Il Re Peperone di Carmagnola

Il Re Peperone di Carmagnola

Rossi o gialli, lunghi o a corno di bue, ad ogni varietà la sua ricetta

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Sale&Pepe

Re Povron e la Bela Povronera, nei loro costumi rosso scarlatto, guidano la sfilata delle maschere per le vie di Carmagnola. Un omaggio che la cittadina piemontese dedica al suo prodotto più illustre, quel “Re peperone” (re povron in dialetto con la sua compagna povronera) celebrato da più di sessant’anni con una grande sagra di fine estate.

Introdotto nella zona agli inizi del Novecento, questo ortaggio arrivato dalle Americhe trovò un ambiente particolarmente favorevole. Grazie poi al lavoro dei contadini, che ne selezionarono varietà autoctone tramandandosi i semi di padre in figlio, ha raggiunto livelli di eccellenza premiati da vari riconoscimenti, dall’Igp al Presidio Slow Food per il tipo “lungo o corno di bue”.

Tutelato dal Consorzio (il logo è un ortaggio rosso stilizzato), il peperone di Carmagnola viene prodotto in alcuni comuni della provincia di Torino e di quella di Cuneo e si trova da fine giugno a fine novembre. Diverse le forme delle 4 tipologie autoctone, rosse o gialle: il quadrato, a 3 o 4 punte; il lungo o corno di bue, conico molto allungato; la trottola, simile a un cuore; il tumaticot, tondeggiante e schiacciato ai poli come un pomodoro.

Il corno di bue è quello con la polpa più spessa e carnosa, molto adatta alla conservazione. Per questo è stato per molti anni il prediletto dell’industria conserviera, salvo poi essere abbandonato per più convenienti prodotti d’importazione.

Oggi il Presidio Slow Food si propone di valorizzarne anche il consumo fresco e di rilanciarne la coltivazione, che si è ridotta dai 400 ettari degli Anni 60-70 ai 30 odierni.

Grandi classici e piatti sfiziosi

Si chiama “carmagnolotto” l’agnolotto a base di peperoni, farina di semi di canapa e ricotta di bufala, tutti a km 0, prodotto appositamente per la sagra di Re peperone. Una delle tante ricette che hanno per protagonista questo ortaggio di gusto dolce (dei 4 tipi la trottola è leggermente più piccante) e molto più digeribile di altre varietà.

Tra le specialità classiche i peperoni al forno con la bagna caoda, la salsa piemontese con crema d’acciughe, aglio e olio, o la bagna freida (aglio, acciughe e sottaceti); quelli con il baccalà e i pomodori, con il coniglio grigio di Carmagnola oppure i tomaticot al forno ripieni di uova sode, capperi e acciughe; la peperonata con le acciughe; le conserve sott’olio, sott’aceto, in agrodolce o sotto rapa (nelle vinacce); le composte da abbinare ai formaggi, un pane speciale realizzato per la sagra e gli gnocchi.

I Carmagnola, soprattutto il corno di bue e il quadrato, sono ottimi anche crudi in pinzimonio o in insalata;  fritti, arrosto, alla brace; per condire la pasta, per il risotto, i ripieni e le vellutate. Da provare anche gli accostamenti con il pesce, i crostacei, persino il cioccolato.

di Marina Cella, still life Comune di Carmagnola, foto di Maurizio Lodi, ricetta di Livia Sala, stylist Laura Cereda

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