Alla scoperta di Trieste, tra arte e ricette balcaniche

Alla scoperta di Trieste, tra arte e ricette balcaniche

Tradizioni mediterranee slave e austriache si ritrovano nella città di Trieste, che offre un tour gastronomico e artistico davvero speciale

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Un equilibrio magico tra terraferma e mare, una cultura fusion di reminiscenze mediterranee, grandeur imperiali e suggestioni slave, una spiccata tendenza al bien vivre.

Ammantata della sua “scontrosa grazia”, come scrisse Umberto Saba, Trieste offre tutto questo.

6365 Il primo incontro non può che avvenire in Piazza dell’Unità d’Italia, un concentrato dell’intera città: c’è l’affaccio sul mare (e la vista dello skyline dall’estremità del Molo Audace è meravigliosa), ci sono i palazzi monumentali (il Municipio con la torre dell’orologio, Casa Stratti, il Palazzo del Governo), le statue (come quella di Carlo VI, l’imperatore che concesse a Trieste lo status di Porto Franco) e fontane come quella dei Quattro Continenti (involontario errore geografico perché all’epoca della sua realizzazione l’Oceania non era ancora stata scoperta!).

C’è, infine, il Caffè degli Specchi che, insieme agli altri locali storici, è esempio di un’eleganza assoluta, che va ben oltre le mode e gli stili del nostro tempo. Le memorabilia della Tergeste romana si ritrovano imboccando i vicoli che salgono al colle di San Giusto, costeggiano il vecchio Ghetto ebraico, e portano all’Anfiteatro, all’Arco di Riccardo, all’Orto Lapidario e alla Basilica, per sbucare al cospetto della cattedrale di San Giusto, luccicante di mosaici bizantini.

Aperta e tollerante verso tutti

6368Poi c’è la Trieste degli Asburgo, il porto dell’Impero: la si trova nella scacchiera di isolati del Borgo Teresiano, voluto da Maria Teresa d’Austria e sorto intorno al Canal Grande, dove un tempo si trovavano i magazzini delle compagnie di navigazione. Città cosmopolita, la Trieste di fine ´700 era crocevia di culture, lingue e tradizioni, trait-d’union tra Oriente e Occidente, un luogo dove, in nome della pax asburgica, tutto (o molto) era tollerato, anche professare una religione diversa da quella cattolica.

Ed ecco nascere allora, proprio nel Borgo Teresiano, la chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione con le sue cupole azzurre, la sobria San Nicolò dei Greci dove si celebra il rito greco-ortodosso, e la neogotica chiesa Luterana.

Infine c’è la città moderna, quella amata da poeti e scrittori (Saba, Svevo e Magris), fonte di ispirazione per romanzieri (Joyce) e registi (Bolognini, Tornatore, Mazzacurati, Visconti, Cristina Comencini).

Un dna multietnico

6373La varietà di influenze culturali si rivela, ovviamente, anche in cucina attraverso sapori e saperi austriaci, mediterranei, balcanici. Grande l’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche (cumino e kren, tra le altre), vasta la proposta di zuppe dal gusto mitteleuropeo (come la jota), l’impiego di carni suine (uno dei piatti tipici è la porzina con capuzi, vale a dire coppa o spalla di maiale con crauti, senape e kren).

Mentre in pasticceria è un trionfo di dolci degni dell’Austria Felix: dal presnitz e la putizza (ripieni di frutta secca), allo struccolo de pomi (strudel di mele) e alle fave triestine, dolcetti di mandorle e cacao profumati di maraschino, cedro e olio di rose.


a cura di Daniela Falsitta, testi di Enrico Saravalle, foto di Nicoletta Valdisteno

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