prime: un bene per l’ambiente, come sappiamo, ma anche per il nostro portafoglio. Soprattutto in tempi come questi in cui il caro bollette e l’aumento generalizzato dei prezzi sono argomenti di drammatica attualità. Adottare comportamenti virtuosi non è solo auspicabile ma anche possibile. Iniziando proprio ai fornelli.
La cucina è forse il locale della casa in cui si concentrano i nostri consumi maggiori. Chi si trova ad allestirne una nuova oggi può scegliere elettrodomestici di classi energetiche vantaggiose. E anche approfittare delle nuove tecnologie. Una volta, l’unica alternativa ai tradizionali fornelli a gas erano i piani elettrici radianti e alogeni: due soluzioni esteticamente gradevoli ma dai consumi “importanti”. Superate, negli ultimi anni, dai piani cottura a induzione che, seppure alimentati elettricamente, riscaldano sfruttando il principio del magnetismo.
Hanno una grandissima efficienza energetica, perché la dispersione del calore è minima.
Velocizzano i tempi di cottura, riscaldandosi rapidamente.
Possono essere regolati con estrema precisione, riducendo ulteriormente gli sprechi.
In sintesi, a fronte di un investimento iniziale significativo, alla lunga si possono rivelare più convenienti delle stesse cucine a gas.
Argomento scottante, quello del forno elettrico e dei suoi consumi. Che si possono comunque contenere usandolo con criterio. Tra le funzioni, la migliore è quella ventilata che, distribuendo il calore in modo uniforme, permette di tenere la temperatura più bassa e/o accorciare i tempi. Non solo: con questa funzione si ottiene facilmente una doratura superficiale evitando di accendere il grill, la serpentina rovente che “mangia” più energia in assoluto.
Capitolo preriscaldamento: è indispensabile per preparazioni che devono ricevere una “botta” di calore immediata, come la pizza o i dolci lievitati. In molti altri casi corrisponde, invece, a minuti di energia sprecata. Potete mettere direttamente nel forno, ancora freddo:
Le verdure da arrostire.
Le lasagne, i cannelloni, le paste e le polente “pasticciate”.
Spiedini, arrosti e salsicce (a patto di aver subito una rapida rosolatura sul fornello).
Su ogni tipo di piano è possibile imparare a sfruttare al meglio dotazioni e strumenti. Parlando di cotture, le più dispendiose sono le più lunghe. Ma possiamo cambiare il modo di eseguirle:
Usando la pentola a pressione, che permette di abbattere i tempi di almeno un terzo.
Sfruttando la cottura a fuoco spento: finché non si sfiata e non si apre, la cottura all’interno della pentola continua.
Recuperando la cottura “a castello”, con tegami da sovrapporre per cuocere più pietanze contemporaneamente, su un’unica fiamma accesa.
Quello da cui non dovremmo mai prescindere sono le pentole di buona qualità, pesanti e a fondo spesso, capaci di accumulare e distribuire il calore in modo uniforme. Altro accorgimento è quello di cuocere con il coperchio che, trattenendo il calore, accorcia i tempi. Anche la capienza è importante perché permette di cucinare in grandi quantità:
Due arrosti invece di uno.
Interi pentoloni di minestrone.
Grandi padellate di ortaggi.
Quel che non servirete oggi, potrà essere riposto in freezer. Così, la prossima cena sarà solo da scaldare, invece che da cucinare da zero.
Ci sono due alimenti “insospettabili” che si possono cuocere sfruttando il calore residuo: il riso e la pasta.
Per il riso: si porta a bollore a fuoco dolcissimo, si lascia cuocere 7-8 minuti, poi si spegne e si mette un panno ripiegato fra bordo e coperchio: dopo 10-12 minuti di riposo il riso sarà cotto.
Per la pasta: versatela in abbondante acqua bollente salata, mescolate, riportate a bollore, cuocete 2 minuti e spegnete il fuoco. Mettete il coperchio e fate riposare per il tempo indicato sulla confezione.
Un altro modo per ridurre tempi e consumi è privilegiare gli alimenti dalle cotture più veloci: le patate a tocchi, le carni a fettine o le polpette. Senza dimenticare di recuperare il più possibile avanzi e scarti. Imparate a riutilizzare piccole porzioni di pasta o riso per realizzare frittate e sformati. I ritagli di carne e gli ossi possono improvvisare un buon brodo casalingo: da preparare nella pentola a pressione, per minestre e zuppe davvero economiche!
Francesca Romana Mezzadri
febbraio 2022