I “quasi vegetariani” hanno il cuore più sano

I "quasi vegetariani" hanno il cuore più sano

Rischia meno di ammalarsi di cuore chi consuma un 70% di alimenti vegetali: a decretarlo uno studio su mezzo milione di persone tenute in osservazione per ben 12 anni

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Avere una dieta in gran parte vegetariana fa meglio. Se poi è quasi vegana non guasta affatto. Consumare solo pochi alimenti di origine animale (latticini e uova inclusi) allunga la vita, preservandoci dalle maggiori cause di morte: ictus e malattie cardiache.

A sostenerlo una ricerca dai grandi numeri: 451.256 le persone reclutate, provenienti da 10 nazioni, con un'età compresa tra i 35 e i 70 anni e monitorate per addirittura 12 anni.

Condotto dall'Imperial College di Londra e presentato al congresso dell'American Heart Association di Baltimora pochi giorni or sono, lo studio ha dimostrato che i soggetti con una dieta composta per il 70% da vegetali come cereali integrali, fagioli, verdure, frutta fresca e secca, avevano un rischio di morte per ictus e malattie cardiache inferiore del 20% rispetto a coloro che scelgono di nutrirsi con un 55% (o più) di carne, formaggio, pesce e uova.

Da sottolineare che, al principio dello studio, nessuno dei partecipanti soffriva di malattie croniche.

I ricercatori hanno costantemente aggiornato le cartelle cliniche, registrando tutte le malattie e i decessi, che sono stati 5000 nel corso dei 12 anni.

Hanno quindi assegnato a ciascun partecipante un punteggio così calcolato: un voto positivo per ogni tipo di verdura, frutta, legumi, cereali, patate, noci e olio d'oliva consumati, uno negativo per tutte le carni, i grassi di origine animale, le uova, il pesce, i latticini.

Altri parametri utilizzati nel computo finale sono stati l'età, il genere maschile o femmnile, la quantità di calorie ingerita giornalmente, il consumo di alcol e l'abitudine al fumo, lo sport e il livello di educazione.

Come ha fatto notare Camille Lassale, responsabile dello studio, il risultato non ha evidenziato il beneficio maggiore di alcuni alimenti vegetali rispetto ad altri: la ricerca si è piuttosto concentrata sulla percentuale di cibi vegetali consumati abitualmente rispetto a quelli animali, portando a stabilire con certezza che un notevole aumento dei primi "si traduce in un miglioramento dell'equilibrio nutrizionale".

Il lavoro presentato dall'equipe dell'Imperial College non fa che confermare i risultati di numerose altre ricerche, come quella pubblicata a febbraio sul "Journal of Pediatrics" che dimostrava gli effetti benefici di un regime vegetariano sui bambini con rischio cardiaco elevato.

Ma la grandezza del campione utilizzato e la notevole durata del monitoraggio, nonché l'assenza di soggetti con particolari predisposizioni alla malattia cardiaca, hanno permesso di dare risposte ancora più sicure e largamente, se non universalmente, valide.


Daniela Falsitta,
11 marzo 2015

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