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Luoghi e PersonaggiLuoghiCammino Materano: pane e formaggi da assaggiare tra Gravina e Matera

Cammino Materano: pane e formaggi da assaggiare tra Gravina e Matera

Una guida ai sapori tipici che rendono unico questo itinerario

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La Via Peuceta, uno degli itinerari che costituiscono quella rete di sentieri che è il cammino materano, è un'occasione speciale per un momento di turismo slow. Perché si presta bene a un viaggio sensoriale che coinvolge anche olfatto e gusto, dilatando all’infinito i tempi del cammino e trasformandoli in un’esperienza eterna. 

Per la seconda puntata della rubrica Cammina con gusto, in collaborazione con Starbene, abbiamo scelto le ultime due tappe della via Peuceta, che si prestano perfettamente a un weekend a piedi.  Mentre noi siamo andati alla ricerca delle produzioni più autentiche, i colleghi di Starbene hanno tracciato il percorso, suggerendo come trasformare il cammino in benessere.

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Un percorso ricco di profumi

Partenza da Gravina, sosta a Picciano e arrivo a Matera

La partenza del nostro itinerario è a Gravina in Puglia, con il suo spettacolare crepaccio scavato nella roccia, la sosta verso il Santuario di Picciano e l'arrivo trionfale tra i Sassi di Matera.

Un cammino che si fa con i piedi ma anche con il naso. All’aroma ferroso dell’aria nelle terre rosse di Gravina si sostituisce passo dopo passo il profumo delle erbe spontanee portate dal vento che sbuffa costante sull’altopiano della Murgia. Poi, man mano che ci si avvicina alla meta, l'aroma dolce e rassicurante del pane appena sfornato e dei formaggi plasmati nelle masserie soppiantano la fragranza pungente e selvaggia del ginepro e della polvere di roccia dei muretti a secco.

Partenza da Gravina: erbe… liquide

Una mano che raccoglie un mazzetto di fiori bianchi minuscoli e una vista della pianta che cresce spontanea tra le rocce ricoperte di licheni arancioni

La "Gariga" è la boscaglia di cespugli e arbusti che caratterizza il Geoparco dell’Alta Murgia. Fanno parte integrante dell’ambiente le erbe aromatiche che esaltano la gastronomia locale ma che diventano "liquide" in un amaro che porta lo stesso nome. Elaborato con timo serpillo, acino pugliese, finocchietto selvatico e un'altra quarantina di essenze raccolte in campagna, questo liquore riproduce in bottiglia l’esperienza olfattiva che si vive calpestandone i sentieri. Tutto naturale: anche il colore ambrato, che è ottenuto grazie alla presenza del mallo di noce, senza aggiunta di caramello o coloranti.

  • La sosta: Amari & Rosoli, vico II Marconi, 3, Gravina in Puglia (BA)

Il miele, dolce energia lungo i sentieri

Collage che mostra api sul favo, arnie colorate in un prato fiorito e miele dorato che cola da uno spargimiele in un vasetto

Passeggiando per vicoli e campagne è facile imbattersi in arnie itineranti: le case delle api che seguono la fioritura delle piante. Lungo la Via Peuceta il tempo scorre al ritmo di questi piccoli insetti. Grazie al loro lavoro si ottengono mieli che raccontano la varietà della flora locale. Da provare, se disponibile, quello di agrumi per dare corpo alle tisane o per una ricarica energetica durante il cammino.

  • La sosta: Azienda Agricola Lafabiana, via Matera, 57, Gravina in Puglia (BA)

Il Pallone di Gravina: un formaggio che nasce nelle grotte

Collage di forme sferiche di formaggio Pallone di Gravina: una forma singola, altre appese nelle reti per la stagionatura e alcune esposte sul banco

Non chiamatelo caciocavallo! Malgrado la pasta sia filante, la sfida qui è modellarla a forma sferica: nasce così il Pallone di Gravina. Dopo una stagionatura di almeno 20 giorni nelle grotte di calcarenite, la crosta diventa liscia e lucente. Il sapore è deciso, persino piccante nelle stagionature più lunghe (oltre i 6 mesi), perfetto per chiudere un pasto con carattere dopo una giornata di trekking.

  • La sosta: Caseificio Artigianale Fratelli Derosa, ia Milano, 28, Gravina in Puglia (BA).

L'arrivo a Matera: grotte e pane antichi

Una grande pagnotta di pane di Matera dalla forma tipica "a cornetto", con crosta bruna e croccante, appoggiata su un canovaccio grigio

Nella città di Matera, meta finale del nostro cammino, la storia si rivela sotto forma di antiche abitazioni e chiese rupestri dai sorprendenti affreschi, ma anche grazie al suo pane. Farina, acqua, lievito, sale sono i quattro ingredienti che compongono la maggior parte delle pagnotte. Eppure il Pane di Matera è completamente diverso: il sapore e l’aroma intensi derivano dalla qualità del grano ma anche dal processo di fermentazione. Il lievito si ottiene infatti facendo fermentare in acqua di sorgente uva e fichi. Infine l’impasto viene lasciato lievitare a lungo, proprio come se fosse prodotto con lievito madre. Il pane di Matera ha una durata eccezionale, anche fino ai 15 giorni. E poi ha una seconda vita: è un'ottima bruschetta, con peperoni cruschi, burrata e olio, oppure si trasforma in polpette o nella tradizionalissima cialledda, l'antica "colazione del mietitore",  destinata a chi affrontava il lavoro sotto il sole della Basilicata.

  • La sosta: Panificio Cifarelli, via Istria, 17, Matera

I sapori lucani del traguardo

Collage di tre immagini: a sinistra peperoni rossi essiccati (cruschi) appesi a un filo sotto un arco di pietra; al centro un primo piano di orecchiette di pasta fresca; a destra un gruppo di funghi cardoncelli freschi.

Al termine della Via Peuceta vale la pena concedersi un tuffo nei sapori caratteristici della Città dei Sassi per celebrare l'arrivo. All’interno di un caratteristico locale ipogeo, dopo il benvenuto di peperoni cruschi, si può scegliere tra le orecchiette con crema di fave, pomodori e funghi cardoncelli; e tripola maritata, ovvero pasta fresca condita con pomodoro, mollica di pane fritta, peperoni cruschi, lardo e scamorza affumicata. I profumi della campagna arrivano al tavolo con le costolette di agnello panate al finocchietto con cicoria ripassata.

  • La sosta: Ristorante Francesca, via Bruno Buozzi, 9, Matera

Riccardo Lagorio,
marzo 2026

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