Settembre tempo di… sagre: ci vanno 7 italiani su 10

Settembre tempo di... sagre: ci vanno 7 italiani su 10

Tante, diverse e tutte ghiotte: in Italia le sagre paesane sono un gustoso business osannato anche dalla stampa estera, a cui nessuno riesce a dir di no

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wine tasting at a farmers' products fair, Locorotondo, Puglia, Italy
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Sontuosi bolliti in salsa verde, ma anche rane, funghi, tartufi, focaccette e trofie al pesto, vini, o ancora anguille e sarde alla griglia, melanzane, cinghiali e ricette tipiche iperlocali. Sono i temi ricorrenti delle grandi e piccole sagre paesane. Questo fine settimana Asti si appresta a festeggiare la sua “Douja d'or” (clicca qui), uno degli eventi più attesi del nord Italia, mentre nelle Langhe a Carrù a dicembre si omaggia il Bue Grasso, e anche la stampa internazionale osanna questo evento come “imperdibile”.

Il popolo delle sagre, turisti o locali, appassionati di tradizione, buon cibo e di momenti di convivialità e allegria, in Italia è davvero esteso. Coldiretti ha calcolato che vadano alle sagre estive sette italiani su dieci, il 71 per cento della popolazione. Per la voglia di assaggiare nuove pietanze sconosciute o per la gioia di ritrovare quelle già note, ma anche – commenta Coldiretti – per un bisogno di ristabilire un rapporto più diretto con il cibo.

Un turismo enogastronomico che mostra dati in salita, anche per via dei prezzi dei piatti offerti, spesso più popolari rispetto a ristoranti e trattorie. Un amore, quello per l'enogastronomia itinerante delle sagre paesane, che vale 3 miliardi di euro di fatturato per questi appuntamenti annuali: se ne contano 30mila in Italia da primavera ad autunno.

Ai dati di Coldiretti fanno eco quelli di Unpli, l'associazione che raccoglie circa 6mila Pro Loco del nostro Paese, gli enti che solitamente si prendono carico a livello locale dell'organizzazione e gestione delle sagre (è di loro competenza il 50 per cento di questi eventi): ebbene, secondo le loro analisi sarebbero 25 milioni l'anno i frequentatori abituali di sagre. Con picchi proprio a settembre: le ultime settimane estive e il preludio d'autunno sono le migliori per assaporare ricette anche sostanziose e per spostarsi da un paese all'altro alla ricerca di prelibatezze. Per scoprire l'appuntamento più vicino, oltre a controllare le affissioni stradali, esistono svariati portali che permettono di scoprire gli appuntamenti più vicino a noi.

E tra questi, la fiera del Bue Grasso di Carrù, nelle Langhe, ha avuto anche un riconoscimento internazionale: l'Observer Food Monthly, patinata rivista britannica edita dal Guardian, la segnala nella lista dei 50 appuntamenti mondiali "hot" del 2015 (clicca qui) per il turismo enogastronomico. Secondo la lista, gli appuntamenti da non perdere in Italia oltre alla sagra del bue e all'associato assaggio dei bolliti, vi è anche una puntata a Pantelleria, per assaggiare i suoi ottimi vini passiti.

Eva Perasso
11 settembre 2015

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