Halloween: Paese che vai, paura che trovi

Halloween: Paese che vai, paura che trovi

Halloween, la festa da brivido, si celebra in tutto il mondo con usanze e piatti tutti da scoprire. Le origini delle celebrazioni sono sovente antiche e raccontano indirettamente le radici culturali dell’umanità

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Halloween, istruzioni per l’uso. C’è chi lo festeggia appassionatamente, chi approfitta semplicemente della ricorrenza per fare un po’ di baldoria, perché ogni occasione e buona, e anche chi ritiene che sia così lontana dalle nostre tradizioni, da dover essere guardata con snobismo e persino anche con un po’ di sospetto. Eppure in tutto il mondo c’è almeno una giornata in cui si celebrano i morti e con loro le paure più profonde e ovunque esistono anche piatti tipici, che si servono proprio durante questa ricorrenza.

Nei Paesi Anglosassoni c’è la tradizione della zucca intagliata e trasformata in macabra lanterna. La ricorrenza ha origini celtiche che profumano di mistero e di una cultura antica e leggendaria, che sapeva tenere conto dell’alternanza delle stagionie e le rispettava con timore religioso. Infatti la festa originariamente era celebrata durante l’equinozio d’autunno. Ma quel che è arrivato a noi ed è tanto diffuso oggi, è la figura che pare un testone arancione con gli occhi infuocati.

Secondo le storie che si tramandano, l’idea fu di Jack, un ubriacone che dopo la sua morte non fu accettato né in Paradiso e nemmeno all’inferno, perché aveva ingannato il diavolo in persona. Così, vagando senza meta, pensò di farsi luce mettendo delle braci all’interno di una rapa intagliata.

Parlando di feste attuali, negli Usa, dove la ricorrenza ha le proporzioni di una importante festività nazionale, circolano dolcetti (o scherzetti?) a gogo, più sono abbondanti meglio è, e ci sono zucche decorative ovunque. Sono piccole, medie, grandi e persino enormi. Immediatamente dopo Halloween, per non buttare via quel che resta di questi favolosi ortaggi, le vetrine di panetterie e pasticcerie si riempiono di pumpkin pie, un dolce a base di zucca tipico soprattutto del giorno del Ringraziamento.

A dirla tutta, nonostante oggi circolino per lo più zucche intagliate, la lanterna della leggenda era fatta con una rapa: in Inghilterra ancora oggi in molti casi i ragazzini intagliano le barbabietole e le illuminano con una candela. Restando in Europa, andiamo in Scozia dove per tra i piatti tipici ce n'è uno per stomaci forti: è l’Haggis, un insaccato fatto con le interiora di pecora, cioè cuore, polmone e fegato, macinati con la cipolla e fatti bollire per ore in un pentolone.

Andando a scoprire le tradizioni culinarie di Paesi meno noti, sicuramente merita il Guatemala: in occasione della festa dei morti i ragazzini girano nel quartiere chiedenti per i teschi una bevanda fatta con il mais nero, ingrediente usato per realizzare dolcetti a forma di teschio.

In Messico la festa dei morti per cause violente è lunga, dura dal 18 ottobre al 30 novembre. Queste anime infatti, non avendo avuto l’occasione per farsi perdonare i propri peccati, sono quelle più in pena, da celebrare in modo prolungato con banchetti e brindisi, direttamente nei cimiteri, dove si banchetta sulle tombe dei cari estinti, in allegria e condividendo i classici teschi di zucchero colorato.

In Cina la festa dei morti è in aprile. In questa occasione i parenti rinnovano le tombe dei cari e le decorano, offrendo tè e riso. Alla fine delle celebrazioni la famiglia si riunisce e tutti mangiano insieme allestendo un pranzo sobrio, dove il riso la fa da padrone. In questa occasione e sempre, a dire il vero, bisogna assolutamente evitare di piantare le bacchette in verticale nella ciotola del riso, questo infatti ricorda i bastoncini di incenso che si dedicano ai morti ed è considerato di pessimo auspicio per i viventi.

E in Italia? Nonostante molti considerino Halloween una festa che non ci appartiene, anche noi, chiamandola più sobriamente “festa dei defunti”, celebriamo i morti. Le tradizioni contadine delle varie regioni, regalano racconti che oggi hanno il fascino delle nostre radici più significative e profonde. I nostri bis bis nonni ancora tenevano buoni gli spiriti nella notte di Ognissanti, offrendo dolcetti e lasciando una candela accesa vicino alla porta, per evitare che l’anima in pena avesse la tentazione di entrare in casa e portarsi via qualcuno.

Nella nostra tradizione culinaria ci sono ingredienti che richiamano i misteri del bosco, dove secondo le fantasie popolari dimoravano le streghe: castagne, zucche, frutta secca e spezie profumate. Primi fra tutti questi piatti di tradizione ci sono il castagnaccio profumato con il rosmarino, le fave dei morti a base di mandorle, pinoli e spezie e il pane dei morti con fichi e uvetta.

Barbara Roncarolo
ottobre 2016
photo credit: Mr Moss Pumpkin - 304/365 via http://photopin.com



E per completare con una panoramica che fa il giro del mondo, una carrellata di illustrazioni prodotte da lastminute.com (clicca qui) che per invogliare a festeggiare il week end lungo di fine ottobre con un bel viaggio, ha preparato disegni con i piatti più strani, favolosi o spaventosi di tutto il mondo.

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